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02. 12. 2020 16:19

Fuori Milano, Tutti Fritti sbaraglia la concorrenza: «Il nostro dehors di successo grazie ai milanesi»

Non è difficile capire perché sia stato il Tutti Fritti di Matteo Denti ad aggiudicarsi il nostro contest: originalità, bontà, location top ai piedi delle Colonne e una schiera di fan - social, ma soprattutto in carne ed ossa - che hanno garantito il sorpasso in extremis

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Quando abbiamo pensato a Fuori Milano, l’Italia era uscita dal lockdown da poco più di un mese. Avevamo cominciato a documentare le difficoltà di bar, tavole calde e fredde, bar e ristoranti, luoghi di aggregazione divisi tra il bisogno di ripartire e la consapevolezza che quella pandemia, che poi è ancora “questa” pandemia, stava scrivendo la parola fine su tante attività.

Ebbene, tra chi è riuscito a ripartire – complice l’estate in arrivo -, la decisione di Palazzo Marino di concedere spazio sia per la creazione sia per l’ampliamento gratuito di dehors (preesistenti o meno) è suonata come un’autentica boccata d’ossigeno senza precedenti. La città, tra mille difficoltà, ha provato ad allontanare la paura tornando a sedersi per il pranzo o per l’aperitivo, per la cena o per il dopo cena, scoprendo zone fino a quel momento fantasma.

E non solo per il confinamento: vicoli, piazze, slarghi prima anonimi hanno conosciuto il rumore, la frequentazione, la vita. Analogamente, zone di movida già particolarmente battute hanno potuto recuperare il loro ruolo di faro guida puntando su qualità e creatività. È il caso del vincitore del nostro Fuori Milano, il Tutti Fritti alle Colonne di San Lorenzo. Un’istituzione del fritto in Porta Ticinese e una garanzia con le sue birre amare i cui fusti sono diventati sgabelli “da bricolage”, pronti per essere decorati alla bisogna.

Il vincitore

Matteo Denti
Matteo Denti

Matteo Denti, famiglia di ristoratori di lungo corso, ha aperto Tutti Fritti nel 2014: «Non è una vittoria solo nostra, ma anche di tutti clienti che ci seguono – racconta, emozionato, alla consegna del premio in un sabato di movida dove per l’aperitivo, alle sei e mezza, non si trova già più un tavolino libero –. Come tutti, durante l’emergenza sanitaria abbiamo avuto qualche difficoltà, ma quest’estate abbiamo recuperato alla grande».

E, in effetti, possiamo testimoniare che la spinta social registrata in questi mesi per il contest è stata oltre ogni più rosea aspettativa: «Ci premiano per il nostro lavoro quotidiano e ne siamo molto orgogliosi, stiamo vivendo una nuova giovinezza. Un grazie va al sindaco Sala e all’assessore Maran che ci ha aiutato in questi momenti difficili. Una volta passavano i turisti ed erano spaesati, ora accogliamo tutti e restano entusiasti per i numerosi posti a sedere che abbiamo».

Il concorso

Sono stati 55.870 i voti raccolti dal 30 luglio al 29 settembre 2020 per Fuori Milano. In due fasi: la prima – la più lunga e strutturata – ha eletto i migliori dehors per ciascuno dei 9 Municipi, mentre negli ultimi dieci giorni i best 9 si sono contesi l’alloro finali a suon di sorpassi e controsorpassi. Dopo aver girato in lungo e in largo la città, unendo le nostre suggestioni ai consigli e alle segnalazioni dei lettori, abbiamo selezionato quelli che abbiamo reputato essere i cinque spazi all’aperto più iconici per ogni Municipio. Corredati di indirizzo, foto e descrizione, abbiamo aperto le votazioni per ogni dehors il 30 luglio su mitomorrow.it: il 3 agosto avevamo già superato le prime 10mila preferenze. Inaspettate, quanto varie. Nessun plebiscito: ogni locale aveva già “attivato” il proprio pubblico attraverso campagne mirate sui social. Il 19 settembre abbiamo decretato i migliori 9, rimessi istantaneamente in concorso per il rush finale: ebbene, nei soli dieci giorni del sondaggio decisivo, abbiamo raccolto 37.968 voti, con un testa a testa fra Tutti Fritti e Sugar Cocktail Therapy (al Municipio 6) durato quasi fino alla fine.

Il futuro

«Sono grato al Comune, in modo particolare come cliente – ammette ancora Denti –. È un gesto che apprezziamo tutti, come gestori e come cittadini. Prima si parlava di regole arcaiche, ferme da troppo tempo: il risvolto positivo di un periodo indefinibile è stato proprio vedere questi passi avanti, viverli in prima persona.

D’altronde, penso che una città come Milano debba avere più spazi aperti e pubblici per essere paragonata ad altre città europee. E sono certo che gioveranno tantissimo al turismo, nazionale ed internazionale. Ma la cosa più bella è essere tornati ad avere più dipendenti, con la possibilità di garantire maggiori servizi». Per il Tutti Fritti, la coppa Fuori Milano e un pacchetto di pubblicità gratuite sul giornale cartaceo e sull’online.

Da sinistra: Maran, Denti, Di Rienzo e Pradelli
Da sinistra: Maran, Denti, Di Rienzo e Pradelli

I risultati finali del contest

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55.870

Sono i voti raccolti dal 30 luglio al 29 settembre 2020, in due fasi: la prima ha eletto i migliori dehors per ciascuno dei 9 Municipi, mentre negli ultimi dieci giorni i best 9 si sono contesi l’alloro finali a suon di sorpassi e controsorpassi

Si lavora per “liberalizzare le luminarie”

Maran: «Avanti con questo bando»

«Li hanno fatti tutti fritti, nel vero senso della parola». Non ha dubbi l’assessore comunale all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, primo promotore per l’ampliamento delle concessioni di occupazione del suolo pubblico e – ça va sans dire – grande sostenitore del nostro contest: «Si meritano il premio, assolutamente. Anche le sedute sono molto particolari, mi hanno colpito. Sono fusti di birra personalizzati, ognuno è diverso. Questa è sempre una zona difficile di Milano, iper movimentata. La possibilità di sedersi ne aumenta certamente la qualità».

Sui dehors, Milano non si ferma: «Andiamo avanti con questo bando, è una grande opportunità per noi e per tutti. Andranno sistemati alcuni passaggi, ma siamo pronti a fare e proporre delle modifiche.

È stato un grande successo, per questo procederemo intervenendo con delle lampade riscaldanti per l’inverno qualora ce ne fosse bisogno. Le alternative si trovano e si troveranno, ci adattiamo. È anche un modo diverso di vivere la città». Intanto si fa largo la proposta invernale di “liberalizzare” anche le luminarie natalizie.

fuori milano
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