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Milano
04. 12. 2020 21:54

«Interessa una cascina?». Viaggio nei beni comunali in disuso, ora a disposizione dei privati

Aree dismesse, cascine, ex scuole, immobili di ogni sorta: c'è di tutto tra i venticinque beni (sessantuno in origine) in disuso selezionati dal Comune di Milano e messi a disposizione dei privati, in un bando di prossima uscita, per la raccolta di manifestazioni di interesse. Un atto con semplice funzione consultiva, preliminare all'eventuale attivazione delle successive procedure a evidenza pubblica

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Interessa una cascina? Tante le possibili strade da praticare: alienazione, concessione del diritto di superficie, contratti di sponsorizzazione e altre forme di partenariato pubblico-privato. L’assessore al Demanio, Roberto Tasca, si è detto soddisfatto per l’approdo di un lavoro importante, durato a lungo, che consentirà al Comune di valorizzare il patrimonio dismesso e di utilizzare le (eventuali) risorse generate in altre opere a disposizione della città. A fare la parte del gigante in questa lista sono le cascine, testimonianza lampante della straordinaria eredità agricola del nostro territorio. Se siete interessati ad una cascina, ne trovate ben tredici (non segnalate nel nostro elenco ci sono anche quelle di via Vittorini 22, piazza Madonna della Provvidenza 1 e via Fratelli Rizzardi 19).

«Interessa una cascina?» è in uscita il bando dei beni in disuso selezionati dal Comune

25

i beni dismessi da recuperare

43

le cascine agricole presenti a Milano

15

le cascine di proprietà comunale 

 

5 domande a… Adriano Bernareggi, guida e autore di Cascine Milanesi

Cascine milanesi - Adriano Bernareggi
Cascine milanesi – Adriano Bernareggi

Bernareggi, come mai non si enfatizza a sufficienza questo rapporto fatto di storicità e tradizione?
«Perché non viene considerato un elemento interessante. Eppure la struttura agricola in città è solida: Milano è il secondo Comune agricolo d’Italia dopo Roma. In più, pensavo, l’agricoltura ha avuto una fortuna più continuativa rispetto all’industria».

E perché le piacciono le cascine?
«Esteticamente sono magnifiche, con i loro ampi spazi e un’aria costantemente affaticata. Anche quando sono in piena attività, hanno qualcosa di vetusto che le rende affascinanti. La Linterno, la Campazzo e la Cuccagna fanno notizia e sono anche centri culturali, ma moltissime altre sono abbandonate».

A tale proposito, qual è la sua preferita?
«Per ragioni anche personali e familiari, le direi la Campazzo. Conosco la famiglia, che ha dovuto battersi affinché i terreni non venissero colonizzati in modo falsamente agricolo. Esteticamente parlando, però, direi la Linterno o la Sant’Ambrogio».

Perché un privato dovrebbe rispondere a questo bando comunale?
«Intanto servono privati molto motivati. Se siamo in zone ancora agricole gli spazi potrebbero essere riscoperti anche come cascine a tutti gli effetti, in caso contrario è ipotizzabile immaginare centri contemporanei di cultura pur mantenendo a livello estetico l’immagine di cascina».

Una speranza per il futuro?
«Ho notato con piacere che, per certi versi, il mio libro è già diventato obsoleto. Nel frattempo, infatti, alcune cascine sono state recuperate (Merlata, Cotica, Casottello, ndr). A questo punto c’è da augurarsi che in breve tempo diventi ancora più obsoleto».

Milano e l’eredità agricola: binomio poco raccontato

CASCINA MONLUÉ 

cascina monluè
cascina monluè

Il complesso rurale, isolato tra l’anello autostradale e il fiume Lambro e risalente al ‘200, è strutturato secondo l’impianto tipico delle abbazie umiliate di cui rappresenta un’ottima testimonianza. Le aree che circondano il borgo agricolo sono state disposte a parco e sistemate con prati, boschetti e lunghi filari di pioppi lombardi lungo la sponda destra. A causa della sua posizione già defilata e dell’apertura della tangenziale est, la cascina ha subito un progressivo decadimento – e spopolamento – dagli anni ’70 del secolo scorso. Per anni il borgo è stato poi concesso dal Comune a diverse associazioni per l’organizzazione di eventi e concerti.
Via Monlué, 70 

CASCINE TAVERNA / CASANOVA

La Cascina Taverna si trova all’interno del parco Forlanini, nelle immediate vicinanze della Cascina Casanova (nucleo agricolo di maggiori dimensioni). Il complesso è in rovina. Un peccato, anche perché il polmone verde circostante (sebbene ridimensionato – a causa dell’aeroporto di Linate – rispetto al progetto originario) è un valido punto di vantaggio. Il borgo di Casa Nova, fino al 1841 era un Comune autonomo. La cinquecentesca Cascina Casanova appare oggi, seppur in stato di degrado, nel suo aspetto ottocentesco con le aggiunte di alcuni corpi di fabbrica.
Viale Forlanini, 85 / via Taverna, 72

CASCINA COLOMBÈ DI SOPRA

cascina colombè
cascina colombè

Con la Colombè di Sotto, posta di fronte al di là della strada, costituiva dal primo Settecento un’unica unità agricola. L’impianto risulta atipico rispetto allo schema canonico a corte: la Sopra è posta perpendicolarmente alla strada, l’altra parallelamente. La via Bonfadini, seppur oggi interrotta nell’ordine dalla ferrovia e dalla tangenziale est e benché rinominata via Vittorini nell’ultimo tratto, è una strada storica perché corrisponde alla vecchia strada Paullese. Oggi l’area circostante è adibita a parco pubblico, l’Alessandrini, e sarebbe interessante sviluppare sinergie in merito.
Via Bonfadini, 15

CASCINA VAIANO VALLE

Vaiano Valle è un piccolo nucleo di case che formava un antico borgo rurale, oggi vero e proprio quartiere di Milano. Il villaggio, davvero unico nel panorama cittadino, soffre di un problema atavico: l’abbandono di immondizia e residui edili ai bordi della strada. Anche la cascina è da recuperare: sarebbe stupendo sfruttarne la localizzazione come ingresso per il parco della Vettabbia e ipotizzare, date le aree coltivate da cui è circondata, un recupero orientato alla valorizzazione delle attività agricole e/o percorsi turistici eno-gastronomici. La zona ha infatti enormi potenzialità naturalistiche e paesaggistiche.
Via Vaiano Valle, 45

CASCINA CAMPAZZINO

cascina campazzino
cascina campazzino

Inserita nel territorio del Parco del Ticinello, la cascina Campazzino (risalente al XVII secolo circa) è da anni oggetto di interesse e di progetti mai realizzati. Nel 2011 l’allora consiglio di zona 5 aveva approvato quello per la trasformazione del polo fatiscente in un ambizioso centro agricolo dotato di produzione ortofrutticola propria, un polo formativo e una city farm. Nel frattempo la cascina continua a cadere in rovina. Vincolato come bene paesaggistico, è diventato di proprietà del Comune dal 2003 in seguito a un esproprio. L’associazione del Parco Agricolo, molto attiva, si è detta perplessa sulla sua sorte.
Via Campazzino, 90

CASCINA BRUSADA

Pregevole esempio di casa signorile di campagna, prima della Seconda Guerra Mondiale era ancora isolata in mezzo ai campi (seppur non lontana dall’Ippodromo) e si dice abbia ospitato Napoleone, durante la sua campagna d’Italia, nella sua famosa osteria dopo intense giornate di battaglie. Parliamo di una cascina enorme, formata da due corti, gravemente danneggiata dai bombardamenti e via via demolita per far spazio al quartiere di San Siro. Oggi è inimmaginabile pensare a una destinazione di tipo agricolo, vista la grave compromissione, ma non sono da escludere attività formative e culturali.
Via Caprilli, 15

CASCINA CASE NUOVE

cascina case nuove
cascina case nuove

Ancora oggi taglia in due via Paravia, zona San Siro. Antica costruzione rurale del 1600 e conosciuta anche come Ca’ Noeuv, la cascina con il tempo si è ritrovata incastrata nel reticolo viario della città, che si è sviluppata senza considerarla. Ma lei, seppur in uno stato di degrado (la ristrutturazione annunciata non è mai stata portata a termine) e nonostante i piani urbanistici ne prevedessero da decenni la demolizione, resiste strenuamente ancora oggi. In una zona di belle case signorili, realizzate perlopiù dal Dopoguerra in poi, sarebbe interessante svilupparne il ruolo centrale e altamente accessibile.
Via Paravia, 22

CASCINA TORCHIERA

Situata nella periferia nord-ovest e seppur rimaneggiata, questa trecentesca cascina conserva interessanti caratteri originari. Una curiosità: la sua pagina Facebook conta quasi 20.000 mi piace. Il motivo? Riconducibile alla ventennale autogestione di un centro sociale. Se di tanti altri si può, della Cascina Torchiera non si può di certo dire che sia un luogo rimasto senza identità: ogni lunedì, tanto per fare un esempio, è la volta del mercatino biologico e di una cena a prezzi popolari. E negli anni è stata creata una biblioteca-archivio e sono stati ristrutturati tetto e mura esterne.
Piazzale Cimitero Maggiore, 18

CORT DEL COLOMBIN

cascina cort del colombin
cascina cort del colombin

Doveva essere un casino di caccia con torretta, di epoca rinascimentale, in aperta campagna. Ma dell’antica struttura, nota anche come Cascina Lampugnano, rimangono solo due corpi peraltro in cattivo stato di manutenzione. Il Comune, che già nel 2012 aveva incluso questo spazio tra i luoghi da recuperare, punta ad aprirlo ai cittadini del borgo di Trenno. Siamo in città, ma è come non esserci: annesso a Milano nel 1923 come altri ex Comuni, Trenno (non lontano da Bonola-Gallaratese) è attraversato dal solo bus 64 e può essere raggiunto da tre sole strade di accesso. Un quartierino residenziale, verde e tranquillo.
Via Lampugnano, 170

Gli altri siti

Gli edifici scolastici di via Graf 29 (Quarto Oggiaro) e via del Volga 4 (Bruzzano, in foto), gli edifici commerciali di via San Paolino 18 (a sud della Barona) e via Bianchi d’Espinosa 7 (Niguarda), i magazzini di via Chiesa Rossa 275 (Gratosoglio) e di via Padova 399 (Cascina Gobba), e ancora l’hammam di via Cazzaniga 108 e il supermercato di via Rizzoli 13A entrambi in zona Crescenzago, arrivando infine alle varie aree dismesse di via Marazzani (tra Udine e Cimiano), via Val Gardena (tra Gorla e Precotto), via Breda 88 (Segnanino) e via Folli (Lambrate). Questi gli altri dodici spazi individuati dal Comune di Milano.

gli altri siti
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