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17. 05. 2022 04:02

Caro bollette, una piaga per famiglie e Comune: quali contromisure?

Il caro bollette sta colpendo famiglie e amministrazioni locali: in Comune si discute se attingere dalle riserve A2A per tagliare le spese di luce e gas

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Una volta era conosciuta come stangata: si trattava del ritocco delle tariffe più importanti da parte del governo che aveva necessità di fare cassa. Oggi l’origine dei rincari arriva dal mercato ma la sostanza è la stessa sul portafogli: secondo Facile.it, se il prezzo dell’energia rimarrà sui livelli attuali, a parità di consumi e in assenza di ulteriori interventi governativi, a fine anno gli italiani si troveranno a pagare una bolletta complessiva che potrebbe sfiorare i 3.000 euro, l’80% in più rispetto al 2021, con un aggravio di oltre 1.300 euro a famiglia.

La botta arriverebbe dopo il salasso del 2021 che, sempre secondo l’osservatorio del sito, ha visto una bolletta complessiva per le famiglie di oltre 1.630 euro, ovvero circa 400 euro in più rispetto al 2020 (+32% su base annua). In particolare è stata quella del gas, che lo scorso anno ha superato i 960 euro, in aumento del 31% rispetto al 2020, a pesare sui conti. La spesa per la luce, invece, è stata di circa 670 euro (+33% su base annua).

Caro bollette, le ricadute sulle imprese

Non solo le famiglie sono coinvolte. Si può dire che le imprese sono le prime vittime in quanto si trovano a dovere fronteggiare un aumento delle materie prime che accresce le difficoltà già forti a causa della pandemia. Secondo l’Unione degli Artigiani della provincia di Milano un’impresa su cinque rinuncerà al riscaldamento. Un 15% licenzierà il personale e una impresa su 10 invece chiuderà bottega o ridurrà la produzione.

E non manca chi ha già eliminato l’illuminazione di vetrine e insegne. Il rincaro medio della spesa energetica per impresa, secondo un indagine a cui hanno partecipato 200 aziende associate a Unione Artigiani, è superiore al 50%. Le ditte impegnate nella produzione (legno, metalmeccanica) registrano aumenti con punte che vanno anche oltre il 70%, ma anche parrucchieri ed estetiste iniziano a segnalare fatture con cifre che tolgono il fiato.

Caro bollette, le proposte

Sul fronte politico si sta cercando di trovare soluzioni. Una è del centrodestra che chiede l’utilizzo dei dividendi di A2A, la multiutility che proprio nei giorni scorsi ha venduto al fondo Henderson Park gli uffici di via Balduccio da Pisa e via Gonin per 221 milioni di euro, per ribassare le bollette. Ma da Palazzo Marino la risposta è negativa.

Caro Bollette, Simonetta D’Amico (Pd): «Interverrà il Governo»

Per Simonetta D’Amico, presidente Commissione bilancio e Patrimonio Immobiliare del Comune, i dividendi A2A non si toccano, la risposta al caro bollette deve arrivare dal governo.

Perché questa contrarietà?

«Il Comune sta lavorando al bilancio 2022-2024, ma per adesso l’equilibrio non c’è. I dividendi di A2A servono per finanziare tutta la spesa corrente, servizi essenziali che non possono essere tagliati: utilizzarli non risolverebbe in alcun modo il problema dell’aumento delle bollette».

Qual è la vostra proposta?

«Il Governo ha stanziato un miliardo per calmierare le bollette nel primo trimestre di imprese e famiglie. Il tema è nazionale, deve essere il Governo a dare una risposta efficace come sta già facendo, il Comune deve garantire i servizi indispensabili per la città come il trasporto pubblico, la pulizia e il welfare».

E’ sufficiente?

«Sarebbe importante anche un fondo sostegno alle famiglie da parte di Regione Lombardia».

Caro bollette, De Chirico: «Operazione fattibile ma senza altri tagli»

Va bene impiegare i dividendi ma occorre evitare che questa misura provochi tagli in altri settori. Senza nascondere qualche perplessità lo sostiene Alessandro De Chirico, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino.

Può essere la soluzione giusta?

«Intanto dobbiamo metterci d’accordo: prima la Lega ha proposto di utilizzare il 15%, poi Mascaretti ha detto il 20%: sono proposte che non inciderebbero in modo significativo sulle bollette».

Qual è la sua idea?

«Impiegare tutti i 62,5 milioni dei dividendi: sarebbe un meno 46 euro a persona che fanno 140 euro per una famiglia di tre componenti. Detto questo resta un punto da chiarire».

Quale?

«Questa operazione si può fare solo se siamo sicuri che non ci saranno tagli in altri settori: faccio notare che i servizi sociali non si possono toccare, sono già stressati».

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