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27. 10. 2020 04:16

Coronavirus, l’incremento nelle terapie intensive inizia a preoccupare

Ieri balzo in avanti nei posti occupati in terapia intensiva: gli ospedali cercano una strategia comune

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I dati registrati nella giornata di ieri in Lombardia destano preoccupazione più che per l’incremento di contagi, per il balzo in avanti delle terapie intensive: + 25 è il numero indicato dal bollettino regionale.

Preoccupazione. Ma il problema non è il totale di 96 pazienti in rianimazione: è la progressione. «I numeri si moltiplicano dai primi di agosto. Solo che in estate la percentuale di casi gravi era su un numero tutto sommato contenuto di contagi. Oggi la matematica dell’epidemia presenta il suo conto», spiega Giacomo Grasselli, che con Antonio Pesenti gestisce il coordinamento delle terapie intensive regionali.

policlinico trapianto polmoni

Per tale motivo è stato indetto un vertice d’urgenza tra i primari delle terapie intensive. C’è necessita di applicare una strategia comune al più presto per evitare di farsi trovare impreparati come nei mesi più bui della pandemia. «Una situazione complessa che purtroppo ci ricorda la primavera, quando pazienti già ricoverati, come successo ieri, peggiorano di colpo. Aumentando il denominatore sale anche la probabilità di giornate così nere», spiega Giuliano Rizzardini, responsabile delle Malattie infettive del Sacco.

Nel frattempo cresce la stretta sulla movida e si guarda con attenzione alla scuola. Ieri il governatore Fontana al termine di una giornata di vertici ha cercato di buttare un pò di acqua sul fuoco. «I dati di questi giorni -ha dichiarato -, emersi grazie ad una massiccia azione di screening, indicano un aumento esponenziale dei contagi e della carica virale correlata. Ma la macchina organizzativa degli ospedali in questi mesi è stata fortemente incrementata. Le decisioni non sono assunte a cuor leggero, ho ascoltato virologi, medici, sindaci, per salvaguardare la vita delle persone e asset sociali come scuola e lavoro».

In breve

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