Dergano, si chiude un cerchio

dergano

È stato appena svelato ufficialmente con un’inaugurazione pubblica in occasione della giornata dedicata alla mobilità sostenibile il progetto di riqualificazione di piazza Dergano, promosso dal Comune di Milano e portato avanti da cittadini e volontari. Un piano di urbanistica tattica, inserito nel programma “Piazze aperte”. L’idea è di impronta americana, ma il quartiere di Dergano è un precursore in Italia. Questo è, infatti, il primo esperimento nello Stivale. La sperimentazione durerà un anno e l’obiettivo è trasformare temporaneamente uno slargo senza una vera identità in una piazza a tutti gli effetti. Il vecchio parcheggio è stato reso quindi una zona pedonale. L’asfalto è stato colorato da alcuni volontari (tra cui quelli di Retake) con grandi pois gialli, bianchi e rossi, che hanno reso la piazza una sorta di maxi Twister.

POLEMICHE • Man mano si stanno aggiungendo fioriere, rastrelliere per le biciclette BikeMi, tavoli da ping pong, panchine e si sta valutando anche di installare il wifi e di illuminare alcuni tratti di strada. Tutto questo, per riqualificare uno spazio pubblico grazie alla pedonalizzazione e a strutture di arredo urbano a basso costo (30mila euro complessivi). Non mancano però critiche e perplessità da parte dei cittadini, tra chi si dispiace per i posti auto persi, chi teme che si creino ripercussioni sul traffico e sulla viabilità e chi teme invece schiamazzi e il disturbo della quiete pubblica. Ma visto che la sperimentazione è temporanea, se funzionerà e piacerà ai cittadini, verrà portata avanti. Altrimenti tornerà tutto come prima.

«Durerà un anno, poi dipende da…»

Fabrizio Gaias, giornalista di Discoradio

In prima fila tra i sostenitori del progetto c’è Fabrizio Gaias, giornalista e speaker di Discoradio che, come abitante di Dergano, ha sempre mantenuto alto l’impegno per il suo quartiere e proseguito l’attività sul territorio. «L’obiettivo di questo restyling è rendere la piazza uno spazio aperto, di convivialità e socializzazione», ha spiegato a Mi-Tomorrow.

Fabrizio, come mai pensi che questo progetto abbia preso vita proprio a Dergano?
«Dergano è un quartiere che ha del potenziale enorme. È vicino alla metro, a un passo da Isola. Ma resta comunque sconosciuto per molti. Perciò ha bisogno di essere rivitalizzato. Così il percorso si è avviato dalle idee dei cittadini, che hanno cercato di proporre al Comune di Milano una serie di soluzioni. L’idea è nata quasi per caso, in seguito a una mini-consultazione durante la festa di “Via dolce via”. Il Comune ha proposto il progetto a Municipio 9, che l’ha votato».

Com’è stato poi l’iter?
«È stato dato l’ok a una sperimentazione che prevede la chiusura di una parte di piazza Degano, che viene semi-pedonalizzata. Seguiranno incontri in cui si cercherà di fare il punto e i cittadini proporranno le loro idee, in modo da arrivare a una soluzione ottimale condivisa da tutti. È una sperimentazione che dura 365 giorni. Perciò se tra un anno la piazza non piacerà, si tornerà al punto di partenza».

Tu in che veste hai partecipato?
«Io sono attivamente amante del quartiere, anche se non ho incarichi ufficiali. Mi piace confrontarmi con alcuni gruppi di persone, sia attraverso Facebook che faccia a faccia. E ho una missione: fare in modo che il quartiere riemerga. Perciò cerco di essere un cittadino attivo. Credo che se non ci si mette in mezzo, si perde il senso di essere cittadini. Non siamo solo esseri passivi».

Quale ruolo giocano i colori, secondo te?
«Bisogna partire da più lontano: l’idea nasce da un progetto globale collettivo di Bloomberg, che prevede la sistemazione temporanea della piazza e degli incroci con soluzioni per abbellire la strada. Esistono diversi esempi nel mondo di spazi recuperati in maniera temporanea, a New York, a Bogotà e non solo. In tutti i casi, si ragionava su una scelta di colore. Il colore infatti è il modo più semplice e immediato per dare risalto a uno spazio».

Qual è il valore aggiunto che questa idea può portare a Milano?
«Credo che, in alcune zone di Milano, si possa dare un senso agli spazi di passaggio. Quella di Dergano, ad esempio, si chiama piazza ma è sempre stata soltanto un parcheggio. Se riuscirà a diventare un punto di unione, uno spazio di convivialità e socialità, sarà un grande risultato. Il progetto si sta evolvendo e arricchendo con tante idee per rendere la piazza a misura di cittadino. Ogni giorno si aggiunge un pezzetto in più. Si sta facendo un lavoro puntale e preciso. Credo anche in una ricaduta positiva per i commercianti. È un modo poi per recuperare la storia di Dergano, che in passato era un borgo. Tutto questo ha un senso ben preciso nel tessuto sociale del paese».

Cosa pensi delle critiche mosse da alcuni cittadini?
«Io non vedo lati negativi nel progetto. Alcuni cittadini temono la perdita di parcheggi. Ci vuole però un po’ di pazienza, la possibilità di posteggio c’è. Altri temono schiamazzi notturni e feste in piazza, perché hanno come esempio un giardino problematico della zona. Ma non è così automatico che questo accada. Non ha senso evitare gli spazi aperti, è meglio decidere di viverli».

Cinque progetti
cinque scadenze

Bisceglie e il progetto Seimilano
L’idea è creare una vera e propria città giardino, con un parco urbano di 200mila metri quadrati, residenze, uffici e una piazza commerciale, per un investimento da 250 milioni di euro.
Fine lavori prevista nel 2022

Cascina Merlata
Una serie di progetti di riqualificazione urbana e di edilizia residenziale stanno proseguendo da tempo e sono ancora in corso. Tra questi c’è Uptown, il primo quartiere italiano a impatto zero in classe A+: è appena stato completato e i primi lotti di appartamenti saranno completati entro un anno.
Fine lavori prevista a settembre 2019

Piazzale Archinto
L’obiettivo è renderlo più verde, più fruibile e a misura di bambino. La giunta ha da poco approvato il quadro economico (per un importo complessivo 985.000 euro) per estendere le aree pedonali pavimentate.
In partenza nel 2019

L’ex Centrale del Latte di via Castelbarco
È destinata a diventare un campus dell’Università Bocconi. I lavori prevedono quattro edifici per i master dell’ateneo, un parco da 14 mila metri quadri, una piscina olimpionica, una residenza studentesca. Per un totale di 130 milioni di euro.
Fine lavori prevista nel 2019

Symbiosis e navette ecologiche
Nel quartiere dietro Corso Lodi stanno per essere completati i cantieri dell’edificio Symbiosis, realizzato da Beni Stabili destinato a diventare sede di Fastweb. Si sta valutando anche un progetto di smart mobility con le navette ecologiche (dal costo di 10 milioni di euro) che collegheranno via Ripamonti a Porta Romana.
Fine lavori prevista nel 2019

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