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07. 05. 2021 12:21

Chi ci sostiene? Il nuovo “Decreto Sostegno” tra aiuti economici e malumori: nove punti cardine

Il primo intervento economico del Governo Draghi accontenta e scontenta tutti

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Il decreto Sostegni è entrato in vigore: ecco una panoramica su tutti gli interventi previsti

CASSA INTEGRAZIONE

Prorogata la cassa integrazione Covid per altre 13 settimane tra 1 aprile e 30 giugno 2021 (trattamento ordinario) e per 28 settimane tra 1 aprile e 31 dicembre 2021 (assegno ordinario o cig in deroga). Le domande si presentano entro la fine del mese successivo alla sospensione o alla riduzione del lavoro.

BLOCCO DEI LICENZIAMENTI

Il blocco dei licenziamenti prorogato fino al 30 giugno 2021 per i lavoratori delle aziende che dispongono di CIG ordinaria e CIG straordinaria (soprattutto industria e agricoltura) e al 31 ottobre 2021 per i lavoratori delle aziende coperte da strumenti in deroga (soprattutto terziario).

RISTORI

Si prevede un “contributo a fondo perduto per i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione, nonché per gli enti non commerciali e del terzo settore, senza più alcuna limitazione settoriale o vincolo di classificazione delle attività economiche interessate.

Potranno presentare richiesta per questi sostegni i soggetti che abbiano subito perdite di fatturato, tra il 2019 e il 2020, pari ad almeno il 30%, calcolato sul valore medio mensile. Il nuovo meccanismo ammette le imprese con ricavi fino a 10 milioni. L’importo del contributo a fondo perduto sarà determinato in percentuale rispetto alla differenza di fatturato rilevata al 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro, al 50% per i soggetti con ricavi o compensi da 100.000 a 400.000 euro, al 40% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro, al 30% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione e fino a 5 milioni di euro, al 20% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni e fino a 10 milioni di euro.

In ogni caso tale importo non potrà essere inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per gli altri soggetti e non potrà essere superiore a 150.000 euro. Il contributo potrà essere erogato tramite bonifico bancario direttamente sul conto corrente intestato al beneficiario o come credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione.

STOP CONTRIBUTI

Un taglio dei contributi per professionisti e autonomi da 3.000 euro: lo ipotizza la relazione tecnica al decreto Sostegni che aumenta la dote per il cosiddetto “anno bianco” degli autonomi di 1,5 miliardi,

portando le risorse complessive a 2,5 miliardi. La misura riguarderà circa 820mila soggetti (330mila iscritti alle casse private e 490mila tra artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle gestioni Inps) con redditi entro i 50.000 euro e perdite del 33%.

LAVORATORI STAGIONALI

Per i lavoratori stagionali, dello spettacolo e del settore termale sono previsti 900 milioni di euro in tutto che si concretizzeranno in un bonus per un totale di 2.400 euro da versare in tre rate per tre mesi (800 euro al mese).

Si tratta di circa 400mila lavoratori già individuati nel Decreto Ristori oltre ad altri lavoratori che hanno perso il lavoro o lo hanno visto ridursi dopo il 30 novembre 2020. In particolare, ne fanno parte i lavoratori dipendenti stagionali del turismo e stabilimenti termali e di altri settori produttivi che hanno cessato l’attività o l’hanno ridotta; i lavoratori intermittenti, autonomi occasionali senza partita Iva, i venditori a domicilio (con reddito superiore a 5.000 euro), i lavoratori dello spettacolo (con almeno 30 giornate lavorative e reddito sotto 75.000 euro oppure con 7 giornate lavorative e reddito sotto i 35.000 euro). La scadenza delle domande è il mese di aprile (ma si attendono le istruzioni operative dell’Inps).

SPORT

Per i collaboratori di enti, società e associazioni sportive sono stati stanziati 350 milioni di euro come indennità commisurata ai compensi. Saranno così suddivisi: sotto i 4 mila euro indennità di 1.200 euro, tra 4.000 e 10.000 euro di reddito indennità di 2.400 euro, sopra i 10.000 euro, indennità di 3.600 euro. Domande da inviare tra l’1 e il 15 aprile sulla piattaforma telematica della società Sport e Salute spa.

CERTIFICAZIONI UNICHE

Prorogata al 31 marzo la scadenza per la trasmissione della Certificazione unica all’Agenzia delle entrate. Dal 10 maggio sarà disponibile la dichiarazione dei redditi precompilata.

SANITA’

Con il decreto Sostegni ci saranno 700 milioni per l’acquisto di farmaci anti-Covid di cui 400 andranno per l’acquisto di farmaci con anticorpi monoclonali che si stima che potrebbero essere autorizzati nei prossimi 3-4 mesi. Tali farmaci saranno così rivolti ad una platea più ampia rispetto a quelli a base di redemsevir, quindi mille o duemila pazienti al giorno per ridurre contagi e ricoveri.

CARTELLE ESATTORIALI

Fisco, decreto agosto: stop a cartelle e pignoramenti fino al 31 ottobre

Il decreto cancella le cartelle esattoriali fino a 5.000 euro del periodo 2000-2010 per i soggetti con reddito inferiore a 30.000 euro. Il provvedimento prevede la definizione agevolata degli avvisi bonari sui periodi di imposta 2017 e 2018 per i soggetti che hanno subito un calo del volume d’affari del 30% rispetto al 2019. Infine, è proroga fino al 30 aprile 2021 la sospensione delle attività di riscossione coattiva.

Stoppani (Epam): «Soldi per pagare poche cose»

Un provvedimento inadeguato, sbagliato, quasi provocatorio. E’ durissimo il giudizio di Lino Stoppani sul Decreto sostegno varato dal governo Draghi: a Mi-Tomorrow il presidente di Epam e Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, esprime il disagio di una categoria tra le più colpite dalla crisi determinata dal Covid.

Presidente, ci siamo sentiti a gennaio: com’è oggi la situazione dei pubblici esercizi milanesi?
«Non solo non posso dire che è migliorata ma devo dire che è peggiorata».

Perché è così drastico?
«Oggi stanno venendo meno le capacità di resistenza e le prospettive: i sacrifici chiesti alla ristorazione sono infiniti ma i contagi crescono e le terapie intensive vanno verso la saturazione».

Su Milano incidono fattori peculiari del territorio.
«Mancano cinque tipi di clientela: i turisti, i city users, i lavoratori che fanno smart working, gli studenti universitari e le persone che partecipavano agli eventi».

Passiamo al Decreto “Sostegno”.
«Avevamo grandi aspettative, ci aspettavamo sostegni programmati e selettivi, adeguati e tempestivi: siamo delusi da quanto abbiamo visto».

Cosa non vi piace?
«I sostegni sono insufficienti, ritardati e, cosa non secondaria, comunicati in modo falso».

A cosa si riferisce?
«Il 60% degli indennizzi sono calcolati su base mensile, ciò significa che si traducono in un 2-3 per cento annuale. Con questi fondi le imprese possono solo pagare i costi fissi: le tasse locali, l’assicurazione e gli altri».

Qual è il punto debole del decreto?
«Manca il sostegno alle imprese che hanno perso il diritto di lavorare, a questo punto temo che possa crescere il disagio sociale».

Forse mancano le risorse.
«Per le grandi imprese si trovano, non è così per le piccole che pure sostengono la cultura del territorio».

Quale può essere la via d’uscita dalla crisi?
«L’unica è rappresentata dai vaccini, solo andando avanti su questa strada si potrà riprendere l’attività».

Verona (Cgil): «Ma il testo non crea occupazione»

Un bilancio in chiaroscuro, con provvedimenti importanti per dare una boccata d’ossigeno all’economia ma senza le spinte per farla ripartire. Per Antonio Verona, responsabile dipartimento mercato del lavoro della Cgil, la situazione nel milanese resta grave e richiede politiche economiche radicali.

Facciamo il punto sulla situazione occupazionale.
«Con l’avvento della pandemia l’area metropolitana milanese, che nel 2019 contava quasi un milione e mezzo di occupati, ha perso 80-100 mila posti».

Quali sono stati i settori più colpiti?
«Le contrazioni maggiori si sono avute nei servizi, ristorazione, agenzie, hotel, nelle imprese legate agli eventi e un po’ meno nella manifattura. Per contro ci sono dei settori in crescita, come le costruzioni».

Quali fasce di lavoratori hanno subito la crisi? «I lavoratori a tempo determinato, i giovani, le partite Iva, ovvero coloro che non hanno potuto beneficiare del blocco dei licenziamenti».

Il decreto conferma il blocco dei licenziamenti, è una decisione giusta?
«La condivido ma avrei immaginato in parallelo un intervento di supporto alle politiche attive: di questo nel decreto non c’è nulla, c’è tempo per rimediare. Altro punto debole riguarda gli ammortizzatori sociali che non sono contemplati per le imprese sotto i cinque dipendenti».

Cosa significa per Milano?
«E’ una realtà che riguarda 600-700 mila persone, un terzo del mercato del lavoro del milanese. Storicamente la disoccupazione non è mai andata più del 5-6% oggi siamo oltre il 10: Milano ha sofferto molto i limiti del modello di sviluppo che si è formato dopo Expo già si manifestavano nel 2019, prima della pandemia».

E’ deluso dal decreto?
«E’ un compromesso tra spinte diverse ma ci sono cose importanti».

Come impostare il rilancio?
«Con le politiche attive, con un intervento forte dello Stato nell’economia: il modello economico produttivo su cui ci siamo basati sinora ha fornito esiti nefasti, basti vedere cosa successo con i brevetti nel campo dei vaccini»

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