biglietto atm
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Il dado è tratto: il Comune di Milano ha ufficialmente messo mano alle tariffe del trasporto pubblico in città. Il nuovo sistema dovrà passare al vaglio del Consiglio Comunale per entrare in vigore a metà luglio. Di fatto, la novità più importante (e rumorosa) è lo scatto del biglietto Atm che passerà da 1,50 a 2 euro, ma ne sarà esteso l’uso: il tagliando singolo sarà valido non solo a Milano ma anche nei Comuni di prima fascia, per esempio Rho Fiera, Sesto San Giovanni, Rozzano, San Donato, Bresso, Bollate. Ma ci sono sostanziali modifiche anche su altre tariffe.

«Vogliamo un servizio di trasporto pubblico sempre migliore – ha spiegato l’assessore alla Mobilità di Palazzo Marino, Marco Granelli – e su questo stiamo investendo, anche a fronte di minori risorse da Governo e Regione. Per questo abbiamo scelto di tutelare lavoratori e cittadini e non turisti e utenti occasionali. Muoversi su una rete di trasporto collettivo efficiente, veloce, capillare con tariffe eque su un territorio sempre più ampio è l’unica risposta possibile al bisogno di spostarsi delle persone e a garanzia di una migliore qualità dell’aria che respiriamo».

Vengono ritoccati anche i prezzi del carnet da 10 corse, da 13,80 a 18 euro, del biglietto giornaliero, da 4,50 a 7 euro, e dell’abbonamento settimanale, da 11,30 a 17 euro.

Fra gli elementi principali contenuti nella proposta della giunta di Giuseppe Sala, che riguarda solo il bacino di Milano c’è il mantenimento del costo dell’abbonamento agli attuali 330 euro a tutela dell’utilizzo continuativo del trasporto pubblico da parte di cittadini e lavoratori. Con una possibilità in più, quella della rateizzazione mensile del pagamento. Inoltre, si propone di introdurre la timbratura multipla nella rete metropolitana (sempre nell’ambito della validità del titolo).

C’è poi la gratuità dell’intero servizio trasporti per i giovani fino a 14 anni per dare un aiuto concreto alle famiglie. Sempre per i giovani il piano prevede che il prezzo dell’abbonamento resti invariato e ridotto fino a 27 anni anziché 26. Inoltre vengono estese le agevolazioni fino ai 30 anni con Isee sotto i 28.000 euro (mensile o annuale ridotto rispettivamente a 22 e 200 euro) a prezzo invariato rispetto a oggi. Facilitazioni anche per gli anziani: gratuito l’abbonamento per gli over 65 con Isee inferiore a 16.000 euro, mentre per gli over 65 con reddito Isee tra 16.000 e 28.000 euro l’abbonamento annuale Atm costerà 200 euro.

Il nuovo “Senior Off Peak”, a parità di costo, varrà in superficie da inizio servizio (e non solo dalle 9.30) e sarà disponibile per tutti dai 65 anni di età e per i pensionati dai 60 anni. Viene introdotto un abbonamento annuale a 50 euro per persone con Isee inferiore ai 6.000 euro, per persone disoccupate con Isee inferiore ai 16.000 euro e per persone detenute in permesso lavorativo esterno al luogo di detenzione.

Per i giovani c’è un’altra novità: scende da 29 a 12 euro fino ai 27 anni l’abbonamento al BikeMi per chi è abbonato anche al trasporto pubblico. A partire dai 28 anni il costo per il doppio abbonamento passa da 29 a 24 euro. Per tutti, a partire dall’introduzione del nuovo sistema tariffario, sarà possibile “caricare” l’abbonamento del BikeMi sulla tessera Atm integrando completamente i due servizi.

I PUNTI CHIAVE DELLA RIFORMA

· Biglietto urbano a 2 euro valido anche per Rho Fiera, Sesto San Giovanni, Rozzano, San Donato, Bresso, Bollate

· Carnet da 10 corse da 13,80 a 18 euro

· Abbonamento settimanale da 11,30 a 17 euro

· Invariato l’abbonamento annuale a 330 euro

· Mezzi gratis per gli under 14

· Tessera annuale a 50 euro per redditi Isee fino a 6.000 euro

· Abbonamento gratuito per gli over 65 con Isee inferiore a 16.000 euro

I COMMENTI SUI SOCIAL

Cenci Ibc Stefano
Il problema non è il biglietto da due euro. È normale che i servizi aumentano di costi. Quello che non è normale è che gli stipendi sono fermi a 10 anni fa

Alessandro Colombo
Quante polemiche: l’abbonamento annuale resta uguale, e si abbassa per i pendolari, perché si è allargata l’area urbana.

Ornella Rizzo
Andate nelle altre città italiane e poi ne riparliamo…. qui funzionano!!!! Non lamentatevi

Francesca Santo
Pagassero tutti il biglietto non ci sarebbe bisogno di questo rincaro.

Alessandro Troccoli
Aumento ingiustificato, Atm offre un servizio da terzo mondo

Bossi Edoardo
Ultimo bilancio disponibile anno 2017 chiude con un utile di 39 milioni. Di cosa stiamo parlando?

Marco Gosi
Sono milanese da 40 anni. Non è mai successo, MAI, che dopo ogni aumento il servizio migliorasse.

Giulia De Giorgio
Per me andrebbe anche bene. Quello che vorrei però è che ci fossero MOOOOOLTI più controlli e nei posti giusti.

Karim Navarrini
Le linee della metro hanno a rotazione un problema almeno una volta al giorno…

Pasquale Monteleone
Sinceramente mi sembrano prezzi onesti, io tasserei l’aria che respiriamo qui a Milano.

E si cambia anche per i taxi
Il Comune ammette: «Più turisti, più licenze»
Palazzo Marino non ha scelto di rivedere solo il biglietto Atm. Sono in arrivo, infatti, cinquecento nuove licenze taxi con l’obiettivo di migliorare il servizio che, come ammette il Comune in una nota ufficiale, presenta delle criticità.

Dall’analisi effettuata dall’Amministrazione emerge, infatti, come durante la settimana sia più difficile per gli utenti trovare un taxi dalle 8.00 alle 10.00 del mattino (15 per cento di chiamate inevase) e dalle 19.00 alle 21.00 (27% di inevase), mentre nel fine settimana le fasce orarie più sofferenti sono quelle dalle 19.00 alle 21.00 (31% delle chiamate invase) e da mezzanotte alle 5.00 del mattino (42% di inevase).

Il Comune non incrementerà solo le licenze, ma introdurrà alcune novità come il Taxi sharing e le seconde guide. Di conseguenza, i titolari di licenza potranno richiedere l’attivazione della seconda guida associata alla propria licenza senza oneri.

Questo permetterà di aumentare l’offerta di servizio taxi e, estendendo l’orario di lavoro associato ad ogni licenza, contribuirà a coprire maggiormente gli orari, soprattutto quelli serali/notturni. Si potranno impiegare due conducenti con impegno orario complessivo di sedici ore, con turni da otto ore o da dieci più sei.

In questo modo si massimizza la singola licenza e il singolo taxi, offrendo maggiori opportunità di lavoro. Chi attiverà la seconda guida dovrà garantire i pagamenti elettronici, a favore degli utenti del taxi. Per quanto riguarda il Taxi sharing, il servizio permetterà al singolo taxi di portare più persone, sia dirette allo stesso luogo, o anche con percorsi parzialmente differenti ma integrati o integrabili.

Anche in questo caso si massimizza l’utilizzo dello stesso veicolo, facendo risparmiare i clienti, migliorando il traffico, aumentando l’offerta e quindi anche le opportunità di lavoro dei taxisti.

Il punto che farà discutere e che potrebbe produrre agitazioni tra i conducenti delle auto bianche è rappresentato dalle nuove licenze, tutte elettriche, metà attrezzate per disabili, l’altra metà con un vincolo orario, per favorire una maggiore adeguatezza dell’offerta alla domanda. Il Comune pubblicherà presto il bando determinando il valore d’acquisto delle licenze.

Da Palazzo Marino fanno sapere che le risorse ricavate saranno destinate, secondo quanto prevede la norma, in parte a tutti i taxisti e in parte per investimenti in città finalizzati a migliorare il servizio. Nel pacchetto varato dalla giunta sono anche previste azioni dell’Amministrazione per dotare la città e i parcheggi taxi di colonnine di ricarica elettriche, utili a favorire il ricambio dei mezzi verso uno scenario di mobilità sostenibile.

E i malumori? Il sindaco Sala è chiaro: «Capisco la categoria che lo vede come un rischio di avere meno lavoro. Rimane il fatto che a fronte di licenze lasciate invariate da molti, molti anni il flusso, in particolare di turisti, su Milano è visibilmente aumentato».


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