bikemi
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Correva l’anno 2008. Come oggi era il 3 dicembre. E Milano avviava un esperimento destinato a crescere e avere successo: BikeMi, il sistema di bike sharing del capoluogo, spegne la sua decima candelina. Il servizio ormai conta più di 650mila iscritti, 23 milioni di utilizzi, oltre 46 milioni di chilometri percorsi (che sono circa 60 viaggi dalla Terra fino alla Luna). Per festeggiare questo traguardo fino al 13 dicembre gli abbonati BikeMi potranno utilizzare liberamente, gratuitamente e soprattutto senza limiti di tempo, le biciclette normali e quelle a pedalata assistita. La cui flotta verrà presto ampliata con l’ingresso in servizio di 150 nuovi mezzi (con seggiolino per bambini).

In questi stessi giorni l’amministrazione milanese inaugurerà 7 nuove stazioni nella zona sud della città, alle quali entro il 2019 se ne aggiungeranno altre 34, portando così il numero totale di basi a 323. «Siamo presenti in molti Paesi del mondo, ma BikeMi è il nostro fiore all’occhiello», le parole di Mats Lundquist, general manager di Clear Channel Italia. «Ricordo 10 anni fa l’avvio del servizio. Se mi avessero promesso che sarebbe stato così ci avrei messo la firma», il commento positivo di Sala.

MOBIKE RIMODULA • Ma alle novità di Bikemi fanno da controcanto le reazioni di Mobike che, assieme a Ofo, gestisce il free floating. Mobike, che vanta 300mila utenti iscritti e oltre 2 milioni di chilometri di percorsi, non ha preso bene il nuovo servizio di sharing mobility, con monopattini elettrici messi a disposizione in città dalla società americana Helbiz. Il motivo? L’assenza di normative che ne regolamentino la circolazione e che stabiliscano i requisiti minimi di qualità sicurezza e assicurativi per l’erogazione del servizio. Da qui la clamorosa iniziativa di rimodulare la presenza in città: «Siamo costretti a rivedere l’erogazione del servizio per adattare il nostro modello di business al mutato contesto competitivo – ammette Alessandro Felici, ad e responsabile di Mobike in Italia –: l’attuale contesto di deregulation ci penalizza in modo significativo perché premia operatori illegali che non devono sopportare costi assicurativi, il pagamento di tasse al Comune e livelli di servizio garantiti 365 giorni all’anno sulle 24 ore».

Gli utenti della bicicletta dovranno, quindi, abituarsi ad un servizio ridotto: «Abbiamo deciso di concentrare il posizionamento delle nostre smart bike nelle zone centrali della città a discapito delle zone periferiche dove gli utilizzi sono inferiori. Questa dolorosa decisione migliorerà il nostro conto economico, ma è in contrasto con la nostra missione che consiste nell’offrire un servizio efficiente a tutta la città».

OPPOSIZIONI • Poco entusiasmo arriva anche dalle opposizioni a Palazzo Marino. Alessandro De Chirico, consigliere di Forza Italia, ricorda come il bike sharing si deve alla Moratti che «nel 2008 ebbe la grande intuizione portando Milano ad essere la quarta città in Italia per utilizzo. Il Pd milanese, anche su questo, sta raccogliendo i frutti delle bune politiche di centrodestra. All’epoca non c’erano i talebani della ciclabilità che stanno facendo una vera e propria guerra alle automobili con cancellazione di migliaia di parcheggi, ciclabili pericolosissime e inutili restringimenti di carreggiata per lavori».

Le 4 novità del servizio comunale

NUOVE BICI

Nei primi giorni di dicembre saranno messe in servizio 150 nuove biciclette, targate BikeMi, a pedalata assistita e con seggiolino posteriore per portare i bambini. I piccoli passeggeri avranno l’obbligo di indossare un casco, per motivi di sicurezza. A fine 2019 BikeMi metterà a disposizione dei milanesi un totale di 4.280 bici tradizionali e 1.150 elettriche. Presto arriveranno anche le cargo bike e le junior bike

TESSERA INTEGRATA

Atm, Comune di Milano e Clear Channel hanno confermato di essere al lavoro per la realizzazione di una tessera integrata che potrà essere utilizzata dagli utenti sia per il prelievo delle biciclette, sia per l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici di Atm. La tessera potrebbe vedere la luce entro la primavera del 2019 ed è probabile che sia utilizzata anche per gli abbonamenti

MONOPATTINO

Il mezzo del futuro è il monopattino. Già alcune metropoli europee hanno sviluppato un servizio di sharing di questi mezzi leggeri. Milano ci sta pensando, ma siccome manca una normativa di riferimento è probabile che almeno per il momento questo resti solamente un sogno nel cassetto. I monopattini andrebbero ad aggiungersi ai sistemi di auto, bici, moto e scooter in condivisione

RIVOLUZIONE

Anche BikeMi in futuro potrebbe diventare un sistema ibrido, con bici free floating. Clear Channel ha confermato di essere al lavoro per lo sviluppo di un bike sharing di nuovissima generazione, con mezzi geolocalizzati. Non ci sono date certe mentre è sicura la volontà dell’operatore di rinnovare il proprio servizio e di offrire qualcosa di totalmente nuovo ai consumatori di Milano

VOX POPULI

«Preferisco il free floating»

Denise Casella

20 anni, make up artist

In città mi muovo con la bicicletta aziendale, gli spostamenti non sono facili perché c’è molto traffico però vedo che tante gente ormai si muove con le due ruote e c’è attenzione da parte del Comune che ha realizzato molte piste ciclabili. Il BikeMi non mi attira, voglio la libertà per cui preferisco la mia bici mentre Mobike e Ofo mi ispirano di più.

«BikeMi? Poi non trovo posto»

Brunella Ascani

57 anni, addetta stampa

Utilizzo tutti i giorni la mia bicicletta per spostarmi in città, mi trovo abbastanza bene con questo mezzo. Qualche volta mi sono servita del BikeMi ma ho deciso di lasciare perdere: il problema è che non sempre si trova una postazione dove lasciare il mezzo. Il free floating? Mai provato, ormai mi muovo solo con la mia bici.

«Con la mia bici pieghevole»

Ibrahim Darush

36 anni, addetto alle pulizie

La bicicletta è il mezzo che adopero per effettuare gli spostamenti di lavoro: in città mi devo muovere da un posto all’altro e, per aumentare la velocità, ho comprato una bici che si può piegare in due e portare sotto braccio, in questo modo posso portarla anche nella metropolitana. Il bike sharing per me non va bene, non c’è una postazione sotto casa mia.

«Qui è meglio che a Roma»

Stanislav Huminyuk

22 anni, modello freelance

Penso di acquistare una bicicletta per muovermi in città, credo che sia la soluzione migliore per spostarsi in modo particolare negli orari di punta. Il bike sharing mi sembra molto efficiente, molto bene collegato, le stazioni sono molte: è un servizio decisamente meglio organizzato rispetto a Roma, la città dove vivevo prima di venire a Milano.

A TU PER TU

«Tutti i sistemi hanno spazio»

L’assessore alla Mobilità, Marco Granelli: «Al momento nessun bando per nuovi operatori»

Uno sguardo al passato e uno al futuro. Celebrando ciò che di buono è stato fatto ma puntando a migliorare ancora di più il servizio. Marco Granelli, assessore con delega alla Mobilità del Comune di Milano, ha fatto proprio della mobilità dolce e dei servizi in condivisione uno dei suoi cavalli di battaglia.

Granelli, soddisfatto di questi 10 anni o si poteva fare meglio?

«Si può sempre fare meglio ma sono molto soddisfatto di questo traguardo raggiunto. Milano è una città fatta su misura per il bike sharing e più in generale per la mobilità integrata».

BikeMi crescerà, dove esattamente?

«Le nuove stazioni apriranno sia in periferia, soprattutto nella zona sud della città, sia in centro: qui ci siamo accorti che ci sono aree scoperte nei momenti di punta di utilizzo del servizio».

Si può dire che BikeMi abbia funzionato più degli altri servizi in città?

«Non penso. Milano ha bisogno sia del sistema station based sia del free floating. Questo è il dato. E lo vediamo dai numeri degli utenti. Le bici degli operatori free floating cinesi sono molto usate. Stiamo premendo perché il livello di qualità sia sempre alto e anche Mobike sta investendo e integrando il sistema. In ogni caso, noi vogliamo la massima integrazione: entrambi i sistemi hanno spazio».

Quindi possiamo rassicurare gli utilizzatori?

«Certamente, Milano resterà un città con un doppio sistema».

Zehus, la spinoff del Politecnico, ha lanciato un esperimento con Bitride, ritenuto il miglior servizio al mondo. Diventerà operativo a tutti gli effetti?

«È una bellissima esperienza. Poche bici, distribuite in un’area specifica, pensate per connettere territori precisi. Nel corso del 2019 dovremo mettere insieme tutte queste esperienze e capire quale sarà lo scenario nuovo. Io posso dire che Milano ha una situazione di tutto rispetto anche in confronto ad altre capitali europee».

In che senso?

«Per esempio, si è parlato tanto dei vandalismi e del degrado. Ma i dati ci dicono che a Parigi o in altre città è peggio. Per questo devo dire grazie ai cittadini».

Ma è pronto un nuovo bando per aprire a nuovi operatori?

«Al momento no. Valuteremo nel 2019. Anche nel caso del bando fallito su Città Metropolitana cercheremo di capire come muoverci».

Guardiamo avanti. Tra 10 anni Milano come sarà?

«La città avrà una forte rete di metropolitane e ferrovie che tocca tutta l’area esterna e l’hinterland. E poi un servizio diffuso di modalità semplici e condivise: biciclette, scooter, anche monopattini. Tutti strumenti che ci permetteranno di spostarci in modo intelligente, green, integrato e condiviso».

Andrea Guerra

Giovanni Seu