for disruptors only
for disruptors only

Un rapporto causa effetto che è fiore all’occhiello di questa città e che sarà il focus di For Disruptors Only: una contaminazione di idee, per nulla seriosa. Grazie anche a Germano Lanzoni.

Alagia: «Basta avere un’intuizione»

«Per innovare non devi essere per forza Leonardo Da Vinci o Steve Jobs. Basta avere un’idea, e riuscire a condividerla». Egidio Alagia, imprenditore e fondatore di Fdo, sintetizza così For Disruptors Only, che torna a Milano domani, nella cornice di Talent Garden Calabiana. Un ciclo di eventi in cui imprenditori e manager si raccontano a chiunque abbia voglia di ascoltarli. Sul palco saliranno tre relatori, il fil rouge sarà “il cambiamento” e gli interventi saranno moderati dal performer Germano Lanzoni. Il tutto in un’ottica scanzonata, di ironia e comicità. A raccontarlo a Mi-Tomorrow è proprio Alagia, ideatore del progetto.

In che cosa consiste For Disruptors Only?
«L’idea è nata un anno fa, da una chiacchierata tra me e Riccardo Bovetti di EY. Il focus è il cambiamento nel mondo dell’imprenditoria. Ci rivolgiamo a quella platea che non lo vede come minaccia, ma come valore aggiunto. Verrà trattato però in una chiave di comicità, che è uno strumento pazzesco e serve a eliminare la distanza tra palco e pubblico. Per questo sarà fondamentale la presenza di Germano Lanzoni».

Qual è la filosofia di base?
«Condividere e fare rete. Oggi le idee ti vengono ascoltando le storie altrui. Tutte le grandi storie partono al plurale. Non vogliamo semplicemente studiare l’innovazione o il cambiamento, ma vogliamo che ci si contamini con essi. Cercheremo di capire se i giovani possono essere vettore di cambiamento. Tutto ciò mettendo al centro il contatto umano, tra una battuta, una risata e un selfie».

L’obiettivo?
«Creare, grazie anche al supporto degli sponsor, una community che si auto-alimenta, che ama contaminarsi e ritrovarsi. Per questo abbiamo scelto la periodicità di un evento al mese. Nel mondo in cui viviamo, chiudersi in un ufficio non permette di migliorarsi. L’idea è prendere l’innovazione e renderla “for dummies”».

Milano è terreno fertile per progetti di questo tipo?
«Certo, perché Milano è già capitale dell’innovazione, le ispirazioni sono ovunque. Noi cerchiamo di aggiungere una visione ulteriore, parlando al plurale».

E come si ottiene il cambiamento?
«Non serve essere imprenditori per appassionarsi al cambiamento, tutti i lavoratori possono farlo. Oggi si può essere creatori di un nuovo business, ascoltando anche solo le idee del collega di scrivania. Noi vogliamo essere un contenitore di skills che generi una miccia: quella miccia che serve per partire».

Lanzoni: «La moneta più preziosa è il tempo»

For Disruptors Only avrà un moderatore d’eccezione, Germano Lanzoni. Comico, attore, speaker, il protagonista de Il Milanese imbruttito e del Terzo segreto di satira modulerà tutto con l’ironia che lo contraddistingue, portando sul palco alcune delle testimonianze milanesi più “imbruttite”.

Come attore, qual è il suo ruolo in questa manifestazione?
«Dare una leva ironica, stimolando il pensiero laterale e l’osservazione della realtà. L’obiettivo di For Disruptors Only è incentivare le persone al cambiamento, attraverso lo scambio e la condivisione. Tutte le competenze possono essere acquisite in network. L’attore è colui che agisce, non colui che interpreta. E il compito del comico, dell’attore, così come lo era quello del giullare, è andare nelle corti e svelare le criticità».

E quali sono le criticità nell’ambito imprenditoriale?
«L’accettazione del cambiamento. La diversità è la forza per crescere e il cambiamento si accetta riconoscendo i proprio limiti, lavorandoci sopra. Senza dimenticare le relazioni umane. La moneta più importante non è il bitcoin né l’euro, ma il tempo».

C’è una formula giusta?
«Dietro qualunque brand c’è un culo incredibile. L’imprenditore però fa il grano perché si innova e si mette in gioco. Non c’è una formula fissa, ma una costante sperimentazione all’interno della formula. Il mio personaggio direbbe che c’è il superamento della doppia f: “figa e fatturato” diventa “fatturato e fiducia in se stessi”, perché la figa è un miraggio».

Quali sono le regole del successo?
«Quelle che io ho imparato nel cortile del mio palazzo. Il mio social era proprio il cortile e la mia influencer la sciura Pina del terzo piano. Mio padre mi diceva “Quando arrivi a casa ti do il resto”. Sono cresciuto quindi con l’idea che a casa non trovi qualcuno che ti protegge ma devi sapertela cavare. Nel cortile vigevano tre regole. Mai ostentare la tua bravura. Non rimanere l’ultimo o ti prenderanno per il culo per sempre. Diventa bravo in una cosa e tutto il cortile ti rispetterà».

E tutto ciò è applicabile al mondo lavorativo?
«Certo. Nello specifico mi sento di dire: acquisite competenze in tutti i percorsi. Non pensate ai premi persi ma “a costruire stazioni”. Non attaccatevi a ciò che non vi è entrato in quel momento. La mia storia è portatrice sana di questa filosofia: io mi sono costruito il mio percorso in modo molto alternativo, dopo vari rifiuti. Il successo è riuscire a far accadere le cose».

Da cosa bisogna partire?
«Le aziende la chiamano “vision”, io la chiamo “il tuo sogno”. Ma il sogno dev’essere qualcosa di non realizzabile facilmente. Non può essere semplicemente fare il grano. Il mio sogno ad esempio era, ed è, cambiare il mondo attraverso le mie competenze».

Quale pensa che sia il rapporto di Milano con il cambiamento?
«La realtà milanese è “disruptors” per eccellenza. Milano è la città che più cambia nella storia italiana. Siamo stati occupati da francesi, spagnoli, austriaci e abbiamo fatto in modo che ogni cultura ci lasciasse qualcosa. Su questo costruiamo la nostra diversità. Molte teste, molte culture sono venute a qui. Rispetto ad altre città italiane, è molto nuova. Milano non ti chiede da dove vieni ma dove la porti. Prima di essere una città, è una maniera di vivere. Il saper fare quaranta cose in una volta, come i veri imbruttiti: oggi si dice “business” ma la nostra è un’indole naturale».

Cosa ama di più di Milano?
«Abbiamo un’abitudine al bello, in ogni scorcio hai arte e cultura. E servizi che non ha nessun altro in Italia, in fatto di mezzi pubblici e sanità. Certo, Milano non è solo Gae Aulenti, ma anche periferia. Ma sono un valore aggiunto anche i giargiana, che rendono Milano più competitiva».

Come emergere a Milano?
Ci avete risposto così

Vox populi realizzata dagli studenti della Mi-Tomorrow Spring School

Niente influencer 
Maira Cutting
28 anni, insegnante
Vivo a Londra, ma sono spesso a Milano per lavoro. Gli italiani che sento qui e all’estero si lamentano dei contratti troppo precari. A mio parere, la soluzione per fare successo in questa città è puntare sulle professioni di respiro internazionale, ad esempio nel marketing e nella finanza. In fondo qui a Milano è presente piazza Affari, una delle principali borse europee. Lasciate perdere chi crede di fare successo diventando uno youtuber o un influencer

Idee chiare
Enrico Rossi
22 anni, studente
Penso che in qualsiasi ambito si scelga di cimentarsi serva, prima di tutto, lo spirito di iniziativa. A Milano le opportunità ci sono, lo si può vedere dalle diverse imprese e realtà che nascono di continuo. In un contesto così ricco di concorrenza, ritengo sia fondamentale avere le idee chiare e una forte determinazione. È importante avere dei sogni, ma senza intraprendenza, lavoro e dedizione difficilmente si può realizzare qualcosa

Studiate le lingue
Elisabeth Verde
23 anni, laureata
Ho da poco concluso un corso di studi in mediazione culturale ed essere giovane e preparata penso che possano essere due punti di forza. Milano è una città competitiva e per fare successo è necessario avere delle buone idee ed essere intraprendenti: avere la capacità di inventarsi sempre qualcosa di nuovo. E poi ritengo che conoscere le lingue ed essere aperti verso le altre culture aiuti molto

Fortuna e creatività
Sara D.
23 anni, commessa
Qui mi trovo bene anche se il costo della vita è caro. Sono venuta da Roma per studiare moda e ora lavoro alla Rinascente. Innanzitutto per avere successo a Milano ci vuole fortuna: devi trovarti al posto giusto nel momento giusto. E poi, visto che è una città molto competitiva con persone che provengono da tutto il mondo, per emergere devi essere più creativo degli altri e conoscere bene le lingue: inglese e cinese

Quando
Domani, dalle 17.30

Dove
Talent Garden Calabiana
Via Arcivescovo Calabiana 6, Milano

Per iscrizioni
FDO9.eventbrite.it

Relatori
– Luca Asti, presidente dei Giovani di ANCE Milano Lodi Monza e Brianza (associazione nazionale costruttori edili) e rappresenta anche Tagliabue S.p.A. azienda che opera nel campo delle reti per la distribuzione del gas, acqua, energia, telecomunicazioni
– Giulia De Martini, condurrà un intervento su TheFabLab. Al centro Ricerca, sviluppo, design e Industry 4.0 per una manifattura tutta nuova, digitale
– Alessandro Biamonti, docente al Politecnico di Milano e autore di Archiflop, storie di progetti finiti male. Una guida semiseria alla scoperta di città fantasma ed ecomostri

La giornata
L’appuntamento si inserisce in una programmazione ancora più ampia. Dal 2018 si sono susseguti vari incontri tra Milano, Roma, Firenze e Gallarate, Legnano, interventi in Università ed eventi privati aziendali. E in programma ci sono già tanti altri eventi, oltre a quello di domani.

Prossime date
11 giugno, allo Spirit de Milan si parlerà di Design e supercazzole
9 luglio, ancora al Talent Garden Calabiana


www.mitomorrow.it

www.facebook.com/MiTomorrowOff/