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04. 12. 2022 19:02

Liceo Manzoni occupato, la preside: «5 in condotta a chi rimane a dormire»

L'intenzione dei ragazzi è occupare parte delle aule del piano terra per due giorni

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AGGIORNAMENTO ore 16:00 – Verrà dato 5 in condotta nel primo quadrimestre a tutti gli studenti del liceo classico Manzoni di Milano che questa notte rimarranno a dormire nelle aule della scuola. E’ quanto ha detto la preside Milena Mammani nel corso del consiglio d’istituto straordinario convocato d’urgenza dopo l’occupazione avvenuta questa mattina dell’istituto di via Orazio, frequentato alla fine degli anni ’80 anche dal segretario della Lega Matteo Salvini. Proprio per protestare contro la vittoria del centrodestra alle elezioni, unita alla richiesta di abolizione dell’alternanza scuola-lavoro e a una maggiore attenzione ai temi dell’ambiente, gli studenti del Manzoni hanno occupato questa mattina e intendono restare fino a martedì sera, dormendo appunto a scuola. Pur non intervenendo nelle ragioni della protesta e senza voler togliere spazi di confronti ai ragazzi, i docenti e la preside hanno deciso di non voler più tollerare studenti a dormire per la responsabilità che questo comporta e anche per i danni che hanno fatto in passato, principalmente imbrattando i muri che, ha ricordato la preside, al piano terra, sono stati nuovamente imbiancati per una spesa di 10mila euro. Dopo il laboratorio del pomeriggio, gli studenti si riuniranno di nuovo in assemblea per decidere il da farsi ma è molto probabile che rimarranno comunque a dormire.

Ore 11:00 – Per protestare contro la vittoria del centrodestra alle elezioni e il futuro governo guidato da Fratelli d’Italia, gli studenti del liceo classico Manzoni di Milano hanno deciso di occupare la scuola: «Vogliamo dirlo chiaramente, alla Meloni, a Confindustria, a chi ci reprime – hanno scritto in un comunicato gli studenti -: non siamo più disposti a tirarci indietro, far finta di nulla e aspettare che voi cambiate le cose; perché, nonostante tutto, sempre e comunque, la scuola siamo noi».

Liceo Manzoni occupato, cosa sta succedendo

Dopo organizzato un picchetto all’ingresso, gli studenti del liceo Manzoni sono ora riuniti in palestra in assemblea per discutere dell’occupazione, decisa anche per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro, dopo la morte di Giuliano De Seta che già li aveva portati a organizzare un corteo interno dieci giorni fa. L’intenzione dei ragazzi è occupare parte delle aule del piano terra per due giorni e quindi di rimanere a dormire stanotte all’interno dell’edificio di via Orazio, per poi riprendere regolarmente le lezioni mercoledì.

liceo manzoni

Liceo Manzoni, il comunicato degli studenti

«Questa mattina – hanno spiegato ancora gli studenti in un lungo comunicato -, come studenti e studentesse del Manzoni, abbiamo occupato la nostra scuola per parlare e confrontarci sulla situazione in cui versano le nostre vite: crisi e disastri climatici sono ormai all’ordine del giorno, provano lentamente ad abituarci a un lavoro precario, sfruttato e mortale e, come se non bastasse, ci prepariamo ad entrare in una fase politica pericolosa e repressiva, visti gli ultimi risultati elettorali. Abbiamo preso coscienza di questa situazione e abbiamo deciso che questa volta non staremo fermi a guardare, non rimarremo passivi davanti a un presente che cerca con ogni mezzo di toglierci il futuro che ci appartiene».

liceo manzoni

Continuano gli studenti: «Ci siamo presi e prese uno spazio che troppe volte si è dimostrato repressivo e inadatto nel tentativo di dimostrare che non solo è possibile che studenti e studentesse decidano autonomamente di prendersi dei loro spazi, ma che è anche giusto e deve diventare una pratica normalizzata; se voi ci toglierete dei nostri spazi noi saremo pronti a riprenderceli e non cederemo più su quelle cose che riteniamo indispensabili per la nostra formazione. La risposta però è stata, come al solito, una rappresaglia mirata a farci desistere, a imporci un rispetto di regole che non ci rappresentano e che sono create appositamente per impedirci anche solo di immaginare un mondo ed una scuola diversa».

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