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27. 05. 2022 05:14

Milano, Albertini bacchetta l’operato di Sala: «È troppo verde-talebano»

L'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, critica apertamente l'amministrazione Sala in occasione della presentazione del suo nuovo libro: ecco cosa ha detto

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L’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, è stato protagonista per tutta la scorsa estate con la soap opera sulla sua ricandidatura a sindaco di Milano. A distanza ormai di alcuni mesi dalla riconferma del sindaco Sala fa un punto sull’attuale amministrazione rilasciando una lunga intervista a Il Giorno in occasione della presentazione del suo nuovo libro “Rivoglio la mia Milano“.

Albertini boccia Sala: «Non è veramente libero»

Come facilmente immaginabile Albertini non promuove il primo cittadino Beppe Sala. «La mia prima critica è la sottovalutazione fatta da Sala della mia proposta di un’unità repubblicana a Milano – ha dichiarato Albertini -. Aderire a una formula del genere avrebbe dato il segno della sua leadership. Invece, per non dispiacere la sua parte politica, Sala non ha dimostrato l’autonomia che chi è eletto direttamente dai cittadini dovrebbe avere».

Albertini sulle minacce a Sala

L’ex sindaco torna anche sull’impasse su cui è rimasta impantanata da anni la questione San Siro. «Non mi convince la sua militanza nella componente verde-talebana, che fa sì che alcuni progetti non sono accolti come una sfida per Milano – ha rincarato la dose -. Un esempio: il nuovo stadio di San Siro. Che significa ridurre le volumetrie? Se vuoi il verde, fai fare grattacieli e occupi meno superficie. Sala, invece, ha puntato su una soluzione per non scontentare troppo i verdi».

Una frecciatina anche per la Moratti

Non è mancata qualche frecciatina anche per i componenti del suo stesso schieramento politico, in particolare nei confronti della vicepresidente Letizia Moratti. «La stimo, mi è simpatica, ma non ho condiviso alcune sue scelte da sindaco – ha aggiunto -. L’aver annullato la nostra seconda privatizzazione Aem, ricomprando 335 milioni di obbligazioni, per avere in A2A gli stessi posti in Cda del Comune di Brescia. Con ciò, sono mancati i fondi per lo scolmatore del Seveso, la Grande Biblioteca Europea e la linea 4 della metropolitana, opere che erano già inserite nel Piano triennale delle opere pubbliche».

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