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16. 10. 2021 13:55

Inps, si aprono domani le domande per le indennità per autonomi e servizi di baby-sitting

Parte domani la caccia al bonus

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Domani parte il “Click Day” dell’Inps. Nonostante le risorse siano limitate, l’Istituto raccomanda che non c’è bisogno di particolare fretta visto che l’indennizzo che il Governo ha previsto per i lavoratori autonomi, ma anche il congedo parentale per i genitori, saranno erogati fino ad esaurimento fondi. Tuttavia, solo che chi farà prima la domanda riceverà prima il bonifico.

 

 

 

Partite Iva. L’indennità di 600 euro è prevista per i professionisti e i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla gestione separata dell’Inps (articolo 27, nel limite di spesa di 203,4 milioni di euro). A tale indennità possono accedere i liberi professionisti con partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo, ma anche i collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla predetta data del 23 febbraio. Per avere diritto al bonus non si possono avere altre forme di previdenza obbligatoria.

Baby-sitting. In alternativa al congedo parentale straordinario per i figli di età non superiore ai 12 anni, è prevista la possibilità di fruire di un bonus per i servizi di baby-sitting, nel limite massimo complessivo di 600 euro. Il bonus spetta per un importo fino a 1.000 euro complessivi anche ai lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, nonché al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il bonus viene erogato mediante il Libretto Famiglia.

Pin. I lavoratori autonomi che intendono chiedere il bonus messo in campo per l’emergenza coronavirus e le famiglie che vogliono fare richiesta del bonus baby sitter ma non hanno ancora il Pin Inps possono chiederlo con una procedura semplificata. L’accesso ai servizi online dell’Inps può avvenire attraverso il Pin dispositivo, lo Spid, la Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE), la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). La richiesta del Pin può essere effettuata attraverso: il sito internet inps.it, utilizzando il servizio “Richiesta Pin”; Contact Center, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa), oppure 06.16.41.64 (a pagamento da rete mobile). Una volta ricevute (via SMS o e-mail) le prime otto cifre del Pin, il cittadino le può immediatamente utilizzare per la compilazione e l’invio della domanda online. Per il bonus baby sitter la domanda si può fare con il Pin semplificato ma bisognerà aspettare la seconda parte del Pin (che arriva a casa). Inoltre l’Inps a breve rilascerà una procedura di emissione del Pin con il riconoscimento a distanza, gestita dal Contact Center, che consentirà ai cittadini di ottenere, in un unico processo da remoto, un nuovo Pin con funzioni dispositive senza attendere gli ulteriori 8 caratteri del Pin che ordinariamente venivano spediti tramite il servizio postale.

Bonus Inps
Bonus Inps

Come richiedere il pin Inps

Sul sito: inps.it

Da rete fissa: 803.164 

Da rete mobile: 06.16.41.64 

FAQ

A cura di TCA Partners Studio Colombo Triberti e Associati di Milano

La cassa integrazione è per tutti i lavoratori dipendenti?
Con uno stanziamento complessivo di 4 miliardi di euro, la Cassa integrazione in deroga viene estesa per l’intero territorio nazionale, per tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, anche le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “Covid-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della Cassa integrazione straordinaria.

A chi spetta l’indennizzo di 600 euro?
Il bonus è riservato ai lavoratori autonomi e alle partite IVA. L’indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli.

Che cosa succede a chi non è iscritto all’Inps, ma ad altre casse private?
Il bonus spetta anche agli iscritti alle Casse professionali, andrà chiesto alla propria cassa e sarà erogato a chi ha avuto redditi fino a 35.000 euro o, tra 35.000 e 50.000 euro, abbia subito cali di attività di almeno il 33% nei primi tre mesi 2020. Inoltre, ogni Cassa professionale ha previsto interventi differenziati a favore dei propri iscritti.

Il bonus di 600 euro spetta anche ai soci lavoratori di Snc e Srl?
Sì, il Ministero dell’Economia ha chiarito che questi lavoratori possono chiedere i 600 euro a patto che siano iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali).

Gli agenti di commercio hanno diritto ai 600 euro?
Da sabato scorso gli agenti di commercio sono stati inclusi, ma devono iscriversi all’Enasarco. L’indennità non è comunque cumulabile con altri benefici come il “reddito di ultima istanza”. Se l’attività è tra quelle chiuse ed è in affitto, ha diritto anche a chiedere il credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione di marzo.

E il titolare di un negozio?
Anche questa categoria può chiedere l’indennità, ma se è iscritto alla gestione commercianti dell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) e non ha altre forme obbligatorie di previdenza.

Posso essere licenziato?
Vengono sospese le procedure di licenziamento avviate dopo il 23 febbraio 2020 per i due mesi successivi alla data di entrata in vigore del decreto “Cura Italia”. In questo periodo, il datore di lavoro, indipendentemente dal contratto, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo, fra cui il licenziamento per motivi economici.

Sto continuando a lavorare: ho diritto ad un bonus?
Ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che nel mese di marzo svolgono la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working) viene riconosciuto un incentivo di 100 euro (in proporzione ai giorni lavorati).

Che cosa è previsto per i genitori lavoratori?
A seguito della sospensione del servizio scolastico, il Governo ha stanziato 1,3 miliardi per il congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo o, in alternativa, il voucher baby-sitting da 600 euro (aumentato a 1.000 euro per sanitari pubblici e polizia).

Una mamma può chiedere il congedo parentale anche se il papà lavora da casa?
Il congedo parentale straordinario per prendersi cura dei figli a casa a causa della chiusura delle scuole può essere chiesto anche se uno dei due genitori è in smart working e quindi al lavoro da casa. Non si può chiedere il congedo invece se l’altro genitore è disoccupato o titolare di un sostegno al reddito (come ad esempio la Naspi o il reddito di cittadinanza). Può essere chiesto per figli fino a 12 anni.

Quali altre misure ci sono per i genitori lavoratori?
In alternativa al congedo è stata prevista la possibilità per i genitori di richiedere un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per un limite di 600 euro. Inoltre è stato previsto l’incremento del numero di giorni di permesso retribuiti della legge 104 (tre al mese), di 12 giornate nel complesso usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. E’ stata infine prevista la possibilità di accedere al congedo, senza retribuzione e senza contribuzione (con richiesta solo al datore di lavoro) anche per quei lavoratori con figli tra i 12 e i 16 anni mentre per chi ha figli in situazione di gravità sarà possibile avere il congedo indennizzato anche oltre i 12 anni di età purché questi frequentino la scuola o un centro diurno.

Che cosa succede ai genitori che hanno già un congedo parentale ordinario?
I genitori che hanno già fatto richiesta e, alla data del 5 marzo, hanno già in corso un periodo di congedo parentale “ordinario” non devono presentare una nuova domanda. I giorni di congedo parentale saranno convertiti d’ufficio dall’Inps nel congedo di cui trattasi.

Le famiglie con a carico un mutuo per la prima casa possono chiedere la sospensione delle rate?
In Gazzetta ufficiale sono pubblicate le nuove regole per l’accesso al “Fondo Gasparrini”, che consente la sospensione dei mutui prima casa: il Fondo viene esteso anche ad autonomi e professionisti, la richiesta si potrà fare senza necessità di presentare l’Isee. Resta invece il tetto di massimo 250.000 euro di mutuo per il quale chiedere la sospensione delle rate. Potrà ottenere lo stop di 18 mesi chi subisce sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per oltre 303 giorni lavorativi consecutivi, 12 mesi se la riduzione è tra 151 e 303 giorni e 6 mesi se la riduzione è tra 30 e 150 giorni.

Come si può chiedere la moratoria?
La modulistica aggiornata e semplificata è disponibile sul sito internet mef.gov.it. Per ottenere la sospensione del mutuo, il cittadino in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo deve presentare la domanda alla banca che ha concesso il mutuo e che è tenuta a sospenderlo dietro presentazione della documentazione necessaria.

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