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20. 05. 2022 22:15

Profughi ucraini a Milano, dal Comune 200 posti per la prima accoglienza

Il Comune di Milano metterà a disposizione fino a 200 posti in strutture di prima accoglienza per ospitare i profughi ucraini in fuga dalla guerra

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Il Comune di Milano metterà a disposizione fino a 200 posti in strutture di prima accoglienza per ospitare i profughi ucraini in fuga dalla guerra. È quanto stabilisce un accordo di collaborazione che verrà sottoscritto con la Prefettura e per cui la Giunta ha approvato oggi, durante una seduta straordinaria, le linee di indirizzo.

I primi profughi ucraini andranno a Casa Jannacci e nella struttura di via Aldini

I primi luoghi individuati per l’accoglienza sono Casa Jannacci, lo storico dormitorio comunale di viale Ortles 69 all’interno del quale già un intero padiglione da 68 posti è adibito da due settimane a ospitare profughi ucraini, e la struttura di via Aldini 74, da tempo dedicata all’emergenza abitativa e all’accoglienza dei senza dimora. Se i numeri lo richiederanno, Comune e Prefettura valuteranno la possibilità di dedicare all’emergenza altri immobili. Il Comune si impegna inoltre a supportare l’accoglienza con azioni di sostegno sociale ed educativo delle famiglie, destinando a tale scopo una prima tranche di risorse pari a 900.000 euro. Inoltre, per sabato i consigliari comunali hanno organizzato un sit-in in Arco della Pace.

lamberto bertolè piano freddo

«Dobbiamo essere pronti a fronteggiare flussi importanti di persone in fuga dalla guerra e, oltre alla prima accoglienza, è necessario garantire un supporto alle persone più in difficoltà, con disabilità e ai minori non accompagnati. È necessario quindi agire su entrambi i fronti organizzando strutture in grado di ospitare numeri significativi di persone per brevi periodi e muovendoci rapidamente per rafforzare i servizi sociali che si occupano di accompagnare e assistere le persone fragili. Uno sforzo per cui il Comune ha gettato le basi fin dai primi giorni del conflitto e che vuole continuare a portare avanti fino a quando sarà necessario», ha spiegato l’assessore al Welfare e salute del Comune di Milano Lamberto Bertolé.

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