Basato sull’omonimo romanzo di Roald Dahl, Charlie e la Fabbrica di cioccolato ha tutti i numeri in regola per diventare il musical dell’anno della stagione teatrale milanese, sempre pronta ad offrire le grandi anteprime a livello nazionale: il musical – coprodotto dal Comune di Milano e da Wizard Productions – nella sua edizione italiana (con orchestra dal vivo) riprenderà in mano il libretto di David Greig insieme alle musiche di Marc Shaiman, Scott Wittman ed Anthony Newley.

«Alla Fabbrica del Vapore – anticipa a Mi-Tomorrow il protagonista Christian “Willy Wonka” Ginepro – abbiamo allestito uno spettacolo suggestivo, in grado di superare le difficoltà di natura tecnica e fonica provenienti dalla natura non originariamente teatrale del luogo. Sarà una “cattedrale magica” per tutti».

 

Christian Ginepro
Christian Ginepro

Come è nata la tua storia con Willy Wonka?
«In realtà non ero a conoscenza della preparazione di questo spettacolo. Ero occupato nelle riprese della serie televisiva Rocco Schiavone, quando all’improvviso vengo sommerso da una serie di messaggi del tipo “Devi farlo tu” o “Sei assolutamente tu”, senza capire a cosa si riferissero».

E poi?
«Ho contattato il regista Federico Bellone e da lì ho tenuto il primo provino, in compagnia dei selezionatori americani, con esito positivo immediato».

Cosa significa per te essere Willy Wonka?
«Lo considero un grande dono. Non è così scontato che ad un attore della mia “fascia”, non conosciuto al grande pubblico, venga data questa possibilità».

Un personaggio così trasversale parla di infanzia in maniera tanto intensa. Quanto è stato difficile prepararlo?
«Mi sono affidato ad una serie di immagini relative all’adolescenza, pensando a questa fase cruciale della vita come una casa in fiamme: per un adulto è facile fuggire per le scale, per un bambino non è detto che si riesca. Ma se l’adulto prende in braccio il bambino, entrambi possono salvarsi».

L’adulto può “salvare” il bambino e viceversa?
«Da questo spettacolo vorrei che gli adulti ne uscissero pensando di aver lasciato il bambino intrappolato nelle fiamme dell’adolescenza e di essere ancora in tempo per salvarlo. Ho un figlio di quattro anni e sento di dover trasmettere questo messaggio».

Quanto Christian genitore c’è in Wonka?
«Tanto. Sono diventato padre a quarant’anni e senza l’incontro con l’amore della mia vita non avrei avuto probabilmente figli. Non riuscirei, oggi, a pensare alla mia vita senza un erede a cui passare i miei valori, in fondo come Willy Wonka, che ha bisogno di passare il testimone per allontanarsi dalla malattia della vecchiaia».

É questa la metafora più significativa dello spettacolo?
«Da bambini ci rintaniamo in un mondo interiore, che rimane inespresso da adulti se non torniamo indietro a riprenderlo in mano, come la Fabbrica di Cioccolato chiusa per quarant’anni e riaperta da Wonka per la ricerca di questo fantomatico erede».

Le ispirazioni?
«Gene Wilder su tutti, anche se con il mio metodo di lavoro Stanislavskij-Strassberg sono solito ad ispirarmi non tanto a chi ti ha preceduto nell’interpretazione del personaggio, piuttosto ai temi che cela la sua personalità».

Il primo riscontro con Milano?
«Questa città è la patria italiana del musical. Ho ritrovato un pubblico che ha voglia di essere presente in teatro, che sa quello che vuole. Insieme a Torino, Genova, Trieste e Bologna, il pubblico di Milano si è evoluto notevolmente nella direzione di chi ha visto tanto e conosce tanto: ogni applauso che strappiamo a questo pubblico per noi è una medaglia».

Federico Bellone
Federico Bellone

«Milano palco ideale per questa sfida»
La nuova scommessa del regista Federico Bellone

Una nuova grande scommessa non solo per la città ma anche per il regista milanese Federico Bellone, una conferma assoluta per il teatro musicale italiano dopo le vincenti esperienze con Mary Poppins, West Side Story, Dirty Dancing , The Bodyguard – Guardia del corpo, Sugar – A qualcuno piace caldo e Fame – Saranno Famosi. «È senza dubbio lo spettacolo più imponente della mia carriera – ammette a Mi-Tomorrow il regista Bellone – con tanti cambi di scena ed un cast eccezionale, unito ad un quantitativo indefinito di macchinisti, elettricisti, direttori di scena, sarte e parrucchieri. Le premesse per un grande spettacolo ci sono tutte».

Come è ricaduta la scelta sulla Fabbrica del Vapore?
«Per l’imponenza di questo spettacolo ci occorreva molto spazio di scena e la Fabbrica del Vapore lo possiede ampiamente, essendo il suo perimetro più abbondante di qualsiasi teatro».

Come siete riusciti a trasformarlo in un palco da musical?
«In realtà è stato molto semplice costruire al suo interno una torre scenica ed un palcoscenico in grado di ospitare la produzione. Avendo dalla nostra i numeri giusti su volume e spazio, abbiamo realizzato una struttura portante perfetta per l’allestimento».

Milano si conferma il territorio ideale per le grandi produzioni.
«Non potevamo che debuttare in questa città, palco ideale per le scommesse in campo teatrale. È, ad oggi, la città italiana più ricettiva in campo teatrale e lo ha dimostrato negli ultimi dieci anni specialmente per il musical».

1971-2005: due adattamenti cinematografici diversi. Quale versione vedrà il pubblico?
«Una con tanti ingredienti al suo interno: quando gli autori di un musical di Broadway portano in scena un libro o un film, hanno l’opportunità di pescare elementi da tutti gli ambiti a loro disposizione. Nella nostra versione non mancherà la fedeltà al romanzo, con forti richiami al classico di Gene Wilder, al quale il nostro protagonista Christian Ginepro somiglia molto (anche di spirito), insieme al forte immaginario di Tim Burton».

I fan non rimarranno delusi, insomma.
«Per gli appassionati del genere è una sorta di compendio sull’intero mondo di Willy Wonka: nessun affezionato alla Fabbrica rimarrà deluso. Ma è uno spettacolo adatto anche alle famiglie, essendo una produzione divertente, concisa, veloce e dal forte impatto visivo. Ma occhio, ci sarà anche da commuoversi».

2
mesi in scena

77
repliche in programma

32
attori

3
bambini in scena a rotazione

18
elementi orchestrali

342
costumi

67
parrucche

Cattedrale della Fabbrica del Vapore
Via Giulio Cesare Procaccini, 4

M5, fermate Cenisio o Monumentale
Tram 10-12-14

Anteprima domani alle 20.45

Prima ufficiale giovedì 21 novembre, fino al 31 gennaio 2020

Biglietti: in teatro (dal martedì alla domenica dalle 14.00 alle 19.00), al 351.88.97.175 e sul sito ticketone.it a partire da 49 euro

Conosciamo tutti la trama?
Tutto parte dal piccolo Charlie Bucket e dalle sue scarse possibilità economiche. Vive in una piccola roulotte vicino alla famosa fabbrica di Willy Wonka, il grande imprenditore di cioccolato e dolciumi che da anni ha chiuso al pubblico le porte della sua produzione, continuando a confezionare dolci in modo misterioso.

Il destino del piccolo Charlie cambia improvvisamente quando il signor Wonka indice un concorso: cinque bambini avranno la possibilità di entrare a visitare la sua fabbrica insieme a lui e ad un accompagnatore se riusciranno a trovare i cinque biglietti d’oro nascosti in normali confezioni di cioccolato distribuiti in tutto il mondo e, tra i fortunati, ci sarà proprio Charlie.

LO SAPEVI CHE…

1
Le vicende dell’iconico romanzo di Roald Dahl hanno ispirato due versioni cinematografiche del tutto diverse come epoca e stile. Nel 1971 arriva Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, la prima versione del regista Mel Stuart – per alcuni la più fedele al romanzo – con protagonista Gene Wilder, il volto consacrato da intere generazioni a seguire. A lui subentra nel 2005 Johnny Depp nella trasposizione tutta visionaria di Tim Burton: La fabbrica di cioccolato ci presenta Wonka con caschetto, colorito bianco ed occhi viola, con una strampalata personalità magistralmente interpretata da Depp.

2
Le tavolette di cioccolato Wonka esistono davvero. Vengono prodotte dalla The Willy Wonka Candy Company – di proprietà della multinazionale Ferrero – dal 1971, anno dell’uscita del primo film.

3
Il celebre romanzo di Roald Dahl trae, in realtà, ispirazione dalla stessa giovinezza passata dallo scrittore nella ditta produttrice di cioccolato Cadbury.

4
La pellicola del 1971 in origine fu un flop commerciale: a fronte di un budget di tre milioni di dollari, ne guadagnò appena quattro. Divenne poi un vero film cult grazie alla versione home-video.

5
Molti i nomi citati per il ruolo di Wonka nella versione del 2005: da Marilyn Manson a Jim Carrey, da Michael Keaton a Robert De Niro, ma Burton scelse di ingaggiare solo Johnny Depp.

6
Chi sono realmente gli Umpa Lupa, i minuti operai della fabbrica? Se nel libro erano africani pigmei, sul grande schermo sono diventati inquietanti creature arancioni, per evitare presunte accuse razziste negli anni Settanta.


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