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19. 05. 2022 01:59

Fine dello stato d’emergenza, Scavuzzo: «Così riparte il dopo scuola»

La vicesindaca del Comune di Milano fa il punto in vista del termine delle misure restrittive: «Situazione in miglioramento, in campo ogni sforzo per minimizzare il peso delle assenze»

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I genitori tirano un sospiro di sollievo. Il dopo scuola per i bambini di nidi e scuole dell’infanzia comunali sospeso da gennaio potrà riprendere da venerdì prossimo, 1 aprile. La decisione è stata presa in seguito a un incontro fra Comune e sindacati, che ha stabilito una serie di cambiamenti nel reclutamento degli educatori. «E’ importante riconoscere che da parte del personale è alta l’attenzione ai bisogni delle famiglie e dei bambini», spiega a Mi-Tomorrow Anna Scavuzzo, Vicesindaco e assessore all’Istruzione.

Il punto sulla fine dello stato d’emergenza della vicesindaca Scavuzzo: «Situazione in miglioramento, riparte il dopo scuola»

assessore ScavuzzoQuali sono i principali motivi che hanno impedito al Comune di ripristinare prima il servizio del post scuola, dato che il sistema delle bolle per ora permane?
«Al momento la prescrizione della permanenza di gruppi stabili per i bambini da 0 a 6 anni (il cosiddetto “sistema delle bolle”) resta e rimane un vincolo importante nella gestione dei servizi, che affrontiamo insieme ad ATS per far sì che, anche in orario ordinario, siano evitate contrazioni di orario in caso di assenze contemporanee di più educatrici/educatori. Il fatto che permanga anche in assenza di tracciamento è per me poco comprensibile, ma è un tema che può essere affrontato in modo decisivo solo dal Governo».

«Questo obbligo è stato determinante nella decisione di sospendere il post scuola dello scorso 3 gennaio perché il passaggio in zona gialla ha reso impossibile la sovrapposizione di bolle diverse (autorizzata da ATS fino a un massimo di tre in zona bianca e del tutto impedita in zona gialla): a questo si aggiunga un’assenza importante di personale dovuta a diversi fattori, non ultimo l’aumento dei contagi, come le prescrizioni relative al personale considerato fragile e l’introduzione dell’obbligo vaccinale. In alcune giornate di picco abbiamo registrato oltre mille assenze».

Cosa avete fatto dopo il ritorno in zona bianca?
«Abbiamo concentrato il personale che via via tornava in servizio, per garantire il più possibile l’orario ordinario. Anche le cooperative, a cui affidiamo alcuni servizi in appalto, hanno avuto analoghe difficoltà di reperimento. In questi mesi abbiamo continuato a rapportarci anche con loro, oltre che con i sindacati, proprio per valutare l’evolversi di una situazione in continuo cambiamento e non così rosea come qualcuno raccontava. Oggi la situazione è in miglioramento, tanto per il Comune quanto per le cooperative».

«A questo quadro mutato, si aggiunge la fine dello stato di emergenza e la modifica di alcune prescrizioni che permetteranno di disporre di personale in più. Aggiungiamo l’avvio della sperimentazione delle MAD, le messe a disposizione, che speriamo possa garantire personale proprio per le sostituzioni di breve periodo. Sappiamo che dopo il 31 marzo dovrà cambiare anche il Piano Scuola e confidiamo che possa avvenire in tempi rapidi, così da capire se e che cosa ulteriormente cambierà».

Perché, dopo l’incontro con i sindacati di venerdì scorso, ora potete contare su una “adesione aggiuntiva e volontaria di personale per integrare l’organico disponibile anche per il post scuola”?
«La disponibilità del personale comunale in servizio non è una variabile trascurabile: l’adesione aggiuntiva e volontaria di educatrici ed educatori per integrare l’organico consente di poter contare su personale qualificato che rafforza la garanzia di un servizio di post scuola erogato senza pregiudicare l’orario ordinario. La risposta che stiamo raccogliendo in questi giorni è positiva e nasce da un dialogo serrato con il sindacato, non sempre semplice, ma sempre rispettoso».

«La trattativa si è chiusa proprio venerdì scorso e questa volontà di dialogo non denota affatto una eccessiva attenzione nei confronti del sindacato, quanto la volontà di stabilire una proficua collaborazione nell’interesse dei servizi educativi e delle famiglie. E’ importante riconoscere che da parte del personale è alta l’attenzione ai bisogni delle famiglie e dei bambini».

Farete anche nuove assunzioni?
«Il Comune è tenuto a considerare prioritariamente le graduatorie in vigore, dalle quali abbiamo già attinto in maniera significativa: da settembre a oggi, tra contratti a tempo determinato e indeterminato, abbiamo assunto oltre 600 educatori. Saranno banditi nuovi concorsi e abbiamo avviato la sperimentazione per il reperimento tramite messe a disposizione. Intanto prosegue il lavoro con Anci e i Ministeri sui titoli di studio».

Quante educatrici saranno chiamate attraverso le liste di Messa A Disposizione e le cooperative?
«Difficile dare una stima anche perché è una sperimentazione e non abbiamo termini di paragone su cui basare la valutazione. Aspetto di avviare il reperimento per poter avere contezza della risposta».

La settimana scorsa erano assenti 600 educatrici su 3.200. Com’è ora la situazione?
«Siamo ancora stabilmente sopra quota 600. Confidiamo che il dato possa migliorare nelle prossime settimane».

Il nuovo sistema di reclutamento servirà anche per le supplenze?
«Occorre ogni sforzo per minimizzare il peso che le assenze del personale comportano sulla erogazione dei servizi educativi: vanno in questa direzione tutte le azioni che ho richiamato».

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