abbandono degli animali
abbandono degli animali

Tempo di vacanze, ma anche di innalzamento della guardia sul fronte dell’abbandono degli animali. In Italia risultano censiti circa 600mila animali randagi e la causa primaria è costituita dall’abbandono da parte dei loro “proprietari”.

Il fenomeno si acuisce in modo evidente nel periodo estivo, favorito da una difficoltà a gestire la presenza dell’animale in villeggiatura. Ancora oggi non tutti sanno che l’abbandono di un animale costituisce un reato penalmente perseguibile (ai sensi dell’art. 727 del codice penale così come modificato dalla legge n.189/2004).

E ancora: l’abbandono di animali è pericoloso anche per l’uomo, poiché provoca ogni anno oltre 4.000 incidenti stradali, con circa 400 feriti e 20 morti tra le persone. Una famiglia su due, in Italia, vive con almeno un animale domestico, ma il tasso di abbandoni cresce nella misura del 25-30%: si contano infatti circa 130.000 abbandoni ogni anno su scala nazionale di cui 80.000 gatti e 50.000 cani.

Animalisti Italiani Onlus ha scelto di lanciare una nuova campagna di comunicazione e di informazione, #STOPABBANDONO, ideata insieme a JU-STO Milano, di cui sono protagonisti due testimonial speciali: Juliana Moreira e “Il Fratello degli Animali” Edoardo Stoppa, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione contro il deprecabile e incivile gesto di abbandonare gli amici a 4 zampe, portando avanti una petizione per chiedere pene più severe per chi abbandona e maltratta gli animali.

«Io, in prima persona, e con Juliana come famiglia, ci impegniamo giornalmente affinché questa piaga arrivi a diminuire e ci potremmo dire soddisfatti solo quando il randagismo sarà sconfitto in tutta Italia – spiega Stoppa -. In alcune regioni è stato già debellato, il goal è quello di ottenere lo stesso risultato su tutto il territorio italiano. Siamo onorati di unirci ad Animalisti Italiani con questa campagna di sensibilizzazione. Invitiamo tutti a divulgare il più possibile».

Gli obiettivi della campagna sono molteplici: innanzitutto diffondere la cultura del rispetto, attraverso uno spot che sottolinei come gli animali d’affezione siano veri e propri membri della famiglia al fine di contrastarne l’abbandono.

In secondo luogo, rilanciare l’hashtag #STOPABBANDONO per rendere virale il messaggio d’amore verso gli animali. Il claim della campagna: “I nostri animali non ci abbandonano mai. Tu puoi dire lo stesso?” è un vero e proprio interrogativo di coscienza e punta alla responsabilizzazione dei compagni di vita umani promuovendo un’adozione consapevole degli animali.

L’attività di comunicazione si concentra, opportunamente, nel periodo in coincidenza dell’esodo estivo, proseguendo fino a settembre mediante la distribuzione del materiale informativo. La campagna si affianca alla raccolta firme per la petizione che richiede condanne più severe per chi abbandona e/o maltratta gli animali.

«Summa dell’indifferenza umana»
CAPORALE (ANIMALISTI): «Microchip obbligatorio e pene più severe»

Alberto Rizzardi

«L’abbandono di un cane o di un gatto rappresenta la summa dell’indifferenza umana nei confronti delle altre specie viventi e, come scriveva già Ovidio, la crudeltà verso gli animali è il tirocinio dei quella sugli uomini». Così a Mi-Tomorrow Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani (animalisti.it), associazione da oltre vent’anni impegnata sul tema.

Quale la situazione in Italia?
«Nonostante cresca il numero di famiglie che scelgono di avere con sé un grande un cane o un gatto, aumentano maltrattamenti, abusi e abbandoni. Non va dimenticato che la triste realtà del randagismo è strettamente connessa alla piaga sociale dell’abbandono degli animali, la quale, a sua volta, implica una serie di conseguenze che riguardano aspetti igienici, sanitari e sociali. L’abbandono di animali è pericoloso anche dal punto di vista della sicurezza stradale, poiché si calcola che provochi ogni anno oltre quattromila incidenti stradali con morti e feriti».

Cosa fare?
«Serve, innanzitutto, consapevolezza: capire che un animale non è un oggetto da scartare quando non serve più, ma un essere vivente che richiede impegno e responsabilità per tutta la vita. L’Italia, poi, è l’unico Paese occidentale in cui abbandono e maltrattamenti non sono puniti in modo serio e duro: chiediamo pene più severe per chi si macchia di quello che, lo ricordo, è un reato, penalmente perseguibile ai sensi dell’art. 727 del codice penale, modificato dalla legge n.189/2004».

La vostra campagna 2019, #Stopabbandono, unisce questi due temi: quasi un grido d’aiuto…
«Sì, abbiamo lanciato la nostra nuova campagna d’informazione in contemporanea con l’inizio della discussione in Commissione Giustizia al Senato del disegno di legge che chiede finalmente un inasprimento delle pene, con l’arresto da tre a cinque anni e multe fino a cinquantamila euro non solo per chi abbandona gli animali, ma anche per chi li maltratta e tortura».

L’impressione è che, però, in Italia ci sia, in parallelo, ancora molta strada da fare dal punto di vista culturale: è così?
«L’intervento legislativo è indispensabile, ma si deve certamente partire da un diverso approccio culturale: bisogna capire che un animale non si compra o accoglie in casa perché va di moda, perché una coppia di amici ne ha uno o perché lo si è visto in un film. La scelta di prendere con sé un animale deve essere consapevole: in questo modo si contrasta la piaga dell’abbandono a monte. Gli animali vanno, prima di tutto, rispettati. La speranza è che l’Italia possa diventare un Paese più civile, come già sono Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania, dove è difficilissimo vedere animali abbandonati».

Cos’altro chiedete?
«L’obbligatorietà della sterilizzazione e del microchip: ancora centinaia di migliaia di cani e gatti sono abbandonati nei rifugi pubblici e privati, prigionieri senza colpa, mentre attendono una casa, una carezza».

Poi?
«Non voltarsi dall’altra parte: se si assiste a un caso di abbandono, bisogna denunciare la cosa alle forze dell’ordine».

Le spiagge italiane sono vietate agli animali?
I lidi sono da considerarsi off-limits per Fido solo in presenza di divieti chiaramente esposti. Ci sono oltre tremila ordinanze emesse da Comuni, Capitanerie di Porto, Provincie e Regioni, relative all’accesso dei cani in spiaggia in questa estate 2019.

Cosa succede se si viene cacciati da una spiaggia pubblica?
I cani, accompagnati dal padrone, non possono essere cacciati da una spiaggia pubblica, o dalla battigia, in assenza di divieti chiaramente esposti e pubblicizzati regolarmente.

Chi può allontanare un bagnante col suo cane?
Solo le Forze dell’ordine ed in particolare la Capitaneria di Porto e i Vigili Urbani possono rivolgersi al proprietario di un cane invitandolo ad allontanarsi, ma non prima di avere informato della presenza dell’ordinanza di divieto. Non basta la comunicazione verbale.

Quali sono i diritti del proprietario di cane in spiaggia?
I vigili devono indicare chiaramente il numero di ordinanza e la scadenza, in quanto molte ordinanze contengono divieti solo parziali, limitazioni orarie o riferite a singoli giorni della settimana. Il rifiuto di mostrare le ordinanze è passibile del reato di omissione di atti di ufficio.

Che cosa bisogna fare se si viene multati?
In caso di multa è bene scrivere sempre sul verbale le motivazioni che hanno indotto a rimanere in spiaggia: mancanza di cartelli di divieto o di indicazione del numero di ordinanza e data di divieto dietro i cartelli, interventi poco corretti di chi è preposto al controllo della spiaggia o altro. In questi casi la multa può essere impugnata davanti ad un giudice di pace.

Quali sono i doveri per chi porta un cane in spiaggia?
Il proprietario del cane deve tenere l’animale al guinzaglio, raccogliere obbligatoriamente le deiezioni oltre ad evitare di liberare il cane in presenza di bambini o di altri soggetti a rischio o di altri cani.

(Fonte: Associazione Italiana Diritti degli Animali e Ambiente)

I NUMERI

351.000,
I cani censiti a Milano e provincia

49.000,
I gatti registrati tra città e hinterland

35.000,
I metri quadri del Parco rifugio canile-gattile di Milano

363,
Le aree cani distribuite nei novi Municipi di Milano

(Fonte: Comune di Milano)

I cani sono i migliori amici dell’uomo, ma non sempre noi umani sappiamo ripagare il loro amore e la loro fiducia. Chi abbandona un animale in strada, oltre a non avere un cuore, commette un reato penale e mette a repentaglio la vita di chi viaggia. Se vedete qualcuno che abbandona un animale, non girate la testa dall’altra parte: chiamate subito le forze dell’ordine al 112 o il numero verde Anas 800.841.148. Salverete la sua vita e eviterete possibili incidenti stradali

Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti


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