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18. 05. 2022 02:22

Condizioni di lavoro inconciliabili: aumenta il numero dei giovani che si licenziano

Sempre più giovani abbandonano il lavoro in cerca di nuove fortune: i dati su Milano

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La pandemia ha costretto molte persone all’isolamento e ha portato donne, uomini e ragazzi a modificare le proprie priorità di vita. E tra i cambiamenti più inaspettati in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo, c’è quello dei giovani che si dimettono per cercare un nuovo lavoro.

Negli ultimi mesi, infatti,  tantissimi giovani hanno deciso di cambiare il proprio lavoro per mettersi alla ricerca di un nuovo impiego. Le retribuzioni non adeguate alle competenze e ambienti lavorativi ostili sono solo alcune delle motivazioni che spingono tante persone a scegliere un lavoro diverso.

Cambiare lavoro per cambiare vita

Perché il lavoro per tutti gli individui rappresenta una parte integrante della vita di un essere umano, e non è possibile pensare che delle condizioni non favorevoli e un ambiente poco accogliente non pregiudichino la serenità e la tranquillità della vita di una persona anche al di fuori dell’orario di lavoro.

Riuscire a conciliare casa e impiego non è semplice, ma la pandemia ha imposto a tutti un nuovo modo di affrontare le giornate e ha fatto sì che anche le priorità vengano rivalutate.

Volere del tempo libero per se stessi non dovrebbe essere percepito come un capriccio o come un’inadempienza alle proprie responsabilità, ma come una reale esigenza e necessità umana.

I numeri dei giovani che cambiano lavoro

A Milano i giovani che vogliono fuggire dalla precarietà e che necessitano di orari di lavoro migliori per conciliare gli impegni sociali e familiari sono tantissimi.

Secondo i dati di Census Bureau Data, dal 2009 al 2017, le persone che hanno cambiato il proprio impiego negli Stati Uniti sono raddoppiate. In Italia la situazione non sembra essere migliore. Nella città di Milano ben 928.441 persone hanno deciso di chiudere la propria attività.

Coloro che invece hanno scelto di licenziarsi autonomamente sono 206.445 con un aumento esponenziale nei primi sei mesi dell’anno 2021. 32.576 giovani hanno deciso di cambiare lavoro anche per cambiare vita.

I rapporti umani in ufficio e le relazioni con i colleghi talvolta non idilliache, e l’impossibilità di crescere professionalmente, sono spesso la causa di tale scelta radicale.

Come spiega il responsabile del Dipartimento mercato lavoro Antonio Verona della Cgil:”l’età più colpita e quella che va dai 25 ai 35 anni. Se volessimo tracciare le caratteristiche tipiche di un giovane dimissionario, potremmo identificarlo in un lavoratore che ha maturato una discreta anzianità di lavoro in azienda, mediamente superiore ad un anno, portatore di elevate o medie competenze tecnico professionali, impegnato fondamentalmente nel lavoro impiegatizio nelle attività professionali dei servizi alle imprese, delle comunicazioni e delle informazioni, nel commercio, trasporti e logistica e nei servizi sanitari”.

lavoro giovani

Massimo Bonini, Segretario Generale della Cgil, crede che i giovani scelgano di andare altrove oltre che per il compenso economico perché “le condizioni ambientali del posto di lavoro, il clima aziendale, relazioni formali e informali, e soprattutto il peso dei rapporti gerarchici, che forse dovrebbero essere riconsiderati con un orientamento più orizzontale e meno verticistico”.

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