francesca barbieri
francesca barbieri

Francesca Barbieri arriva al nostro appuntamento raggiante e carica di cioccolato di Modica. «Ho incontrato una ragazza siciliana che mi segue da anni, era di passaggio a Milano e mi ha ricoperta di dolcezza… In tutti i sensi!». Sorride, snella, con il trucco impeccabile mentre passeggiamo fra sculture e prati a Citylife. Si fa notare e in molti si girano a guardarla.

Non immaginano che Francesca è reduce da sei mesi di chemioterapia e sta finendo il ciclo di radio. Non sanno che è magra come un giunco, perché le cure le hanno ammazzato l’appetito. Non possono sapere che i capelli castani ad onde, in realtà sono una parrucca e il trucco serve a nascondere la scia chimica dei trattamenti aggressivi.

Trentasei anni, originaria della provincia di Modena, Francesca Barbieri ha aperto il blog di viaggi fraintesa.it esattamente dieci anni fa. Un hobby che si è trasformato in un lavoro e che ha fatto di lei una vera e propria travel blogger, con tanto di seguitissimo profilo Instagram. Dall’8 ottobre 2018, però, la sua vita è totalmente cambiata.

«Dopo un’operazione che doveva essere di routine, la biopsia ha decretato che il nodulo al seno, in realtà, era un tumore maligno molto aggressivo – racconta a Mi-Tomorrow –. Sono stata operata d’urgenza dopo tre giorni e, nell’attesa di sapere se avrei dovuto affrontare la chemioterapia, sono volata a Barbados».

Cosa?
«Proprio così. Dovevo seguire il Festival del Rum e, anche se ero reduce da due operazioni, l’intenzione era di scolarmi tutte le bottiglie dell’isola».

Cos’è successo al tuo ritorno?
«Ho saputo che avrei iniziato un lungo periodo di cure molto pesanti: sei mesi di chemio e uno di radioterapia. Anche se il mio tumore era stato rimosso, c’era un altissimo rischio di recidiva. È stato molto duro da accettare, perché io stavo bene ma le cure mi debilitavano moltissimo: in pratica, stavo male perché mi stavo curando».

Durante quel periodo hai dovuto rinunciare a parecchi viaggi?
«Ho fatto tratte di breve durata fra una chemio e l’altra: Sicilia, Venezia, Monaco di Baviera e ho fatto anche una pazzia. Sono partita per Abu Dhabi venti ore dopo un trattamento e sono tornata appena in tempo per quello successivo. Comunque, ho anche rinunciato a vedere la Thailandia per via di un ricovero».

La tua community come ha reagito?
«Non ho raccontato nulla fino a circa un mese fa. Per sette mesi ho vissuto due vite».

Come hai fatto?
«Partivo per i miei viaggi fra un ciclo e l’altro. La mia valigia era carica di farmaci e make-up. Dovevo nascondere sotto al trucco la pelle ingiallita, le macchie, i rossori, le ciglia che erano cadute».

Possibile che nessuno abbia avuto un sospetto?
«Ho usato molti accorgimenti. Ad esempio, infilavo i maglioni sotto agli abiti per non dare a vedere che avevo perso dieci chili. Facevo di tutto per non ammalarmi, perché anche con poche linee di febbre ti vietano la chemio, allungando ulteriormente il ciclo».

Perché non hai voluto rivelare nulla?
«Avevo paura che molti clienti non mi permettessero di partire. Del resto, stavo affrontando una terapia pesante e invalidante».

E i tuoi follower?
«Ho un rapporto molto stretto con la mia community e sono molto sincera. Però, ho immaginato che si sarebbero preoccupati molto e avrei dovuto rispondere a migliaia di messaggi per dare mie notizie e tranquillizzarli. In quel periodo, però, non ne avevo la forza: ci sono stati giorni in cui avevo bisogno di aiuto per alzarmi dal letto, oppure per tagliarmi il cibo nel piatto».

Come reagivano i tuoi familiari quando annunciavi: «Domani parto».
«L’hanno accettato. Quello era il mio modo di superare i brutti momenti e sentirmi ancora viva».

Cosa ti ha spinto a rivelare il tuo calvario?
«Ho faticato parecchio a tenere segreto ai miei follower una parte così importante di me, anche se in fondo sapevo che era solo questione di tempo. Quando mi hanno diagnosticato il cancro mi sono chiesta perché fosse capitato proprio a me e mi sono sentita malata in un mondo di persone sane. In realtà, una donna su otto si trova a dover affrontare un cancro al seno. Capita più frequentemente di quanto possiamo immaginare e non smetterò mai di ripetere quanto è importante controllarsi e prevenire».

Volevi lanciare un messaggio…
«Più di uno. Volevo anche dimostrare che ciò che vediamo sui social è solo una piccola parte della realtà e, a volte, nemmeno quella è autentica».

Nessuno si è sentito tradito?
«No, ho i follower migliori del mondo! Molti si sono scusati, perché non si erano accorti di nulla. Una ragazza mi ha confessato di avermi tolto il follow, perché coglieva nel mio sguardo un’ombra che la immalinconiva. Dopo il coming out, per due settimane non ho fatto altro che rispondere a migliaia di commenti».

L’interazione è cambiata?
«Certo, si preoccupano molto e si accertano spesso se sto bene. Altri mi ricordano i farmaci che devo prendere, altri ancora stanno affrontando la loro guerra contro il cancro».

Con loro hai instaurato un rapporto speciale…
«Ci sentiamo spesso anche al telefono: mentre stai lottando è importante sapere che c’è qualcuno che fa il tifo per te. Anch’io avrei tanto voluto che qualcuno mi dicesse: “Non preoccuparti, ce la farai. Non sei sola”».

Hai mai pensato di abbandonare Milano e tornare a casa?
«La prima reazione è stata di rifiuto. Mi sono detta: ”Fuggo in Australia, non seguo i cicli di cure e arrivederci a mai più”. In un secondo momento ho pensato di chiudere il blog, i social e di rifugiarmi a Modena. Un piano che però è durato molto poco: non avrei mai potuto rinunciare ai miei viaggi e alle persone che mi seguono».

Milano è stata una buona “sostituta” della tua città di origine?
«Mi ha dato tante distrazioni e supporto: dallo psicologo che mi segue in ospedale, fino ai laboratori della LILT di yoga, trucco e massaggi per malati oncologici che mi hanno restituito la sensazione di una vita “normale”».

Qual è il tuo prossimo obiettivo?
«Sto organizzando un viaggio intorno al mondo. Vorrei dimostrare che se anche ho avuto un tumore al seno posso fare la valigia e attraversare quattro continenti per tre mesi consecutivi».

Sarai tentata di non tornare?
«Devo tornare per forza! Al ritorno mi attendono i check-up per controllare che non si verifichi una recidiva».

#GoFraintesa intorno al mondo
Tre mesi per il giro del globo, fra aerei e prevenzione

Francesca partirà da Milano l’8 ottobre (l’anniversario della diagnosi della malattia, ndr) per un viaggio intorno al mondo che durerà tre mesi. Ha lanciato un crowdfunding sul sito gofundme.com/f/fraintesa con l’obiettivo di raccogliere 30.000 euro: la metà verrà donata all’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca contro il cancro, mentre il resto servirà per finanziare il sogno di Francesca.

È nato così il progetto #GoFraintesa che coinvolge partner come Airc, Campagna Nastro Rosa per la ricerca sul tumore al seno, LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Francesca si sta attivando anche per chiedere supporto a compagnie aeree, enti del turismo e catena alberghiere e i riscontri sono positivi. La catena di hotel Best Western ha dato la propria disponibilità e Cathay Pacific, la compagnia di bandiera di Hong Kong, coprirà il primo volo, da Milano a Hong Kong e un secondo volo da Hong Kong a Sydney. Durante le sue tappe, Francesca sarà impegnata in una campagna di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione e incontrerà persone che come lei stanno combattendo la propria battaglia contro la malattia.

Lotta contro il tumore al seno:
i dati e i consigli della LILT

Il tumore della mammella continua ad essere il big killer numero uno per la donna. Si stima che in Italia siano circa 50.000 i nuovi casi di cancro della mammella (dati Aiom/Airtum, I numeri del cancro in Italia 2016). Nonostante ciò si registra una sia pur lenta ma continua diminuzione della mortalità.

Benché la causa originaria della malattia non sia ancora conosciuta con certezza, sono stati identificati alcuni fattori di rischio quali età, ormoni, familiarità, predisposizione genetica, non aver avuto una gravidanza, obesità, dieta eccessivamente calorica e con un elevato apporto di grassi di origine animale, terapia con radiazioni ionizzanti.

Il segno iniziale più frequente (80%) è il nodulo mammario: si presenta duro rispetto alla normale consistenza della mammella e quasi sempre non dolente. Altri segni (presenti in fase avanzata di malattia): cute con caratteristiche che ricordano la buccia d’arancia, retrazione del capezzolo, indurimento della mammella e noduli ascellari.

Purtroppo, non esiste ancora la prevenzione per il tumore del seno. Alcuni risultati incoraggianti sono stati raggiunti attraverso la chemioprevenzione, l’utilizzo di sostanze naturali o farmacologiche con lo scopo di impedire o rallentare la comparsa del tumore. Esistono tuttavia alcuni comportamenti che possono aiutare l’organismo a proteggersi come una regolare attività fisica e un’alimentazione ricca di frutta e verdura fresca.


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