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16. 05. 2022 14:38

Perché ci si ammala di covid: lo spiega lo studio della Bicocca 

Autoanticorpi e carenza di interferoni alla base delle forme più gravi del virus

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Uno studio coordinato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), al quale ha partecipato anche l’Università Bicocca, spiega perché ci si ammala di covid ed in che forma. Questo studio internazionale, che ha visto coinvolte anche la Rockefeller University di New York e l’Università di Parigi, ha visto l’ateneo milanese contribuire, in sinergia con l’ASST di Monza, in modo notevole, con un archivio elettronico di dati relativi ai pazienti Covid ricoverati presso l’Ospedale San Gerardo di Monza. 

Perché ci si ammala di covid, ecco i risultati

I risultati sulla ricerca del perché ci si ammala di covid hanno dimostrato che il 20% dei casi fatali è dovuto alla presenza di anticorpi ‘impazziti’, denominati autoanticorpi. Questi attaccano delle proteine e, di fatto, azzerano l’effetto immunitario. Sono degli anticorpi già presenti nell’organismo prima dell’infezione da SarsCoV2, che aumentano di prevalenza dopo i 60 anni. I  due studi sono stati pubblicati su Science Immunology: «Questi studi sono la prosecuzione di un progetto di ricerca internazionale iniziato fin dai primi mesi della pandemia e volto a studiare le cause alla base dell’estrema multiformità della malattia, che può manifestarsi con uno spettro che varia dall’infezione asintomatica alla morte rapida» le parole di Paolo Bonfanti e Andrea Biondi, rispettivamente professore di Malattie infettive e professore di Pediatria all’Università di Milano-Bicocca: «Da tempo le ricerche si sono concentrate sulle cause genetiche di tali diversità e in particolare sul ruolo di alcune proteine prodotte dalle cellule del sistema immunitario, come gli interferoni, che condizionano la risposta favorevole a Covid-19».

Il ruolo chiave degli autoanticorpi 

Tutto ruota attorno al ruolo di questi autoanticorpi. Che, diretti contro gli interferoni di tipo I, portano a tutte le problematiche di salute che siamo ormai abituati a conoscere ed osservare. Questo studio potrà servire per i test di screening, utili per individuare i soggetti a rischio che dovrebbero essere vaccinati contro Covid-19 prioritariamente: «Il trattamento precoce con anticorpi monoclonali – spiegano i due esperti – potrebbe essere somministrato in questi pazienti prima che compaiono sintomi di polmonite da Covid-19».

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