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23. 07. 2024 11:20

«Le piste da sci non sono discoteche, così perdiamo 120mila posti di lavoro»

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Con l’annunciato stop allo sci per Natale i gestori degli impianti di risalita italiani temono di bruciare il 70% del fatturato della stagione invernale. L’allarme è dell’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) che riunisce in Italia 1.500 impianti. «Il Natale pesa un terzo della stagione – spiega Valeria Ghezzi, presidente di Anef – però quest’anno, vista la situazione, considerato che non ci saranno gli stranieri e che gli italiani viaggeranno di meno, in ogni caso saltare il Natale e aprire anche solo a metà gennaio vorrebbe dire perdere il 70% della stagione, ammesso che si riesca ad aprire. Con tutto il rispetto per le discoteche, ma la pista da sci non è una pista da ballo».

Ricaduta. E ancora: «Rassegnarsi a chiudere a Natale è impossibile perché in gioco ci sono 15mila posti di lavoro diretti e nella filiera ce ne sono 120mila: ne va della sopravvivenza dei territori di montagna, del tessuto socio economico che tiene la montagna popolata e presidiata». «Abbiamo chiesto in tutti i modi un incontro al Governo – aggiunge Ghezzi – e invece di avere un incontro, come hanno avuto i colleghi francesi, noi veniamo a sapere dalle agenzia di stampa e dai media qual è il nostro futuro».

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