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06. 05. 2021 12:16

Giallo miraggio: niente aperture per aprile, ma verifiche tra 15 giorni

Le piazze si agitano e gli amministratori locali e regionali chiedono la riapertura dopo Pasqua: cosa farà il governo?

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Niente zone gialle fino al 30 aprile. L’orientamento chiaro del Governo sarà messo nero su bianco nel prossimo Dpcm che entrerà in vigore dopo il 6 aprile. Di fatto, l’Esecutivo sposa la linea rigorista consentendo solo zone rosse e arancioni, pur con la riapertura delle scuole fino alla prima media anche nei territori considerati a maggior rischio. Sarà questa, dunque, l’unica novità del periodo post Pasqua.

Scenari. Qualora nel mese di aprile la Lombardia dovesse tornare arancione, riapriranno anche parrucchieri e barbieri, oltre che torneranno sui banchi tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori.

Nel frattempo, non sarà consentito spostarsi fuori regione salvo che per le note motivazioni di lavoro, salute e comprovata necessità. Resteranno ancora chiusi bar e ristoranti, che potranno continuare soltanto con attività di asporto e consegna a domicilio.

E così slitterà anche la riapertura di cinema e teatri (che dal 27 marzo avrebbero dovuto riaprire con capienza al 25% e posti preassegnati anche nelle zone gialle).

Verifica. Ad ogni modo il premier Mario Draghi avrebbe proposto un punto di verifica del quadro epidemiologico verso la metà di aprile per verificare se esisteranno i presupposti per allentamenti anche prima del 30. La sensazione è che si andrà verso una fase di riaperture, progressive, solo da maggio in linea con quanto accaduto un anno fa.

Danni. La Pasqua in zona rossa genererà una perdita di fatturato di 228 milioni di euro, pari al 53,4% in meno rispetto al periodo di Pasqua 2019 senza Covid. La stima è dell’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, tra negozi al dettaglio, ristorazione, servizi per la persona e ricreativi, trasporti, ricettività.

«Un’altra Pasqua in lockdown è un duro colpo per le attività economiche del nostro territorio – commenta Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano – e purtroppo, oltretutto con la conferma della zona rossa, si aggrava anche dal punto di vista della tenuta della fiducia la condizione di tantissime imprese senza prospettive di programmazione certa nel medio termine e con indennizzi, attraverso il Decreto Sostegni, chiaramente insufficienti».

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