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Milano
04. 12. 2020 22:07

È l’estate dei dehors, l’aggiornamento di Maran: «Promessa mantenuta, già evase il 95% delle richieste pervenute nei primi tre giorni»

Sono giornate “intense” negli uffici del Comune di Milano che stanno quotidianamente analizzando le domande presentate da bar, ristoranti e attività commerciali per l’allargamento degli spazi all’aperto

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Dal 22 maggio scorso, primo giorno utile per l’invio delle richieste, sono pervenute circa 1.500 istanze per i dehors. «Ne abbiamo già accolte 400 con permessi regolarmente rilasciati per 12.000 metri quadrati di spazi in più a disposizione», illustra l’assessore all’Urbanistica e Verde del Comune, Pierfrancesco Maran, che proprio prima del 22 maggio si era impegnato pubblicamente in una livestory Instagram con Mi-Tomorrow sulla rapidità dei tempi di risposta.

 

È l’estate dei dehors, l’aggiornamento di Maran

Pierfrancesco Maran
Pierfrancesco Maran

Assessore, state mantenendo le tempistiche che vi eravate prefissati?
«Direi di sì, anche perché ormai siamo al 95 per cento di risposte evase riguardo alle domande pervenute ai nostri uffici nei primi tre giorni di apertura dello sportello online».

Quali sono le eccezioni sulle quali state prendendo tempo?
«Riguardano situazioni che necessitano ulteriori verifiche, soprattutto per l’istituzione di nuove isole pedonali e Zone 30. Si tratta di atti che devono essere approvati dalla giunta e già dopodomani, nella seduta programmata con il sindaco e gli altri assessori, conto di poter smarcare un po’ di queste richieste».

Dove potrebbero sorgere le nuove isole?
«Ci sono domande su location abbastanza piccole e relativamente semplici: largo Treves, via Santa Tecla, un tratto di piazza Giovane Italia. In altri casi, come via Volta e via Borsieri, occorre fare qualche approfondimento».

Su via Ascanio Sforza come pensate di muovervi?
«Con la logica già sperimentata in passato. Penso che si possa tranquillamente replicare il sistema della pedonalizzazione serale, unito ad una moderazione della velocità stabile nel resto della giornata. Approfondiremo comunque la richiesta di un’isola pedonale 24 ore su 24, visto che registro con piacere il giudizio favorevole dei residenti».

L’emergenza ha fatto cadere qualche pregiudizio ideologico?
«Noto tanta trasversalità. Ad esempio, proprio su via Sforza, c’è la Lega contraria, ma il presidente del Municipio 5 (Alessandro Bramati in quota centrodestra, ndr). Vorrei che si uscisse sempre di più da logiche inutili, un po’ come l’idea che la bici sia di sinistra e l’auto di destra. Fortunatamente c’è tanta sinergia tra operatori commerciali nelle singole strade, il che rende più facile ogni procedura».

Ad esempio?
«Via Thaon di Revel, dove da parte di tre locali ci è stato chiesto di utilizzare il giardinetto che si affaccia su piazzale Segrino in proporzioni eque. Il resto della via ci ha chiesto una Zona 30 per incrementare i tavolini su strada. Trovo che sia un bel caso che sposa anche l’idea di fondo di diradare la movida dell’Isola e favorire di più quest’area».

Nasceranno nuove movide?
«Il senso è far crescere nuovi quartieri. Questa è l’estate per sperimentare più cose possibili, poi valuteremo se qualche permesso potrà diventare stabile. Magari non avrà più senso rialzare il limite di velocità in qualche Zona 30».

Nel complesso, quante domande avete accolto?
«Siamo oltre il 70%, considerando che nella prima settimana di lavoro ci siamo concentrati soprattutto su marciapiedi e spazi pedonali già esistenti, quindi più semplici».

Quali sono le principali motivazioni dei dinieghi?
«In alcuni casi sono pervenute domande francamente irricevibili con tavolini disegnati a penna o dati comunque incompleti. In qualche altra situazione non era praticabile la riduzione della velocità. Infine, le richieste su marciapiedi già stretti senza la possibilità di lasciare i due metri minimi per il passaggio dei pedoni. Molto spesso abbiamo comunque concesso un numero di tavolini inferiore alla domanda».

Ci potrà essere qualche correzione?
«Non escludo affatto che tra i permessi rilasciati o tra gli stessi dinieghi ci siano errori o situazioni che si possano risolvere successivamente».

Anche in centro si vedono già tanti allargamenti…
«Ci sono spazi pedonali controversi, anche perché il codice della strada è chiaro sulle dimensioni delle carreggiate, ma non su come tutelare i flussi pedonali dentro le isole. C’è un limite di due metri che è troppo basso quando i pedoni sono tanti come in piazza Duomo o all’Arco della Pace. Con ragionevolezza risponderemo ad ogni situazione».

 

22 maggio 2020
22 maggio 2020

 

22 maggio 2020.
Primo giorno di apertura delle domande per gli allargamenti degli spazi di bar, ristoranti e attività commerciali. L’assessore Maran aveva promesso di rispettare i quindici giorni di tempo promessi per le risposte da parte dell’Amministrazione Comunale in merito all’allargamento dei dehors.

 

 

Dehors: come chiedere l’allargamento all’aperto

Dehors, un’opportunità per bar, ristoranti e tutte le attività commerciali: ampliare le occupazioni di suolo pubblico. Di fatto, il provvedimento approvato dal Comune di Milano consente agli esercenti l’incremento dei relativi spazi di occupazione, garantendo così il rispetto delle disposizioni sul distanziamento e sugli ingressi contingentati.

Speciale e transitoria. Il testo prevede l’attuazione di una disciplina speciale e transitoria, in vigore fino al 31 ottobre, che renda più rapido e semplice l’iter autorizzativo per gli esercenti che vogliano richiedere l’occupazione di suolo su piazze, strade, aree a verde, marciapiedi, aree dedicate alla sosta e zone pedonali. E senza pagare la Cosap, la tassa di occupazione del suolo pubblico, sempre sino alla fine di ottobre.

La domanda. In particolare, le richieste per la posa di tavolini, ombrelloni, pedane ed analoghe strutture di carattere temporaneo rimovibili connesse all’esercizio dell’attività di somministrazione di cibi e bevande in bar, ristoranti, locali di intrattenimento e simili, nonché delle altre attività commerciali, possono essere presentate in via telematica. Le istruzioni sono disponibili sul sito comune.milano.it. Per favorire lo sviluppo di progetti in aree in cui siano presenti più attività commerciali che necessitino di spazi, l’Amministrazione può prevedere pedonalizzazioni temporanee e concedere la posa di tavoli anche non in prossimità dell’esercizio commerciale.

Dehors. L’assegnazione di nuovi spazi tiene conto sia delle concessioni esistenti che richiedono un ampliamento, sia delle nuove richieste, mantenendo un rapporto equilibrato. Le occupazioni devono comunque garantire il regolare transito dei mezzi di sicurezza e di soccorso, un passaggio per i pedoni di almeno 2 metri di ampiezza e la mobilità e il passaggio di persone con disabilità motoria e relativi accompagnatori.

dehors
dehors

A che punto siamo?

1.500

Le domande pervenute al Comune di Milano

400

Le richieste già concesse e operative

Oltre 70%

La percentuale di accettazione delle istanze

12.000

I metri quadrati di occupazione supplementare autorizzati

Cosa si può chiedere?

dehors - cosa si può domandare
dehors – cosa si può domandare

Ora il commercio aspetta i “ristori” del Governo

di Piero Cressoni

A quasi un mese dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Rilancio ancora non c’è il modello di richiesta del contributo a fondo perduto per le aziende colpite dalla crisi dell’emergenza coronavirus. Il decreto attuativo è atteso nei prossimi giorni ed è una misura molto attesa dalle piccole e medie imprese, con un fatturato 2019 che non superi i 5 milioni, che abbiano perso almeno un terzo delle proprie entrate nel mese di aprile. Di certo, sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate ad occuparsi delle domande.

Calcoli. Il contributo minimo alle aziende verrà riconosciuto con un importo non inferiore a 2.000 euro, senza che questa una tantum concorra alla formazione del reddito o della base imponibile, quindi esentasse. Il decreto stabilisce come si calcola questo sostegno. Occorre quindi calcolare la differenza di fatturato aprile 2020/aprile 2019 e poi applicare una percentuale del 20% per chi nell’intero 2019 ha registrato ricavi o compensi fino a 400.000 euro, del 15% per le imprese con incassi 2019 fra 400.000 e 1 milione di euro, del 10% per chi l’anno scorso ha fatturato tra 1 e 5 milioni di euro.

Bonifico. E’ previsto che la somma, una volta approvata, arrivi direttamente con un bonifico bancario sul conto corrente dell’azienda. Nel caso l’Agenzia rilevasse un’irregolarità, le somme non dovute saranno recuperate e verranno applicate sanzioni, anche penali.

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