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28. 05. 2022 06:52

Quartieri a Milano, Re Corvetto si aggiudica il contest di Mi-Tomorrow: sarà il protagonista del 2022?

I lettori di Mi-Tomorrow hanno deciso votando sul sito: Corvetto sarà il quartiere protagonista del 2022. Ma il social rispecchia la strada? Lo abbiamo chiesto a loro

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Un risultato che rende giustizia a quei quartieri popolari che fino a circa dieci anni fa venivano bollati come “periferie” nel senso più dispregiativo del termine. Come se, poi, essere una periferia sia una colpa. Non lo è certamente per Corvetto che, insieme a Calvairate e Nolo – secondo i lettori di Mi-Tomorrow che hanno condiviso la loro preferenza su mitomorrow.it, dal 16 al 31 dicembre scorsi -, saranno le zone protagoniste del 2022. Nei tre quartieri sono stati portati a termine diversi interventi di riqualificazione, ma le nuove piazze e i nuovi edifici in sé non sono in grado di spiegare fino in fondo l’apprezzamento dei lettori.

Le aree al di fuori della Cerchia dei Navigli sono diventate il cuore pulsante di tante associazioni di quartiere e social street. Gli abitanti si sono spesi incessantemente per donare ai propri luoghi un’aura migliore, non semplicemente soffermandosi sull’aspetto estetico, piuttosto investendo in prima battuta su socialità ed inclusione. Certo, perplessità e critiche non mancano, ma i buoni propositi sono pronti per stagliarsi all’orizzonte.

Corvetto regna, tre domande a Stefano Bianco: «Collaborare gomito a gomito con i cittadini»

Presidente, la vittoria del nostro contest non scalfisce le opinioni discordanti su Corvetto.
«Penso sia normale non poter cambiare tutto di punto in bianco. Prendiamo gli uffici del Comune in via Sile. Non rappresentano solo una struttura all’avanguardia per l’Amministrazione, ma hanno una ricaduta anche sul tessuto urbano circostante. E poi portano nel quartiere un nuovo indotto di persone che riqualificano anche socialmente il Corvetto. Ovviamente ci vuole del tempo».

bianco corvetto

Quindi come si possono convincere gli scettici?
«Non si tratta di convincerli. Quando i cittadini vedono degrado è giusto che lo denuncino. Piuttosto che le parole, è fondamentale proseguire sulla strada intrapresa, che è quella di collaborare gomito a gomito con le associazioni di quartiere per modellare le riqualificazioni sulle esigenze dei cittadini».

Un sogno per il Corvetto?
«L’opera più controversa è il cavalcavia. È un impegno che il Comune si è preso e che realizzerà, anche se ci vorrebbe una sfera di cristallo per una data precisa. Si deciderà se abbatterlo o se trasformarlo, anche se il progetto presenta diverse criticità. Ad esempio, bisogna capire come trasferire tutto il traffico che passa dall’infrastruttura».

Curare le radici per aprirsi al mondo: tra belle parole e reale attivismo a Corvetto
di Serena Scandolo

È una Corvetto a due facce quella che emerge dalle sensazioni dei milanesi, dalle parole dei residenti, dal vissuto dei negozianti, dalle speranze di chi vive tutti i giorni in questo lembo di Milano che guarda a sud-est attraverso un cavalcavia che incombe sopra la testa: con auto e camion che ci sfrecciano sopra ad ogni ora del giorno e della notte e molta vita che ci bivacca sotto, spesso portandosi dietro inevitabili scampoli di degrado.

Ma tutto intorno c’è un quartiere multietnico che pulsa, ricco di contrasti, fra i colori delle piazze, i molti cantieri aperti e le parabole che spuntano dai muri scrostati dei palazzi popolari. Se da un lato è innegabile che la strada verso la riqualificazione sia stata intrapresa, dall’altro la percezione di chi ci vive stenta a cogliere i miglioramenti, soffermandosi invece solo sulle ombre che da anni incombono sulla zona.

Sul muro del Mercato Comunale di piazza Ferrara campeggia una scritta: «Se il quartiere vuoi riqualificare, tanti poveri dovrai cacciare!». È una situazione di reale incertezza che vivono anche i pochissimi negozianti del mercato stesso, ai quali è stato detto che con la riqualificazione dell’edificio dovranno andarsene, anche se non sanno ancora quando, né dove potersi trasferire ad un prezzo d’affitto calmierato come quello di cui godono ora.

Dalla Galdus. «Io in realtà lo vedo il fermento in Corvetto, ma credo ci sia uno scoraggiamento generale dato dalla situazione di pandemia: c’è una difficoltà talmente diffusa che le zone più povere rischiano di diventare sempre più povere – commenta Maria Quetti, preside della scuola professionale Galdus di via Piazzetta –. Qui c’è una rete sociale notevole, fatta di enti e associazioni e negli ultimi anni si è percepito anche l’investimento delle istituzioni: dai progetti di Fondazione Cariplo al Comune di Milano, che con i bandi sulle periferie ci ha riservato un po’ di risorse e di presenza sul territorio.

Il problema è tenere su questa cosa, perché si sente il bisogno di un investimento continuo. Il lavoro è appena cominciato, per me il timore delle persone è che gli investimenti avranno una fine. Credo, invece, che la rete sociale e territoriale avrà una sua continuità, solo che il lavoro di coesione sociale viene fuori più a lungo termine. Ma le opportunità ci sono e bisogna coglierle, del resto la rinascita Scalo Romana e l’avvento di Milano-Cortina sono dietro l’angolo. Quando potremo vivere nuovamente il quartiere ci accorgeremo che è una periferia molto servita, la metro ti porta ovunque, immette energie diverse da più punti della città: così curi le radici e ti apri al mondo».

Corvetto, la voce dei lettori
di Giorgia Petani

«Adesso si respira la rinascita»
GINO, PROPRIETARIO DI UN BAR

«Dieci anni fa in questo quartiere si stava bene, poi tanti irregolari hanno iniziato a stanziarsi qui e da quel momento si sono susseguite situazioni spiacevoli, fra risse e spaccio di sostanze stupefacenti. Per fortuna sono state avviate diverse iniziative di riqualificazione che hanno reso la piazza un vero simbolo: che sia la rinascita?».

 

«In piazza Ferrara non sono al sicuro»
SARA, GESTRICE DELLA PISTA DI PATTINAGGIO

«Frequento il quartiere da quindici anni, la situazione non è migliorata e sono convinta che resterà così per sempre. Quando cammino per il quartiere, soprattutto in piazza Ferrara, non mi sento sicura. Anche i lavori dello studentato vanno avanti da anni e ancora non sono stati portati a termine».

 

«Qui non ho mai avuto problemi»
OSCAR, PROPRIETARIO DI UNA FERRAMENTA

«Io non vivo in questa zona, ma ho qui il mio negozio in cui lavoro da tredici anni. Non ho notato cambiamenti se non quelli legati alla pandemia. Mi trovo molto bene al Corvetto, non ho mai avuto particolari problemi. Nonostante in molti ripetano allo sfinimento che in questa zona sia piena di disagio, è meglio di molte altre».

 

«I vigili sorveglino meglio di così»
ANGELA, PENSIONATA

«Mi aspetto che venga abbattuto il cavalcavia perché di notte, malgrado ci sia il limite orario di non viabilità, passano sul ponte dei camion che fanno tremare tutto. È diventata una situazione fuori controllo e penso che all’ingresso della tangenziale i vigili dovrebbero sorvegliare di più effettuando maggiori controlli».

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