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14. 07. 2020 17:19

Infelici e… contanti. Da domani nuovo limite all’utilizzo delle banconote e incentivi alla moneta elettronica

La misura era già stata stabilita prima dell’emergenza Covid con il decreto n. 124/2019, collegato alla Legge di Bilancio

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Nuova stretta sull’uso dei contanti. Da domani, infatti, la soglia scenderà da 3.000 a 2.000 euro per poi scendere ulteriormente a 1.000 euro a partire dal 1 gennaio 2022.

 

Contanti… saluti. Da domani nuovo limite all’utilizzo delle banconote e incentivi alla moneta elettronica

Obiettivo: combattere l’evasione fiscale. Parallelamente, infatti, il disincentivo dei contanti dovrà incrementare la moneta elettronica, con una serie di incentivi per i professionisti. Sempre da domani arriverà il bonus fiscale, un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per transazioni effettuate con carte di pagamento. Ecco domande e risposte per capire meglio cosa cambierà.

FAQ

Da domani potrò pagare un bene di lusso in contanti?
Sì, purché la cifra non superi i 1.999 euro. Sopra quella cifra, per trasferire denaro da un soggetto a un altro è necessario uno strumento tracciabile, come il bonifico bancario o la carta di credito. Il limite riguarda sia chi riceve il denaro, sia chi effettua il pagamento.

Anche tra familiari varrà questa nuova regola?
Sì, il nuovo limite tocca anche le donazioni e i prestiti, anche se avvenuti nell’ambito della famiglia. Sopra i 1.999 euro anche un padre che intende regalare una somma di denaro al proprio figlio dovrà farlo con un assegno non trasferibile oppure con bonifico bancario.

Si può ancora pagare l’affitto in contanti?
Sì, purché ci sia una ricevuta che dimostri il passaggio di denaro.

E le cure mediche dilatate nel tempo?
La normativa consente il pagamento rateizzato in contanti di operazioni economiche che, fisiologicamente, si prestino a tale situazione: ad esempio, le cure mediche dal dentista.

Ci saranno limiti anche per i prelievi dal proprio conto corrente?
No, perché non si tratta di un trasferimento di denaro tra soggetti diversi.

Esistono deroghe?
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è possibile per gli operatori del settore del commercio al minuto e agenzie di viaggio e turismo vendere beni e servizi a cittadini stranieri non residenti in Italia, entro il limite di 10.000 euro. Occorre, però, inviare una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, e che l’acquirente sia una persona fisica, che non abbia cittadinanza italiana né quella di uno dei paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo (Liechtenstein, Islanda, e Norvegia) e risieda al di fuori del territorio dello Stato. L’operatore, all’atto dell’acquisto, deve acquisire fotocopia del passaporto del cliente e ottenere una “autocertificazione” dal cliente.

Quali sono le sanzioni previste?
Fino a 250.000 la sanzione va da un minimo di 2.000 a un massimo di 50.000 euro per le parti contraenti. Oltre i 250.000 euro, la sanzione varia da 15.000 a 250.000 euro.

Che cos’è il bonus fiscale riconosciuto a chi usa il Pos?
Per esercenti attività di impresa, arte e professioni, i cui ricavi non eccedano i 400.000 euro vigerà l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici. Per compensare i costi bancari sostenuti per incassare i pagamenti attraverso strumenti tracciabili, dalle carte di credito ai bancomat, il Governo ha previsto un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per queste transazioni.

In che modo un professionista potrà beneficiare del bonus?
La parte di costi recuperati per installare e gestire i Pos può esser utilizzata dagli esercenti in compensazione con il modello F24, a partire dal mese successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. Attraverso il software delle Entrate, i professionisti devono mandare le operazioni effettuate con i mezzi di pagamento tracciabili, gli importi e i relativi costi (variabili e fissi) sostenuti per accettarle. La comunicazione deve avvenire entro il 20 del mese successivo a quello di riferimento e il credito verrà maturato mensilmente.

Ci sono sanzioni per chi non installa il Pos?
Inizialmente erano previste, ma poi sono state “congelate”.

Stop contanti
Stop contanti

2

Le transazioni giornaliere per persona in Italia

1,7

Le transazioni giornaliere in contanti nel nostro Paese

1,6

La media europea di transazioni giornaliere

1,2

Le transazioni giornaliere in contanti nei Paesi dell’Eurogruppo

13,57 euro

Il valore medio di una transazione in contanti

37,70 euro

Il valore medio di una transazione con carta di credito

 8,92 euro

Il valore medio di una transazione con carta contactless

(Fonte: Banca Centrale Europea)

 
Torti (Federazione Moda Italia): «Commissioni Pos da ridurre a tutti i commercianti»

Non aiuta il commercio, non favorisce il turismo, non combatte il riciclaggio. Per Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia il provvedimento che da domani limita l’uso dei contanti a 2000 euro è da bocciare e necessita una revisione: a Mi-Tomorrow spiega il perché.

Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia
Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia

Come vivete questo appuntamento?
«E’ un provvedimento delle legge di stabilità del 2020, fissato nel 2019 che porterà il limite dei contanti a 1.000 euro l’1 gennaio 2022: io dico che si tratta di un passo indietro».

Per quale motivo?
«Era stato già deliberato dal governo Monti, poi l’1 gennaio del 2016 si era tornati al limite dei 3.000 euro».

Nel merito perché è così critico?
«La decisione del governo Monti non mi sembra abbia suscitato un indotto positivo né è servito a contrastare l’evasione fiscale o a provocare effetti positivi sul turismo: chi voleva spendere di più liberamente poteva andare in un altro paese europeo dove non ci sono questi vincoli».

Negli altri Paesi non ci sono quattro organizzazioni criminali così forti come in Italia…
«Io intanto penso che gli italiani siano persone perbene e che generalizzare sia sempre sbagliato. Lo dico precisando che la Confcommercio, cui noi apparteniamo, è in prima fila nel contrasto all’evasione, basti pensare alle giornate della legalità che abbiamo organizzato, noi siamo assolutamente per un commercio legale. Il punto è che c’è una questione di principio che deve essere affrontata».

Di cosa si tratta?
«Le carte di credito sono sempre più importanti oggi nel commercio. Faccio notare che il provvedimento del governo prevede da domani un abbattimento del 30 per cento sulle commissioni del Pos per chi vanta ricavi inferiori a 400.000 euro: c’è un problema per coloro che fatturano di più».

In una città come Milano non sono pochi.
«Certo anche se faccio notare che con il coronavirus i ricavi sono diminuiti del 70% rispetto allo scorso anno: è un dato che risente anche dello smart working che ha sottopopolato gli uffici».

Quanto stanno incidendo le misure antivirus sulle attività commerciali?
«Il tema va oltre il coronovirus, solo per il settore moda faccio notare che negli ultimi 8 anni sono stati chiusi 52mila punti vendita».

Tornando alla normativa sui contanti è difficile pensare che chi vuole fare un acquisto di 3.000 euro voglia portarsi la cifra in banconote.
«Sono d’accordo, ma il ragionamento da fare è un altro, bisogna considerare che l’innalzamento dei contanti darebbe impulso al turismo e favorirebbe il commercio, con particolare riferimento al lusso».

In sintesi, è una riforma incompleta?
«Condivido, la soglia della riduzione delle commissioni del Pos va riesaminata. Inoltre faccio notare che ridurre a soli 1000 euro i contanti a disposizione, come accadrà dal prossimo 1 gennaio, ci metterà in una situazione unica in Europa, bisogna operare in un contesto europeo. Ad ogni modo voglio vedere quali effetti produrrà questo provvedimento».

E’ disponibile a cambiare opinione?
«Se porta effetti positivi ben venga questa novità altrimenti bisogna pensare ad altro».

Contanti - bonus Renzi
Contanti – bonus Renzi

Da domani cambia anche il “bonus Renzi”

Dal 1° luglio ci sono novità in busta paga: i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28.000 euro avranno 100 euro in più al mese nel cedolino. Per quanto riguarda, invece, i lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia tra 28.001 e 40.000 euro si vedranno applicare una detrazione, che diminuirà all’aumentare del reddito: 80 euro al mese tra 28.001 e 35.000 euro, da 80 a 0 euro al mese tra 35.001 e 40.000 euro. Si tratta dell’effetto del taglio del cuneo fiscale che prevede, appunto, un’agevolazione assegnata in due modi diversi.

In breve

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