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26. 09. 2021 08:53

Il Comune non la realizza, nasce la ciclabile clandestina sul Ponte della Ghisolfa

Gesto provocatorio nella notte per sollecitare un progetto approvato nel bilancio partecipativo del 2018

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Un gesto provocatorio dettato dall’insofferenza per un progetto atteso da tempo. Si spiega così la ciclabile clandestina realizzata nella notte da un gruppo di anonimi cittadini sul Ponte della Ghisolfa. Il foglio lasciato sul cavalcavia spiega ancora meglio le ragioni: “Non potevamo aspettare un altro incidente senza far nulla. Ma non è così che le cose dovrebbero andare: ora chiediamo al Comune di Milano di mantenere l’impegno del bilancio partecipativo. È già troppo tardi, ma meglio tardi che mai.”

viale monza nuova pista ciclabile - biciclette

Raccolte 1000 firme per chiedere il progetto

È bastata un po’ di vernice, rulli e pennelli per garantire un minimo di sicurezza ai migliaia di ciclisti che ogni giorni percorrono il tratto Maciachini/Dergano/Bovisa verso Lotto, e viceversa. Per capire meglio il gesto bisogna ritornare al percorso di partecipazione avviato dal Comune di Milano e mai portato a termine: nel 2018 due cittadine milanesi raccolsero 1.000 firme riuscendo in questo modo a inserire la messa in sicurezza del passaggio sul Ponte della Ghisolfa nel bilancio partecipativo. Di conseguenza a inizio 2019 il progetto fu inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2019-21 del Comune di Milano.

A luglio grave incidente di una ragazza in bicicletta

L’iter del progetto è andato avanti, nel novembre del 2019 la Giunta Comunale ha approvato il finanziamento e un anno dopo ha stabilito l’inizio dei lavori per la primavera del 2021. Il problema è che i lavori non sono mai partiti: un fatto che già bastava a suscitare un malumore che è cresciuto con l’incidente  capitato a una ragazza di 25 anni in bicicletta che, proprio in quel tratto, lo scorso 18 luglio è stata investita e scaraventata a terra per poi essere portata in codice rosso all’ospedale Niguarda dove si trova tutt’ora in stato di coma.

Non solo al Ponte della Ghisolfa le ciclabili sono all’origine di proteste popolari. E’ in corso anche, in questo caso in via istituzionale, la campagna “Sai che Puoi” che sta raccogliendo firme per velocizzare i progetti bloccati dalla burocrazia di Palazzo Marino. Questioni molto spinose per l’assessore alla Mobilità Granelli e per l’intera amministrazione che sulla mobilità del futuro si gioca una parte della riconferma.

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