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31. 07. 2021 21:15

Col coeur in man: la Milano solidale non è andata in pausa

Nonostante le chiusure e le restrizioni messe in campo per contenere quanto più possibile la diffusione del coronavirus, la Milano solidale non si è fermata.

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Un antico detto recita: chiodo schiaccia chiodo. Tradotto: un nuovo problema fa passare in secondo piano il precedente. Con una Milano trovatasi da un giorno all’altro a dover fare i conti con un subdolo virus arrivato da Oriente si potrebbe pensare che la città, indossando la mascherina e con le mani impiastrate di gel antibatterico, abbia appoggiato sul comodino il suo famoso coeur in attesa di riprenderlo in mano in tempi migliori. In realtà, nonostante le chiusure e le restrizioni messe in campo per contenere quanto più possibile la diffusione del coronavirus, la Milano solidale non è andata in pausa.

 

 

Isolamento sociale e forza di comunità sembrano fare a cazzotti tra loro: eppure, all’ombra della Madonnina, si lotta per provare a uscire tutti insieme da questo caotica pagina del vivere comune. Sembrano solo belle parole, ma da queste parti sono i fatti che contano: ecco perché vi raccontiamo sei esempi di chi non molla, nella consapevolezza che le fibre di una comunità, di una vera comunità, si vedono in queste occasioni. Milano, in questo, è da sempre un’abilissima tessitrice semper col coeur in man.

Semper col coeur in man: la Milano solidale che non si è fermata

Casa della carità
Casa della carità

Casa della carità: uno spazio virtuale di ascolto e scambio

Uno spazio virtuale per stare insieme, distanti ma vicini. Anche la Casa della carità si è trovata, da un giorno all’altro, a dover cambiare abitudini di vita e lavoro: sospese le attività diurne, a casa impiegati e volontari, l’attività comunque prosegue. «Nessuno di noi vuole perdere il contatto con la Casa e con quanto succede nella Casa – spiegano da via Brambilla –: vogliamo continuare a esserci. Questo spazio virtuale è stato pensato proprio per questo: per stare insieme, condividendo pensieri, poesie, fotografie, idee, proposte, domande, risposte. Dobbiamo stare distanti, ma vogliamo sentirci vicini». Per partecipare con un pensiero o un’immagine: relazione@casadellacarita.org.

Opera San Francesco
Opera San Francesco

Opera San Francesco: chiusi solo centro raccolta e guardaroba

Opera San Francesco per i poveri (operasanfrancesco.it) prosegue la sua attività di assistenza gratuita e accoglienza: al momento solo il centro raccolta e il guardaroba sono chiusi, mentre le mense di corso Concordia e piazzale Velasquez sono aperte con la distribuzione dei sacchetti. Anche le docce di via Kramer sono regolarmente fruibili. Attivi, infine, l’ambulatorio, nel rispetto ovviamente delle procedure di sicurezza, e l’Area Sociale.

Scarp de tenis
Scarp de tenis

Scarp de’tenis: dalla strada al digitale

Il coronavirus ha appiedato Scarp de’tenis, ma solo parzialmente: il più diffuso street magazine italiano, promosso ed edito dalla Caritas Ambrosiana, si è trovato in difficoltà. A vendere il giornale, in strada e davanti alle parrocchie di Milano e di altre 13 città italiane, sono, infatti, persone senza dimora o emarginate, cui viene offerto un contratto regolare da venditori porta a porta, con l’opportunità di trattenere per sé parte del prezzo di copertina.

«È un lavoro che permette a persone in forte difficoltà di avere un piccolo reddito, onesto e guadagnato da cui ripartire – spiega a Mi-Tomorrow il direttore, Stefano Lampertico –, ma ora anche i nostri venditori sono fermi. Per questo abbiamo scelto di vendere il giornale e gli abbonamenti online e di suddividere il ricavato tra tutti i venditori, rilanciando l’appello sui social grazie anche a video di amici come Giacomo Poretti e Germano Lanzoni. C’è bisogno, però, dell’aiuto di tutti». Info su social-shop.it.

 

Semper col coeur in man: i diritti non conoscono il virus

Banco Alimentare regolarmente attivo, ma non mancano le difficoltà logistiche per gli operatori

Banco Alimentare semper col coeur in man
Banco Alimentare semper col coeur in man

Banco alimentare. In Lombardia il magazzino e gli uffici del Banco Alimentare sono regolarmente aperti. Le attività di ricevimento e di distribuzione del cibo avvengono nel pieno rispetto delle procedure. Sono stati adottati protocolli di accesso per limitare il numero delle strutture caritative presenti in magazzino, al fine di rispettare le distanze di sicurezza minime tra le persone.

Pulizia. Sono stati rafforzati i servizi di pulizia. Lo scopo è affiancare all’attività solita una specifica disinfezione per ridurre la probabilità di contagio. L’attività esterna viene valutata caso per caso. «L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo – spiega Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus – ci chiede di trovare un faticoso equilibrio tra il diritto alla salute e il diritto al cibo. Vogliamo operare nel modo più rispettoso possibile delle norme stabilite dalle autorità a tutela della salute di tutti, ma vogliamo anche continuare a fare il possibile per recuperare e fare arrivare alle persone sostenute dalle tante strutture caritative convenzionate quanto serve. Si tratta di persone già strutturalmente fragili, in particolare gli anziani – continua Bruno –, costretti a vivere in questa circostanza ancora di più la solitudine».

Difficoltà. Le difficoltà logistiche non mancano, ma si avanti: «Servono mascherine, guanti di lattice, disinfettanti e per permettere ai nostri volontari e a quelli delle strutture caritative di operare in totale sicurezza. Del resto, non possiamo abbandonare chi aspetta il nostro aiuto».

Volontari. Ogni anno, grazie al lavoro di quasi duemila volontari, Banco Alimentare recupera più di ottantamila tonnellate di alimenti ancora buoni e centinaia di migliaia di piatti pronti; grazie alle quasi ottomila strutture caritative convenzionate, questi alimenti sostengono 1,5 milioni di persone. Per contribuire con una donazione: bancoalimentare.it/it/emergenza-sanitaria.

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