brunello cucinelli
brunello cucinelli

Ci siamo, parte la Fashion Week dedicata all’abbigliamento maschile – da oggi a lunedì – e Brunello Cucinelli sarà, come a ogni edizione che si rispetti, uno dei protagonisti assoluti. «È un momento straordinario – racconta lo stilista filosofo a Mi-Tomorrow –: è la settimana della moda italiana senza distinzione di città, quattro giorni a Firenze, quattro a Milano. La moda uomo esprime cosi al meglio il grande lavoro dell’intero paese».

Un concetto di paese e di lavoro sempre molto alti.
«Il sogno della mia vita è sempre stato quello di lavorare per la dignità morale ed economica dell’essere umano. Immaginavo un’impresa che producesse senza recare danni al Creato e volevo conseguire il giusto profitto con etica, dignità e morale».

I grandi della terra arrivano da lei.
«Ho ricevuto i guru della Silicon Valley con Jeff Bezos in testa. Sono i Leonardo del terzo millennio, ci siamo seduti al bar come in un’antica scuola filosofica».

Ha scritto anche un libro sul tema: Brunello Cucinelli, Il sogno di Solomeo – La mia vita e l’idea del capitalismo umanistico. Tanto che il rispetto della natura e dell’uomo le ha fruttato, tra l’altro, una laurea honoris causa e la nomina a Cavaliere di Gran Croce.
«I valori eterni di bellezza, di umanità e di verità sono ideale e guida di ogni nostra azione».

Azienda, casa, famiglia a Solomeo, straordinario borgo umbro. Mille dipendenti del luogo e circa il doppio in totale. Eppure è più milanese di un milanese. Quando è arrivato a Milano?
«Trent’anni fa, mica bruscolini. E da Milano non me ne sono mai andato. Qui c’è la moda, i giornali di moda e i giornali in generale. Qui ci sono le Fashion Week più importanti del mondo. Qui si respira l’aria giusta perché Milano è tornata ad essere qualcosa di speciale, si è risvegliata dal torpore, cosa che non hanno fatto in nessun’altra città d’Italia. Va meglio Milano del Paese e non c’è ragazza o ragazzo della mia terra che non vorrebbe venire qui per lavorarci, per studiarci, per capire come va il mondo».

È quello che ha fatto lei, in pratica.
«Alla fine degli anni Ottanta ho iniziato in via Durini, poi mi sono spostato in corso Venezia fino ad arrivare agli oltre mille metri quadri del quartier generale di via Montello. E ancora gli oltre 3mila dello showroom in via Morimondo, senza dimenticare la più bella boutique del mondo in via Montenapoleone».

In via Montello, la Chinatown milanese, lei si sente quasi come a casa.
«Questo spazio l’ho scelto e voluto 15 anni fa. Mi piaceva tutto: il palazzo, il quartiere, la via. L’essere vicino al parco Sempione. Quindici anni fa la zona aveva una marea di problemi, oggi è un luogo dove si vorrebbe venire a vivere. Nel cortile di questo palazzo c’erano otto posti auto, che ho tolto e trasformato».

Che cos’è diventato?
«È un luogo di ritrovo con tanto di fontana al centro per i bambini che ci abitano e possono scendere a giocare. L’estetica è fondamentale al punto da chiedere al proprietario di restaurare e ridipingere tutta la casa. Così, altro vedere, altra bellezza che deve essere sempre curata da chi governa, perché è un dovere civico, la bellezza. Sotto il pergolato di glicine trovano posto tanti tavoli di lavoro, quando si lavora, poi per la cena quando invito i clienti. Una cena servita in cortile, alla quale partecipano anche gli abitanti del palazzo, dove ciò che si mangia è genuino e semplice, com’è il buon cibo italiano, frutto dell’arte contadina».

La salutano quando la vedono per strada, la riconoscono.
«Se tu passeggi per Milano ti rendi conto che è più viva, c’è fermento. Milano sta rivivendo un gran bel momento. Università di altissima qualità, cultura, eventi, cenacoli. I cittadini sono tornati a custodire la loro città, basta guardare quanti palazzi si stanno restaurando. E, come dicevano i greci, se il portone di casa tua è pulito, la tua città è pulita».

In via Montello è arrivato anche il suo amico Howard Schultz, patron di Starbucks.
«L’ho convinto ad aprire qui. Lui era così dispiaciuto per la questione delle palme, ma gli ho detto: “Tu hai donato i mezzi, se poi altri hanno scelto le palme non è un problema tuo”. Voleva fare un piccolo dono a Milano».

Anche lei non ha finito i suoi progetti su Milano: ad esempio, vorrebbe incontrare i giovani milanesi come fa regolarmente in Umbria per parlare di bella politica.
«Non mi interessano i partiti, voglio discutere con garbo e non avere nulla a che fare con le persone maleducate. Sono innamorato della politica, ma non la farò mai».

Gli accessori
convergono
sull’omaggio
a Leonardo

L’uomo elegante non può prescindere dagli accessori. Non ci sono solo scarpe, cinture, cravatte, orologi e pochette. Anche la penna con cui scrive e firma è un tocco di classe non da poco. I più raffinati la cambiano ogni giorno secondo gli impegni e gli abiti indossati. Pininfarina, durante queste giornate di moda maschile, presenta la collezione di penne Leonardo 500th di Pininfarina Segno, dedicata al genio toscano nell’anniversario della sua scomparsa.

La collezione viene presentata alla Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele II, luogo simbolo di cultura e passione per il sapere, spazio ideale per intrattenere, grazie a due studiosi del Rinascimento Italiano (Alessandro Vezzosi del Museo Ideale di Leonardo Da Vinci e Daniele Macuglia docente della Chicago University), sul genio di Leonardo.

Tra le creazioni esposte, si possono ammirare la Silver Luxury Edition, uno stilo in argento 925 realizzato attraverso Additive Manufacturing e la prestigiosa Limited Edition Cambiano, impreziosita da due diamanti Leonardo da Vinci Cut, unici grazie al taglio eseguito dai disegni leonardeschi del “De Divina Proportione” e alcuni esemplari di diamanti tagliati con questa tecnica, che enfatizza le caratteristiche della pietra donandole 57 sfaccettature e un livello di brillantezza e perfezione ineguagliabili.

Il taglio diamante Leonardo Da Vinci Cut è stato brevettato a livello internazionale da Amin Luxury, azienda fiorentina specializzata nella fornitura di diamanti. L’influenza di Leonardo da Vinci è all’origine anche di un’ulteriore novità che arricchisce la collezione Leonardo 500th, Filum, uno stilo ispirato ai “nodi vinciani”, primo al mondo ad essere realizzato completamente in Titanio attraverso “Direct Metal Laser Sintering”, vero capolavoro di ingegneria.

«Quando il design incontra l’innovazione – spiega Paolo Pininfarina, presidente del gruppo – nascono progetti straordinari. Con la collezione Leonardo 500th abbiamo reso omaggio al più grande talento italiano universalmente riconosciuto, dando forma ad un nuovo capitolo di questa storia eccezionale».


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