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18. 05. 2022 03:06

Il Codacons presenta un esposto contro Malika Chalhy: rischia un’accusa per truffa aggravata

L'associazione dei consumatori vuole vederci chiaro nella vicenda di Malika Chalhy

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Il clamore mediatico intorno alla vicenda di Malika Chalhy, la giovane cacciata di casa perché lesbica ed accusata di aver speso impropriamente i fondi raccolti per sostenerla, rischia di finire anche nelle aule dei tribunali. Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Firenze e Milano per fare chiarezza sulla vicenda.

Malika e le raccolte fondi: il Codacons chiede una regolamentazione

Fin dall’inizio il Codacons si era espresso più volte contro la mancanza di trasparenza delle varie raccolte fondi nate sulle piattaforme online. Celebre durante il primo lockdown lo scambio di accuse con il rapper Fedez.

«La vicenda di Malika dimostra ancora una volta come nel settore regni l’anarchia – ha fatto sapere il Codacons tramite una nota -: chiunque può chiedere soldi ai cittadini attraverso piattaforme come Gofundme, ma poi non c’è alcun controllo sulla reale destinazione dei soldi raccolti, e le stesse società che ospitano le campagne di solidarietà declinano qualsiasi responsabilità per eventuali usi non conformi dei fondi donati dai cittadini».

Nella fattispecie del caso di Malika si potrebbe arrivare alla formulazione di un’accusa per truffa aggravata. «Sul caso di Malika Chalhy abbiamo deciso di presentare un esposto alle procure della Repubblica di Milano e Firenze – prosegue l’associazione dei consumatori -, affinché avviino una indagine sulla vicenda alla luce della possibile fattispecie di truffa aggravata, accertando i fatti e le relative responsabilità anche nei confronti dei gestori delle piattaforme che ospitano le raccolte fondi, per omissione di controllo e concorso in eventuali reati che saranno ravvisati».

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