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Una foto di Torino sormontata dalle Alpi imbiancate, accanto una di Milano con una cortina di smog grigiastro al posto del cielo. La comparazione è stata fatta dal sindaco di Torino Appendino su Facebook dopo avere appreso che il Coni aveva ufficializzato la candidatura del binomio Milano-Cortina per le Olimpiadi invernali del 2026. Se è comprensibile la reazione di stizza del primo cittadino per l’esclusione della sua città, un po’ meno appare l’avere puntato il dito contro Milano nonostante la candidatura lombardo-veneta sia stata decisa dal Coni e avallata dal Governo.

GIOCHI • Per i subalpini, insomma, la colpa è di Milano. Il guaio è che il testa a testa sulle Olimpiadi, con Torino che contestava con vigore la richiesta del sindaco Sala di fare di Milano la capofila del tridente Torino-Milano- Cortina, è solo l’ultimo episodio dello scontro tra le due più importanti città del nord Italia.

FIERE • Un altro in corso è sui libri. Sino a due anni fa esisteva il Salone del Libro di Torino, il secondo in Europa dopo Francoforte, che rappresentava un appuntamento obbligato per scrittori, editori e lettori. Nel 2016 nasce l’idea di realizzare un evento simile a Milano, “Tempo di Libri”. La reazione dei torinesi è furiosa, si grida allo scippo, l’allora ministro della Cultura Franceschini cerca una mediazione ma è tutto inutile: Milano va avanti facendo indispettire oltremodo la città sabauda.

FESTIVAL • Più tollerata è stata la candidatura di Milano per Expo 2015. Il governo Prodi la preferì a Torino nonostante questa fosse amministrata dal centrosinistra. Un po’ meno digerita l’operazione che ha portato alla fusione tra la banca torinese San Paolo e la milanese Intesa che in sostanza ha portato la seconda al controllo del nuovo istituto. Non tutte le iniziative finiscono tra i veleni e le recriminazioni. MiTo, il festival di musica classica che si svolge annualmente a Milano e a Torino, è un esempio virtuoso di collaborazione che dimostra come sia possibile ottenere grandi risultati mettendo da parte gelosie e desideri di egemonia.

DUE TERRENI DI SCONTRO…

OLIMPIADI INVERNALI 2026
Il sindaco Sala propone Milano come candidatura unica per i giochi invernali del 2026. Subito dopo anche l’amministrazione pentastellata di Torino vuole i giochi, ne deriva un rapporto Torino-Milano problematico, con tentativi di egemonia da parte di entrambe. Fallita la mediazione del Governo all’operazione in cui si è aggiunta anche Cortina, si finisce con il capoluogo piemontese tagliato fuori che paga così le incertezze manifestate nel corso della trattativa

TEMPO DI LIBRI VS SALONE DEL LIBRO
Nel 2017 anche Milano presenta la sua fiera del libro, denominata Tempo di Libri. Per i torinesi si tratta di un vero e proprio affronto in quanto titolari dell’ormai storico Salone del Libro nato nel 1988 e diventato riferimento internazionale per il mondo dell’editoria. Falliti sinora, per lo più per l’opposizione di Torino, tutti i tentativi di realizzare un evento unico o anche solo, come accaduto nei giorni scorsi, di realizzare un progetto comune come proposto dall’Associazione degli editori.

… E DUE ESPERIENZE POSITIVE

INTESA SAN PAOLO
Un’operazione sulla carta positiva per entrambe è stata la creazione di Intesa Sanpaolo, un istituto bancario italiano nato dalla fusione tra la torinese Sanpaolo IMI e la milanese Banca Intesa nel 2007. E’ il maggiore gruppo bancario in Italia, con 11,9 milioni di clienti e oltre 4.500 filiali, ed uno dei principali in Europa, dove è fra i primi venti. Per dare rappresentanza adeguata a entrambi gli istituti è stata creata una governance duale ma il sospetto, sotto la Mole, è che le decisioni reali si prendano all’ombra della Madonnina.

MITO
Forse l’unico esempio di collaborazione positiva è il MiTo, il festival di musica classica che si svolge annualmente a Milano e a Torino, con più di settanta location tra teatri, auditorium, chiese, cortili e piazze delle due città, con grande varietà di generi musicali. Nato a Torino nel 1978, ha visto affiancarsi Milano 12 anni fa facendo così decollare un’iniziativa che si era già ritagliata un posto di prestigio nell’ambito musicale: un modello da seguire?

IL PUNTO DI VISTA

L’artista Ugo Nespolo: «Torino soffre di complessi di superiorità»

Torinese ma milanese d’adozione, Ugo Nespolo conosce bene entrambe le realtà. A Mi-Tomorrow il grande pittore spiega i motivi della crisi che sta investendo le due città a lui più care.

Qual è il suo rapporto con Milano?
«Ho la casa e lo studio in zona Bocconi. Mia moglie è di Milano, mia figlia ha studiato in questa città».

Da quanto la frequenta?
«Da quando ero ragazzo. Pur abitando a Torino ho sempre lavorato molto volentieri a Milano: è la mia seconda casa o forse la prima».

Qual è il rapporto tra le due città?
«Negli ultimi anni si è affievolito a favore di Milano che è diventata una capitale europea. Io vado e vengo, sono reduce da una serata al Poldi Pezzoli che è stata, come accade di solito per le iniziative milanesi, una cosa molto bella».

E Torino?
«Purtroppo sta soffrendo per due ragioni. L’assenza della Fiat che aveva 150mila operai e un indotto enorme con decine di aziende e che trainava anche la cultura. Poi c’è un’amministrazione comunale poco coraggiosa».

Sono così diverse le due città?
«Certo, sono molto diverse, Milano ha una visione europea: non c’è nome che non abbia lì un recapito commerciale, un fenomeno che a Torino non esiste. Noi scontiamo una posizione più difficile per l’economia anche se bisogna ricordare c’è stato un passato glorioso, penso al cinema, alla Rai, alla moda».

Torino accusa Milano di essere pigliatutto. E’ d’accordo?
«Assolutamente no, Milano fa quello che deve fare, si gioca le sue chance: è una città piena di energia, basta farci un giro per accorgersene».

C’è il rischio che sottragga a Torino il Salone del Libro?
«Se vuole lo può fare, in fondo è una questione di soldi anche se sarebbe un peccato perché si tratta di un’eccellenza torinese».

Esiste un complesso di inferiorità verso Milano?
«Al contrario, esiste un complesso di superiorità! I torinesi dicono: noi abbiamo inventato tutto ma ce lo hanno rubato, senza rendersi conto che le idee sono nell’aria».

Qual è oggi un’eccellenza torinese?
«C’è la Juventus che è gestita molto bene ma è un corpo a sé. Per il resto vedo una realtà in cui ci si lecca le ferite».

Cosa ostacola di più il rapporto tra le due città?
«La politica che si mette in mezzo, teniamo presente che Torino è amministrata dai pentastellati e la Regione dal centrosinistra. Anche a Milano i colori tra le due amministrazioni sono diversi ma sanno collaborare lo stesso».

Pesa anche il campanilismo?
«Un po’ c’è anche questo. Il problema è che Torino non può fare braccio di ferro con Milano che è più forte, dovrebbe invece cercare di mettersi insieme portando valori positivi».

Come accade per MiTo?
«Sarebbe più giusto chiamarlo ToMi, visto che è stato inventato a Torino. Detto questo, sono convinto che si potrebbero fare tante cose assieme, basterebbe un atteggiamento positivo e una maggiore attitudine al compromesso».