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28. 09. 2022 03:03

Eutanasia, Cappato si autodenuncia a Milano: «Continuerò ad aiutare chi me lo chiederà»

Il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni rischia ora 12 anni di carcere, il tema suicidio assistito torna d'attualità

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Lo aveva preannunciato in un tweet dopo la morte della signora Elena, la donna veneta di 69 anni malata terminale di cancro e da lui accompagnata in Svizzera per il suicidio assistito, e oggi Marco Cappato si è presentato alla stazione dei carabinieri vicino a piazza Duomo a Milano per autodenunciarsi.

Eutanasia, la morte di Elena in Svizzera

Il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni è arrivato dai militari intorno alle 11.30. «Mi reco in caserma per raccontare l’aiuto fornito a Elena – ha spiegato parlando con la stampa prima di entrare -, senza cui non sarebbe stato possibile arrivare in Svizzera. E spiegherò ai carabinieri che per le prossime persone che ce lo chiederanno, se saremo nelle condizioni di farlo, aiuteremo anche loro. Sarà poi compito della giustizia stabilire se questo è un reato o se c’è la reiterazione del reato. O se c’è discriminazione come noi riteniamo tra malati».

Il caso dj Fabo 

«Cinque anni fa in questa stessa caserma ero andato a raccontare le modalità dell’aiuto a dj Fabo. Da lì – ha continuato il tesoriere – è iniziato un percorso giudiziario che ha portato alla legalizzazione dell’aiuto al suicidio in Italia, ma solo per un tipo di malati». Dura la denuncia del rappresentante dell’Associazione: «Il Parlamento avrebbe potuto subentrare in questi anni, la Corte Costituzionale lo ha chiesto a più riprese, cinque anni fa non c’è stata nessuna risposta da parte del Parlamento, della politica, dei capi, dei grandi partiti di questo paese».

L’appello alla politica

Ma non solo. Cappato ricorda che «in queste ultime due legislature non è mai stata discussa nemmeno un minuto la nostra legge di iniziativa popolare presentata 9 anni fa e ora, con lo scioglimento delle camere, è decaduta. Ci è stato impedito dalla Corte Costituzionale presieduta da Giuliano amato di decidere sulla legalizzazione dell’eutanasia». Cappato invita le forze politiche «ad ascoltare le parole di Elena. Credo che la vicenda sia così chiara da non dover necessitare da parte nostra una parola in più. Ci sono purtroppo persone che non hanno tutto questo tempo. Voglio ricordare che per una persona che riesce ad andare in Svizzera ce ne sono centinaia che non riescono».

Cappato, la solidarietà di Chiara Appendino

Il caso di Elena torna a infiammare il dibattito politico sul suicidio assistito, tema sempre delicatissimo. Tra le prime reazioni quella di Chiara Appendino, ex sindaco di Torino: Una donna affetta da una malattia irreversibile sceglie, nel pieno delle facoltà, di porre fine alla sua vita invece di soffrire le pene dell’inferno per il poco tempo che le rimane. È costretta a farlo da sola, all’estero. Marco Cappato, la accompagna in questa decisione, sollevando i familiari dal tremendo peso della burocrazia e delle conseguenze legali e ora rischia 12 anni di carcere. Vi sembra sensato tutto ciò? A me no».

Elezioni, la lista Cappato fuori dalla corsa

Al momento la lista di Marco Cappato non può correre alle prossime elezioni a causa della mancata possibilità di raccolta delle 60.000 firme cartacee entro il 21 agosto. Per questo Cappato e Eumans, il movimento paneuropeo nonviolento per la democrazia da lui fondato ha lanciato negli scorsi giorni una campagna per consentire l’apertura allo Spid, per raccogliere, in così poco tempo a disposizione, le adesioni.

La lettera a Mattarella

Il 27 luglio Virginia Fiume, co-presidente di Eumans, ha avviato uno sciopero della fame a sostegno di una circostanziata richiesta recapitata a Governo e Parlamento di sanare urgentemente la situazione consentendo la presentazione delle liste tramite la firma digitale. A oggi si sono aggiunte 21 persone. Oggi ha consegnato una lettera al Quirinale, all’indirizzo del presidente Mattarella, chiedendo un intervento per porre fine alla discriminazione che impedisce a partiti e movimenti che non sono presenti in Parlamento di poter partecipare ad armi pari alle elezioni politiche del 25 settembre prossimo.

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