festival mix
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Torna, da domani a domenica 23 giugno, al Piccolo Teatro Strehler (e al Teatro Studio Melato) l’edizione numero 33 del Festival Mix, il festival cinematografico a tema LGBT più seguito e apprezzato d’Italia. Sono sessanta le proiezioni previste e ancora concerti, deejay set, incontri con artisti, registi, scrittori e fumettisti, per un esclusivo viaggio nella cultura LGBT contemporanea.

Tra gli ospiti attesi alcuni grandi nomi: Michela Murgia, Giuliana De Sio, Letizia Battaglia, Armando Praça, Nina Zilli, Natalia Aspesi, Nando Dalla Chiesa, Fabio Canino, Enrico Masi e Cheng-Chui Kuo. L’edizione 2019 avrà un sapore speciale, perché celebrerà i 50 anni dai moti di Stonewall che hanno dato il là ai movimenti LGBT di tutto il mondo. Da qui la scelta di un nuovo claim, di un nuovo motto: Love Riot. L’evento culturale è diretto da Andrea Ferrari, Debora Guma e Rafael Maniglia.

Due presidenti di giuria: Michela Murgia per i lungometraggi, Cristina Piccino per i documentari. Novità assoluta il premio Cielo Festival Mix, che il canale Cielo assegnerà a uno dei lungometraggi in concorso: in palio l’acquisizione del film e la messa in onda su Cielo. Tra le altre mediapartnership di rilievo torna Sky che sosterrà il Mix con una programmazione dedicata alle tematiche di inclusione su Sky Cinema e Sky Arte per tutto il mese di giugno.

Ma anche il pubblico potrà dire la sua: la selezione sarà infatti sottoposta al giudizio di tutti, che potranno eleggere il Miglior Lungometraggio 2019 attraverso Digivents (l’app ufficiale del festival disponibile su smartphone e tablet). Anche quest’anno l’evento è patrocinato dal Comune e sostenuto dall’assessorato alla Cultura. Informazioni e aggiornamenti su festivalmixmilano.com.

I NUMERI DEL FESTIVAL

60,
Le proiezioni previste

9.000,
I partecipanti dell’edizione 2018

50,
Gli anni passati dai moti di Stonewall

30%,
La quota di finanziamenti privati

LE DUE LOCATION

Piccolo Teatro Strehler

Largo Greppi, Milano

Teatro Studio Melato
Via Rivoli 6, Milano

Dieci consigli per voi

LUNGOMETRAGGI

GRETA
In anteprima italiana il debutto al lungometraggio del regista brasiliano Armando Praça, tra le voci di punta del nuovo cinema queer internazionale. Rivelazione dell’ultima Berlinale, il film mette in scena un intimo e struggente dramma intergenerazionale ambientato nel Brasile di Bolsonaro. Preceduto dalla cerimonia d’apertura e da un intervento di Annagaia Marchioro. Il regista sarà presente in sala.
Quando: Domani alle 20.00
Dove: Piccolo Teatro Strehler

RAFIKI
Primo film keniota ospite a Cannes e primo film lesbico del Paese africano, Rafiki è stato messo al bando in patria per aver promosso il lesbismo in barba alle leggi nazionali. Firmato dalla regista Wanuri Kahiu, sta riscuotendo il meritato successo in giro per il mondo. Del resto racconta con raro garbo l’amore tra due ragazze apparentemente agli antipodi.
Quando: Sabato 22 giugno alle 20.45
Dove: Teatro Studio Melato

CARMEN Y LOLA
Applauditissimo a Cannes nel 2018, questa favola gitana (nelle sale italiane dal 27 giugno) di Arantxa Echevarria è la prima storia lesbica girata in una comunità gitana alla periferia di Madrid. Recitata da attori zingari non professionisti, vede come protagoniste due ragazze in lotta per affermare la propria sessualità in una società arcaica e patriarcale.
Quando: Domenica 23 giugno alle 15.00
Dove: Piccolo Teatro Strehler

NEVRLAND
Gregor Schmidinger, regista austriaco e co-fondatore del Porn Film Festival di Vienna, porta al Mix un’opera prima con protagonista il diciassettenne Jakob alle prese con la scoperta della propria omosessualità, del proprio corpo e di disturbi d’ansia che metteranno a rischio l’integrità della sua stessa psiche.
Quando: Domenica 23 giugno alle 17.00
Dove: Piccolo Teatro Strehler

PLAIRE, AIMER ET COURIR VITE (SORRY ANGEL)
Dal regista di culto Christophe Honoré, Sorry Angel è una struggente storia d’amore ambientata nella Parigi dei primi anni ’90. Protagonista è Jacques Tondelli (esplicito il riferimento allo scrittore italiano Pier Vittorio), che sembra aver trovato l’amore solo al crepuscolo della sua vita: l’Aids è alle porte ed è pronto a consumarlo.
Quando: Domenica 23 giugno alle 21.00
Dove: Piccolo Teatro Strehler

DOCUMENTARI

XY CHELSEA
In anteprima italiana, l’opera di Tim Travers Hawkins (inserita nell’ambito di Stonewall 50) narra la storia di Chelsea Manning, nata Bradley, l’ex talpa di Wikileaks che fece tremare il Pentagono. Scopriremo le motivazioni che l’hanno spinta a trasmettere documenti e materiali riservati all’organizzazione di Julian Assange, contribuendo ad alzare il velo su una delle pagine più nere della politica estera statunitense.
Quando: Sabato 22 giugno alle 19.00
Dove: Teatro Studio Melato

SHELTER: ADDIO ALL’EDEN
Presentato in sala dal regista Enrico Masi, questo intenso documentario racconta l’odissea verso l’Europa di una rifugiata transessuale, Pepsi, nata nel sud delle Filippine in un’isola di fede musulmana. Il suo viaggio, che tocca Libia, Italia e Francia, testimonia attraverso la voce della protagonista la realtà di una parte di mondo che alcuni vorrebbero non vedere.
Quando: Domenica 23 giugno alle 18.15
Dove: Teatro Studio Melato

FABULOUS
Anteprima italiana ed europea di Fabulous sulla star del voguing internazionale Lasseindra Ninja, ballerina professionista transgender. Che decide di tornare nel Paese d’origine, la Guyana Francese, per portare anche lì la sua arte. Emergono così, a passo di danza, le storie di ragazzi e ragazze interrotti, incastrati in rigidi modelli sociali e culturali.
Quando: Sabato 22 giugno alle 18.00
Dove: Teatro Studio Melato

NITRATE KISSES
Omaggio alla pioniera del cinema queer Barbara Hammer con la proiezione del suo Nitrate Kisses, classico degli anni ’90. Il documentario, proiettato fuori concorso, disseppellisce una storia invisibile e invita chiunque a salvare frammenti di sé al fine di preservarli come elementi futuri di una stessa Storia più universale.
Quando: Venerdì 21 giugno alle 15.00
Dove: Teatro Studio Melato

CORTOMETRAGGI
Tra i corti c’è Pepitas, con protagonista Lino Guanciale nei panni di un giovane precario che di giorno vive con la madre e la nonna mentre di notte si trasforma in una trasgressiva drag queen. Tante le risate: la nonna, a cui il ragazzo è molto legato, come prenderà questa doppia identità del nipote? Realizzato dagli studenti di Mini FilmLab, workshop dedicato ai giovani cineasti.

«Il cinema come strumento di lotta»
Debora Guma: «Il Comune ci aiuta in ogni modo»
«Senza i privati questo festival non si fa». Così Debora Guma, una dei direttori del festival, racconta il Mix 2019, elogiando ancora una volta l’impegno del Comune di Milano e bacchettando di nuovo la Regione Lombardia.

Come sta il Festival Mix?
«Gode di ottima salute, anche se ogni anno fatichiamo molto a finanziarlo».

Il tema dei finanziamenti è sempre spinoso.
«Certo, anche perché il 30% dei finanziamenti arriva dai privati. Questo significa che senza di loro il festival non si fa. Ma ce l’abbiamo fatta, a dimostrazione della nostra capacità di reperire fondi e della validità del progetto».

Collaborazioni importanti?
«Con l’ambasciata del Canada e il Consolato degli Stati Uniti. Il nostro rapporto con il Canada è una tradizione consolidata, mentre il lavoro di cui siamo molto soddisfatti con gli Stati Uniti nasce dopo due anni di approcci».

Quest’anno celebriamo i 50 anni di Stonewall.
«Abbiamo impostato tutto il festival su questo tema. Ma la coincidenza non riguarda solo la data storica da cui i movimenti LGBT di tutto il mondo si sono formati e hanno lottato, ma anche la riflessione su un Paese che sta tornando indietro. Con pericoli all’orizzonte per i diritti così faticosamente raggiunti. E non vorremmo si radicasse un eccessivo spirito di pacificazione nella comunità LGBT».

C’è ancora bisogno di lottare?
«Certo, perché come dicevo l’atmosfera sta cambiando e non in maniera positiva. L’omofobia non è mai morta, si è solo nascosta subdolamente. Per prima cosa abbiamo cambiato il claim: da More Love, nato come messaggio inclusivo in relazione anche alle minoranze, a Love Riot. Il messaggio è chiaro: non si fanno passi indietro e vogliamo che la comunità cresca».

Una rivolta, una rivoluzione gentile?
«Sempre, nello spirito del Mix. Sarà una rivoluzione allegra e di costume: ospiti che scendono in strada di fronte a un’istituzione prestigiosa e nel pieno centro di Milano come lo Strehler. Ballando, ascoltando musica e ammirando film provenienti da tutto il mondo».

Il rapporto con l’assessore alla Cultura, Del Corno, è proficuo?
«Più che proficuo. Aiuta il nostro festival in tutti i modi possibili. È un ottimo assessore».

Si può dire la stessa cosa di Regione Lombardia?
«Anche il rapporto con loro è ormai fidelizzato. Da due anni rifiutano infatti il patrocinio all’evento, per la tripletta stiamo ancora aspettando. Chiedo quotidianamente alla project manager se ci sono novità in merito».

Novità sulla musica? È uno degli aspetti più apprezzati del festival.
«Vero, con collaborazioni che si cementano di anno in anno. Ci sarà tanta musica dal vivo sul sagrato: anche se, come puoi immaginare, l’organizzazione è complessa vogliamo replicare l’esperimento dello scorso anno».

Ogni anno poi consegnate dei premi a celebrità che si sono distinte in favore della comunità.
«Sì, la Queen of Music e la Queen of Comedy: nel 2019 saranno Nina Zilli e Giuliana De Sio. Sempre in tema di riconoscimenti a figure dello spettacolo, cultura e della società civile che si sono particolarmente distinte nella loro attività professionale e personale nell’affrontare le tematiche LGBT, nella serata inaugurale del 20 giugno sarà consegnato il riconoscimento More Love alla giornalista Natalia Aspesi per la sua rubrica Questioni di cuore, punto di riferimento per molte persone omosessuali che in anni ancora lontani dalle piccole conquiste di oggi hanno trovato in lei un ascolto privo di pregiudizi».

E poi c’è lui, il Cinema.
«Mai come quest’anno la squadra di programmazione ha ottenuto grandi risultati. Abbiamo inserito da un paio di anni giovani che hanno portato nuova linfa e lavorato da settembre 2018 per la programmazione di quest’anno. Da uno strapotere di Canada e Stati Uniti passiamo nel 2019 a film provenienti da tutto il mondo: Argentina, Brasile, Danimarca, Islanda, Italia, Africa e tanto altro. Abbiamo visto centinaia di film e dato vita a discussioni eterne. Fino alla scorsa settimana eravamo ancora indecisi su alcuni titoli».


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