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13. 08. 2022 17:18

Milano, la settimana nera degli alberi: cadute e danni in città

In settimana in città si sono verificate pericolose cadute di alberi: di chi è la responsabilità?

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Il maltempo degli ultimi giorni ha provocato numerosi disagi in città. Tra questi la pericolosa caduta di alcuni alberi. Nella sola giornata di lunedì ne sono caduti ben due, uno dei quali ha colpito una signora di 57 anni ferendola gravemente alle gambe. L’altro per fortuna è crollato nel cantiere della M4 non provocando alcun danno.

I controlli della società di manutenzione: sono sufficienti?

«Il collasso del platano è da ricondursi ai recenti fenomeni atmosferici dei giorni scorsi del tutto eccezionali, bombe d’acqua e forte vento — spiegano da Palazzo Marino —, che ne hanno determinato l’instabilità». Nonostante la manutenzione del verde cittadino, che è affidata ad una società appaltatrice (la quale in estate era anche finita in odore di ndrangheta) dal Comune si difendono dicendo che «certi fenomeni non sono prevedibili».

Tuttavia l’amministrazione ha chiesto alla società di procedere con potature straordinarie per alleggerire il carico delle chiome cercando così di evitare nuovi crolli. È stata anche creata un’equipe che si occuperà di tracciare un’indagine statistica per capire quale sono le zone di Milano più a rischio.

Una scientifica del verde per monitorare lo stato di salute degli alberi

A Milano è attivo il Ris degli alberi: si tratta di una decina di esperti iscritti all’Ordine degli agronomi che conducono indagini periodiche per monitorare la propensione al cedimento degli arbusti.

alberi caduti milano

L’équipe di esperti svolge ogni anno oltre 20 mila controlli. In città sono sotto osservazione 40 mila esemplari che costeggiano strade, giardini, aree giochi o vicine a luoghi di passaggio.

Negli ultimi due anni, 13 mila piante sono state giudicate sane o comunque con un indice di gravità bassa. Altre 15 mila, tra cui l’olmo che l’altro giorno ha ferito la donna, presentano  una “gravità moderata” e sono sottoposti a monitoraggio annuale, mentre 13.500 hanno condizioni migliori e possono essere verificati una volta ogni due anni.

Infine ci sono circa 300 esemplari in condizioni di “gravità elevata” o “estrema”: per questi ultimi 200 la strada è l’abbattimento.

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