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11. 05. 2021 07:07

Covid, la Lombardia inchiodata ad un semaforo rosso

Attesa per oggi la decisione della Cabina di Regia nazionale sul colore della Lombardia. Seppur in decrescita i casi positivi, preoccupa la pressione sul sistema ospedaliero

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Sembrano svanire le speranze della Lombardia di tornare presto in zona arancione. «Siamo in zona rossa fino a Pasqua», ha anticipato il direttore generale del Welfare di Regione Lombardia, Giovanni Pavesi, precisando che a fronte di una stabilità dell’indice RT non ci sono elementi ancora confortante sul fronte della pressione sul sistema ospedaliero.

Vaccini. Sul fronte dei vaccini, vera speranza per uscire dal tunnel della pandemia, il consulente della Regione Lombardia per la campagna vaccinale, Guido Bertolaso, ha ammesso oggi che disguidi ci sono stati e potranno ancora esserci, ma è convinto di essere comunque «sulla strada giusta».

Intanto il Memoriale della Shoah di Milano si è offerto come centro per effettuare le vaccinazioni anti-Covid (settemila metri quadri di struttura).

Attività. Nel frattempo non si placano le proteste dei commercianti, che in zona rossa devono continuare a tenere le saracinesche abbassate. A tal proposito ha preso il via la campagna nazionale “Il Futuro non (si) chiude” e Confcommercio Lombardia lancia l’allarme: «In Lombardia il 2020 si è chiuso con un calo dei consumi di 22 miliardi di euro. Un vero shock economico per le imprese, che non possono sopportare ancora a lungo chiusure non accompagnate da adeguati indennizzi. Abbiamo di fronte tre emergenze: vaccini, sostegni e riaperture».

«La crisi è profonda e trasversale: dal comparto turistico alla ristorazione e all’accoglienza; dalla filiera degli eventi e dei catering al commercio al dettaglio e all’ingrosso” spiega Confcommercio Lombardia.

«Le chiusure, il coprifuoco, le restrizioni di movimento, pur motivate dall’emergenza sanitaria, hanno messo in crisi l’intero sistema. Per questo servono azioni concrete e servono subito». Anche sul fronte dei sostegni previsti dall’ultimo decreto del Governo, «c’è molta delusione perché si tratta di risorse assolutamente non adeguate alle esigenze e alle aspettative delle imprese. Conti alla mano, ogni attività si ritroverà con cifre che copriranno a malapena qualche spesa fissa, non di più. E ricordiamo sempre la zona rossa in cui finì per errore la Lombardia a metà gennaio, per la quale le imprese aspettano ancora risarcimenti specifici».

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