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16. 04. 2021 13:16

Milano ha fame di infrastrutture

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Il tema delle infrastrutture è entrato di prepotenza nell’agenda di Palazzo Marino. Complice l’orientamento del governo “ostile”, o comunque poco entusiasta, la battaglia per le grandi opere è diventata una priorità per Sala, sino al punto di assumere posizione nette a favore delle Tav o del terzo valico della Milano-Genova.

Al momento le opere più importanti in città riguardano la rete della metropolitana come la M4 che si trova in fase di realizzazione e vede 52 cantieri disseminati in città. C’è poi il prolungamento della M5 fino a Monza, con congiungimento della M1 a Sesto, ma al momento si tratta di un’opera tutta sulla carta nonostante il Governo abbia stanziato 900 milioni nell’ultimo bilancio. Ne esistono, inoltre, molte altre dislocate nel nord Italia che avranno grandi ricadute sulla città. Ecco le più importanti.

La nuova linea M4 della metropolitana è in costruzione e prevede il collegamento della città da est, con capolinea Linate Aeroporto, a sud-ovest, attestandosi al capolinea di San Cristoforo. L’apertura è prevista, a tratte, tra gennaio 2021 e luglio 2023.

Per quanto riguarda i prolungamenti delle metropolitane esistenti, il progetto prevede per la lilla altri tredici chilometri di tracciato interrato con undici stazioni che si aggiungono alle diciannove già esistenti per un totale di trenta stazioni e la connessione con la M1 a Monza Bettola. L’inizio dei lavori è per il 2021, l’obiettivo è chiudere i cantieri nel 2026, l’anno delle Olimpiadi invernali (sperando che vengano assegnate a Milano-Cortina).

Il vecchio tram che da Milano raggiungeva Limbiate, tra poco non sarà più lo stesso. E’ pronto il piano per riqualificare la linea della metrotranvia Milano-Limbiate: i lavori dovrebbero partire nel 2020 sulla prima tratta, quella che dal capolinea della M3 Comasina porta fino a Varedo, per circa 7,7 chilometri di rotaie. L’investimento complessivo si aggira attorno ai 98 milioni di euro, finanziati dallo Stato e dalla Regione.

Il tracciato della linea ferroviaria ad Alta Capacità Milano-Verona prevede che la linea si sviluppi per 142 chilometri, attraverso il territorio di trentuno Comuni in Lombardia e quattro in Veneto. I lavori sono iniziati nel 2012, l’ultimazione è prevista per il 2023. C’è poi il Terzo Valico, la linea dell’alta velocità che collegherà Genova a Milano e Torino.

Circa il 32% dei lavori sono completati, con l’80% delle opere appaltate, la previsione di fine lavori è del 2022. Per quanto riguarda il raddoppio della tratta Pavia-Rogoredo, vedrà la gara nel 2019 e il completamento in quattro anni. L’obiettivo è realizzare tempi di percorrenza tra Genova e Milano di un’ora.

Sul fronte delle strade, c’è in ballo la questione relativa alla Pedemontana, dove si vuole realizzare una via esterna alla provincia di Milano per collegare la provincia di Varese con quella di Bergamo, oltre che l’aeroporto di Milano-Malpensa con l’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio. La fine lavori è prevista per il 2023.

La ferrovia Torino–Lione o Nuova Linea Torino–Lione, meglio conosciuta come TAV, da “Treno ad alta velocità”, è l’infrastruttura in progettazione, consistente in una linea ferroviaria internazionale di 235 chilometri, rivolta al trasporto merci e passeggeri fra Torino e Lione che affiancherebbe la linea storica esistente fra le due città.

Il progetto, nato negli anni Novanta, dal 2005 è sviluppato come parte del programma di reti transeuropee TEN-T. Sull’opera, iniziata nel 2011, è in corso un dibattito interno al governo sull’opportunità di proseguire la costruzione oppure di porvi fine. Ad ogni modo, le ricadute dell’opera anche per il sistema produttivo lombardo non sono proprio indifferenti.

LE DATE CRUCIALI

2019,
Gara d’appalto per il Terzo Valico Milano-Genova

2020,
Avvio dei cantieri della nuova metrotranvia Milano-Limbiate

2021,
Apertura del primo tratto della linea metropolitana M4

2023,
Completamento dell’Alta Velocità Milano-Verona
Fine dei lavori sulla via esterna della Pedemontana

2026,
Completamento dei prolungamenti della metropolitana fino a Monza Bettola

Antonella Tritto
Commerciante, 57 anni
Le infrastrutture in città non sono male, magari andrebbero un po’ migliorate. Io non ho problemi sul lavoro per quanto riguarda le consegne, i tempi sono rispettati, non ricevo lamentele sul traffico: i problemi sono altri, ad esempio la nuova Area B che ci costringe a muoverci un’ora prima visto che abitiamo fuori Milano, poi c’è il costo dei parcheggi troppo alto, è giusto pagare ma i prezzi dovrebbero essere più adeguati.

Raffaele Anania
Commerciante, 70 anni
La rete dei trasporti cittadina è di buon livello, lo dico nonostante non nutra eccessive simpatie verso chi ci amministra: Milano è una città efficiente, tedesca, non ho problemi con i corrieri che fanno le consegne. Credo che le infrastrutture siano importanti, farci investimenti è la cura prima di morire: siamo moribondi, possiamo salvarci puntando su questo.

Giuseppe Marchese
Inoccupato, 54 anni
Milano le infrastrutture sono di buon livello, in continuo miglioramento, una cosa non facile visto che stiamo parlando di una grande città. Le cose potrebbero migliorare ancora con più piste ciclabili e incentivando le auto elettriche. Le altre città? Ne ho viste alcune all’estero, non ho notato grandi differenze con Milano.

«Forte gap tra Milano e l’hinterland»
Balotta (Osservatorio Infrastrutture): «Intervenire sulla Milano-Meda»

La rete infrastrutturale è un elemento decisivo per lo sviluppo della città e il miglioramento della qualità della vita. Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio Nazionale dei Trasporti e delle Infrastrutture, esamina per Mi-Tomorrow i punti di forza e di debolezza del sistema Milano.

Partiamo da M4, con i suoi cantieri è l’opera in questo momento di maggiore impatto che sarà terminata nel 2023.
«Speriamo».

Perché questa perplessità?
«Per due motivi. In primo luogo, queste opere sono molto complesse dal punto di vista tecnico e ingegneristico, in secondo dal punto di vista finanziario poiché un’impresa del consorzio è in crisi».

Il problema sembra superato.
«Al momento. Vede questi sono problemi che hanno tutte le imprese di costruzioni, anche quelle grandi: è l’intero settore che si trova in crisi».

Il prolungamento della M5 e M1 è ancora sulla carta: come vede il suo sviluppo?
«Le prospettive economiche di quest’anno sono negative, nella manovra sono stati tolti 2 miliardi e 100 milioni alle ferrovie: probabilmente ci sarà una manovra bis del Governo per cui non so se si riuscirà a finanziare la M5. Milano risente moltissimo del quadro politico e, in particolare, della disponibilità della spesa pubblica».

Sarebbe comunque importante per smaltire la viabilità con la Brianza.
«Molti esperti non la ritengono prioritaria, c’è già una linea ferroviaria con binari binari. Il vero problema è la mancanza di una rete capillare di trasporto pubblico in tutto l’hinterland che oggi rappresenta solo il 10% di tutto il trasporto mentre a Milano raggiunge il 40-50%: evidentemente la qualità del servizio è diversa».

Dove bisogna intervenire?
«Sicuramente sulle strade, la Milano-Meda ad esempio è da rimettere a posto. Esiste un gap forte tra Milano e il territorio circostante, uno scarto che riguarda sia le infrastrutture che la qualità dei servizi».

Com’è la situazione delle grandi arterie di collegamento con la città?
«Per la linea ad alta velocità della Milano-Torino c’è uno studio per realizzare una stazione a Novara che raccoglierebbe molti passeggeri delle città del territorio».

Così si rallenterebbero le corse.
«Si ma si riempirebbero le carrozze».

E la Milano-Verona?
«Il progetto prevede la quadruplicazione dei binari, aggiungendone due ai due esistenti. Io credo che sia importane realizzare una fermata per il Garda in modo da connettere il bacino turistico del lago».

È prevista nel progetto?
«No ma avrebbe un’utilità».

L’altra grande opera ferroviaria è il terzo valico della Milano-Genova: come la vede?
«Il guaio di quest’opera è che da Pavia a Milano si infila in un collo di bottiglia: una volta arrivati alla città pavese i quattro treni che assicurano il trasporto con Milano sono insufficienti, ci vorrebbe un rafforzamento così com’è necessario in altre linee come quella che da Gallarate porta a Busto Arsizio e Rho».

Per anni il dibattito è stato su Pedemontane, Brebemi e Tangenziale Est esterna: qual è la sua opinione?
«Sono opere di dubbia validità, la criticità su cui non si è intervenuti è sul nord Milano, il blocco vero è sulla linea Rho-Pero-Agrate. La congestione, inoltre, c’è anche sulla tangenziale est nonostante la costruzione di quelle esterna. Infine, il problema della Pedemontana, l’unica delle tre opere non completata, è rappresentato dall’incognita dei finanziamenti, bisogna trovare 4 miliardi».

Il sindaco Sala si batte molto per la Tav: è un’opera importante per Milano?
«Non so quanto la Lione-Torino possa influenzare lo sviluppo di Milano, francamente trovo questo impegno un po’ forzato perché le priorità per la città sono altre: basti solo pensare che manca un sistema integrato delle tariffe, possibile che chi arriva a Malpensa prende un biglietto del treno per arrivare a Milano e poi ne deve prendere un altro per muoversi in città con il bus? E’ una cosa che non esiste nelle grandi città europee».

Chiudiamo con gli aeroporti: sono all’altezza?
«Sì, l’unica incognita sarà vedere se Malpensa reggerà nei prossimi mesi quando ci sarà la chiusura di Linate».


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