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07. 08. 2020 11:29

“Caso camici”, la GdF indaga sul cognato di Fontana e sull’azienda regionale “Aria”

Il "caso camici" torna a far parlare: la Guardia di Finanza mette nel mirino il cognato di Fontana, l'imprenditore Andrea Dini

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Alcune settimane fa il “caso camici”, emerso durante un’inchiesta della trasmissione “Report” era balzato all’onore delle cronache per il coinvolgimento della moglie e del cognato del presidente Fontana. Negli ultimi giorni la Guardia di Finanza ha messo nel mirino l’imprenditore Andrea Dini (cognato di Fontana) e l’avvocato Filippo Bongiovanni, il direttore generale di “Aria spa”, società della Regione che funziona da centrale acquisti dell’amministrazione: sono indagati per l’ipotesi di «turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente» in merito ad una fornitura di dpi dal valore di 513.000 euro.

I fatti. La Dama S.p.a, l’azienda di Dini, ricevette l’appalto relativo alla fornitura senza partecipare ad alcun bando, ma tramite assegnazione diretta. Dopo che le telecamere di “Report” si erano accese sulla vicenda, il contratto d’appalto venne stracciato a favore di una donazione diretta della fornitura di camici da parte di Dama S.p.a. alla Regione.

Finito nell’occhio del ciclone Dini ha parlato di un iniziale fraintendimento interno all’azienda all’epoca dell’iniziale proposta di vendita anziché di donazione. Fontana dal canto suo si è difeso affermando: «Non sapevo nulla della procedura e non sono mai intervenuto in alcun modo. In quel momento venivano comprati tutti i camici da tutti quelli che li producevano. Dall’azienda di mio cognato sono stati donati, e la Regione non ha eseguito alcun pagamento».

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