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25. 06. 2022 13:38

A tutta sostenibilità: con il biciplan Cambio 750 km di nuove piste ciclabili

Città Metropolitana di Milano promuove un nuovo progetto sulle ciclabili. Si punta ad unire 132 Comuni entro il 2035

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Le piste ciclabili si stagliano sull’orizzonte Green di Milano, che ormai non è solo un’utopia, o come direbbero i detrattori un’opera di green washing. Al centro della svolta verde del capoluogo meneghino c’è come sempre la mobilità sostenibile. Partendo dalla tanta amata quanto odiata bicicletta la Città Metropolitana di Milano ha promosso il Biciplan Cambio. Si tratta di un ambizioso progetto che punta alla realizzazione entro il 2035 di altri 750 km di piste ciclabili: uniranno Milano con gli altri 132 comuni che compongono la provincia.

Un progetto a pedali per connettere Milano e provincia

Le nuove piste ciclabili diventeranno delle vere e proprie linee come quelle dei pullman. Ne sono in progetto 24, le quali nello specifico saranno formate da 16 radiali, quattro circolari, più quattro grandi anelli “green” e “superveloci”. Ad esempio, la linea 1 unirà Milano a Desio, mentre la 2 arriverà fino a Monza e la 4 addirittura fino a Bergamo. Nel Biciplan Cambio le nuove piste ciclabili andranno ad integrare anche quelle già presenti, completandole nei punti in cui risultano ancora frammentate.

L’obiettivo è creare una rete capillare di piste ciclabili che possa permettere ai cittadini di raggiungere i principali punti d’interesse e servizi pedalando in sicurezza. Secondo quanto scritto sul documento approvato dalla Città Metropolitana, l’80% dei servizi, ovvero scuole, ospedali, aziende, stazioni ferroviarie e metropolitane, dovrà essere situato entro un chilometro dalle piste ciclabili.

Gli obiettivi del Biciplan Cambio

L’obiettivo è ovviamente ridurre le emissioni nocive nell’aria. Ricordiamo che Milano, insieme al resto dell’Italia, ha da poco ottenuto il triste riconoscimento di area in Europa con il maggior numero di morti per biossido d’azoto. Entro il 2035 Palazzo Marino vorrebbe raggiungere l’ambiziosa meta del 20% degli spostamenti totali in bicicletta in città e il 10% di quelli intercomunali. La consigliera della Città Metropolitana delegata alla mobilità, Beatrice Uguccioni, è sicura del successo del Biciplan Cambio. «In tema di piste ciclabili colmerà il gap che abbiamo rispetto alle aree metropolitane europee più virtuose», ha dichiarato soddisfatta qualche giorno fa.

Quando parte il Cantiere?

I lavori per la realizzazione del Biciplan Cambio inizieranno da Segrate e costeranno 2,5 milioni di euro. Entro l’estate 2022 dovrebbe essere concluso il primo tratto di piste con il quale appunto sarà possibile raggiungere Segrate e anche l’Idroscalo. Una volta arrivate a Milano le piste ciclabili poi diventeranno di competenza del Comune di Milano. La vicesindaca Arianna Censi ha dichiarato che «gli uffici stanno lavorando affinché i cantieri procedano in sinergia».

E se Milano avesse una “bicipolitana”?

Ai milanesi il termine “bicipolitana” suonerà certamente strano. Infatti, è qualcosa che all’ombra della Madonnina non si è ancora visto, ma che assume i tratti di una stimolante suggestione in ottica di mobilità sostenibile.  Tradotto “bicipolitana” significa la metropolitana delle biciclette. Il primo esempio di questo curioso progetto è stato messo in pratica a Pesaro, dove è stata creata una capillare rete di piste ciclabili in grado di collegare il centro, la periferia e il mare.  L’idea della città marchigiana è stata copiata anche Oltralpe, per la precisione a Parigi: nella Ville Lumiere la piste ciclabili supereranno in vista delle olimpiadi 2024 i 100 km di lunghezza.

piste ciclabili

La bicipolitana per ora nel capoluogo meneghino sembra essere solo una suggestione che potrebbe esser destinata al dimenticatoio. A lanciar la proposta fu lo scorso settembre Gabriella Bruschi, giornalista economica e capolista di Civica Ambientalista per il Consiglio Comunale. Il suo progetto di mobilità sostenibile partiva da una concezione tanto semplice quanto chiara: «Sempre più italiani, circa due milioni, usano la bici come mezzo di trasporto ma, se le infrastrutture fossero adeguate, salirebbero più di sei milioni». Peccato che alle scorse elezioni Gabriella Bruschi non sia stata eletta in Consiglio lasciando la bicipolitana senza voci. Sul progetto per ora Sala non ha proferito parola.

Milano, prima città italiana per la mobilità sostenibile

Il lavoro in chiave di ecosostenibilità fatto fin qui dall’amministrazione Sala non è certamente passato inosservato. Almeno secondo i dati del Rapporto Osmm (Optimal sustainable mobility mix) che hanno eletto Milano come la migliore città italiana per la mobilità sostenibile davanti a Firenze e Bologna.

Il capoluogo lombardo primeggia rispetto alle altre città italiane per diversi fattori. Gran parte del successo di Milano è dovuto soprattutto alla rete di trasporto pubblico molto estesa, basata su quattro linee metropolitana ed una flotta di mezzi di superficie ben ramificata. Rimanendo in tema di trasporto pubblico Milano spicca anche per i maggiori investimenti per l’elettrificazione dei mezzi. La città è inoltre all’avanguardia per il car sharing, al quale si aggiungono poi 184 km di piste ciclabili.

Tuttavia, se Milano può vantare un ottimo risultato a livello nazionale, lo stesso non si può affermare guardando i nostri vicini europei. Partiamo proprio dal fiore all’occhiello della città, ovvero il trasporto pubblico. All’ombra del Duomo il 21% dei milanesi predilige i mezzi pubblici all’auto, mentre la media europea è del 30%, con punte del 35% in metropoli come Londra. Anche il tasso di motorizzazione è troppo elevato: a Milano il 51% degli abitanti si muove in auto, mentre nel resto del Vecchio Continente solo il 33%. Insomma, la strada intrapresa è quella giusta, ma il cammino è ancora lungo.

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