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22. 09. 2021 12:53

Fase 3, parla Conte: «Patto per la rinascita, il virus c’è ancora»

Il premier Conte annuncia un "patto per la rinascita": l'obbiettivo modernizzare l'Italia e portarla fuori dalla crisi socio-economica

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Il premier Conte torna a parlare davanti alla Nazione per raccontare questo primo giorno di fase 3. «I dati ci dimostrano che il nostro sistema di controllo sta funzionando – ha così esordito il Presidente del Consiglio -. Anche l’indirizzo politico intrapreso ha mostrato la sua efficacia con le riaperture progressive».

Tuttavia invita tutti a non abbassare la guardia: «Distanziamento sociale e mascherine sono le uniche misure efficaci per contrastare il virus. Non compiamo leggerezze, il virus c’è ancora».

Futuro. Il quesito principale resta indubbiamente il futuro ed in particolar modo quali saranno gli strumenti per affrontare la crisi socio-economica attuale. Il premier annuncia la nascita di un “recovery plan” per l’Italia. Questo “patto per la rinascita” si avvarrà principalmente dei fondi europei messi a disposizione con il Recovery Fund. «Dobbiamo rinnovare l’Italia dalle fondamenta perché ci trasciniamo dietro problemi strutturali da troppo tempo – dichiara Conte -. L’Unione Europea ha messo a disposizione per i paesi più colpiti un fondo da 750 miliardi».

Interventi. I fondi verranno investiti nei settori chiave dell’economia italiana. «Il recovery plan modernizzerà il paese – commenta Conte -. La modernizzazione passerà attraverso la trasformazione digitale, l’allargamento della banda larga, investimenti in chiave energetica rivolti sempre più verso l’ecosostenibilità. Bisognerà consolidare le Pmi e rilanciare gli investimenti pubblici e privati tagliando la burocrazia».

C’è anche spazio per una riforma in campo giudiziario e fiscale. «Abbiamo un codice civile che non viene riordinato dal 1942 – aggiunge Conte -. Riformare il fisco significa invece renderlo più equo».

Tavolo di confronto. Per attuare l’ambizioso progetto Conte lancia un tavolo di confronto che dovrà riunirsi il più presto possibile. «Convocheremo a Palazzo Chigi tutte le voci del sistema Italia: associazioni di categorie e menti illuminate – spiega il premier -. Una base di partenza sarà il report realizzato dal team di Colao, il quale negli ultimi giorni ha incontrato diversi stakeholder».

Scuola. Nelle consuete domande post conferenza il premier risponde anche sulla possibile riaperture delle scuole. «Sicuramente a settembre si tornerà in aula – conclude Conte -. Grazie ai nuovi poteri dati ai sindaci ci aspettiamo aule maggiormente conformi alle prescrizioni. Collaboriamo spesso con Anci e ci sono le risorse finanziarie per realizzare tutto ciò».

 

 

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