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19. 05. 2022 00:37

Soffia il vento della Russofobia: Zurich autocensura la “Z” del suo logo

La compagnia di assicurazione svizzera, Zurich, autocensura la "Z" del suo logo: non ci staremo spingendo un po' oltre in questa ondata di russofobia?

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Pochi giorni fa la compagnia di assicurazioni svizzera, Zurich, ha deciso di rimuovere la “Z” che da sempre contraddistingue il suo logo. Il motivo? La somiglianza con la “Z” che campeggia sulle divise dei soldati russi e sui loro carrarmati.

Russofobia, non solo Zurich: un fuoco che continua ad essere alimentato

«Stiamo momentaneamente rimuovendo l’uso della lettera “Z”  di Zurich dai social, dove appare isolata e potrebbe essere interpretata erroneamente. Stiamo monitorando da vicino la situazione e intraprenderemo ulteriori azioni se e quando necessario», hanno spiegato dall’ufficio stampa del colosso delle assicurazioni.

Quello di Zurich non è purtroppo un caso isolato. Non giriamoci intorno, è in atto una vera e propria ondata di russofobia:  qualche tempo anche la Federazione Felina Internazionale ha deciso di vietare le manifestazioni internazionali ai gatti russi. Una notizia che ha tutte le caratteristiche di una fake news, ma che purtroppo è atrocemente reale e consultabile sul sito ufficiale della Federazione.

Una storia già vista

Si polarizza così il mondo come ormai non si vedeva da 30 anni: da un lato i “buoni” americani e dall’altro i “cattivi” sovietici, ora semplicemente traslati in russi.  Si perde il senso dell’oggettività e soprattutto si perdono quelle sfumature di complessità che compongono ogni società.

zurich russia ucraina

C’è certamente da un lato un dittatore che si erge a nuovo Zar, così come dall’altro c’è una Nato che negli ultimi vent’anni ha accerchiato i confini russi con basi militari per stuzzicare la sua follia. C’è un’Ucraina contesa tra chi vorrebbe imporre la propria visione. Poco importa se guardi ad occidente o ad oriente.

Ci si dimentica però di chi sta in mezzo: i civili, o per meglio dire gli esseri umani. Non è rilevante la loro nazionalità, russa o ucraina. Continuiamo alzare barriere, mentre il conflitto non sembra placarsi. C’è solo un rumorio di fondo di politicanti ed improvvisati esperti di geopoltica. In attesa della messa al bando dell’insalata russa, là fuori la morte è una delle poche costanti.

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