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11. 04. 2021 05:35

La Biblioteca degli Alberi: una nuova boccata d’aria

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Cosa c’è di più bello che pensare e realizzare una città del futuro, più a dimensione uomo, dove la co-esistenza tra tecnologia e natura può divenire realtà? Milano ama i suoi abitanti, i cittadini milanesi amano sempre di più la città che diviene un luogo non solo dove lavorare, ma dove vivere e interagire con tutto e tutti, natura compresa. Questo è lo spirito che ha ispirato gli ideatori di Biblioteca degli Alberi, il nuovo parco che verrà inaugurato sabato mattina.

LE ORIGINI • Il progetto nasce dal programma PII (Programma integrato di intervento) costituito nel 2004 dal Comune di Milano e finalizzato al recupero ed alla riqualificazione funzionale delle aree situate nella zona denominata Garibaldi-Repubblica per il quale è stato indetto il Concorso internazionale di progettazione “Giardini di Porta Nuova” vinto dallo studio di progettazione Inside-Outside di Petra Blaisse con il progetto “La biblioteca degli alberi”, realizzando così il terzo parco per grandezza della città.

Dopo la riapertura del primo lotto di 7.500 metri quadri di via de Castillia 26, avvenuta nella primavera del 2017, questa nuova area verde sarà l’anello di congiunzione fra gli spazi pubblici, le infrastrutture e le architetture dei quartieri circostanti. Il parco, infatti, collega piazza Gae Aulenti al quartiere Isola, alla sopraelevata su via Melchiorre Gioia, alla promenade verde delle Varesine e al giardino di via de Castillia.

GLI SPAZI • Il nuovo polmone è stato progettato all’insegna dell’eco-sostenibilità, strutturato con una rete di sentieri che possono condurre in ambientazioni diverse: giardini a tema, ampie zone lasciate a prati e piccole foreste realizzate con l’idea di creare oasi di relax e spazi per l’attività sportive ed eventi.

I campi e le mini foreste, di forma circolare, formano uno spazio multifunzionale che potrà ospitare programmi culturali, commerciali e ricreativi: teatri all’aperto, aree di gioco e campi sportivi (ci sono due campi da bocce), terrazze e giardini, zone per picnic, mercati, gallerie d’arte open air, concerti e conferenze. Il grande spazio verde si estende per dieci ettari di giardini circolari, 450 alberi di 19 specie differenti (ancora di piccole dimensioni) e 90mila tipi di piante, arbusti, siepi, rampicanti, piante acquatiche e ornamentali, boccioli e fiori. Insomma, un tripudio di colori e profumi per dare nuova linfa alla città.

LA BIBLIOTECA IN NUMERI

22,
Le foreste circolari

500,
Gli alberi

100,
Le specie botaniche

135.000,
Le piante

44.000,
I bulbi

140,
I bambù

LE SPECIE PIÙ CURIOSE

Acero rosso
Albero dei Tulipani
Betulla dell’Himalaya
Cedro dell’Atlante
Cipresso Calvo
Liriodendro
Pero Chanticleer
Pino Nero
Quercia Palustre

I percorsi poetici
Ogni albero ha i suoi versi

Nel dicembre 2017, il Comune di Milano e Fondazione Riccardo Catella lanciarono un concorso creativo dove la cittadinanza era stata inviata a ideare aforismi, frasi e brevi poesie dedicate agli alberi, in particolare alla Biblioteca degli Alberi. La proposta poetica doveva essere inedita, creativa, in lingua italiana e composta al massimo da 120 caratteri. Il concorso terminato nel febbraio 2018, aveva visto coinvolte 500 partecipanti, tramite una giura ha selezionato i venti vincitori le cui frasi sono state stampate su lamiera inox spazzolata e applicate sui percorsi in calcestruzzo del parco accompagnate solo dal nome dell’autore (niente cognome ed età), il poeta più piccolo della Biblioteca degli Alberi ha 5 anni e la poetessa più grande ne ha 73.

«Nuovi alberi sono un nuovo futuro»
L’architetto Giorgetta: «Grazie a questo parco Milano è una città migliore»

Franco Giorgetta si occupa da sempre di architettura del paesaggio. Negli ultimi anni ha sviluppato parecchi progetti importanti, dal parco Adriano a quello della Merlata, fino alle aree verdi del sito Expo. Con lo studio di Petra Blaisse di Amsterdam ha collaborato alla Biblioteca degli Alberi. «Il parco è concepito come un grande spazio di condivisione e importante spazio di relazione», racconta a Mi-Tomorrow.

Com’è strutturato il parco?
«Tutti i percorsi sono concepiti come un grande sistema di allacciamento libero che conduce da una parte all’altra del parco. Ci sono molte aperture collegate con tutte le infrastrutture, gli accessi sono liberi e la sicurezza è garantita anche da un sistema di videosorveglianza diffuso».

E’ un atto d’amore della città verso i suoi cittadini?
«Quest’opera è stata resa possibile da chi ha pianificato tutta la zona, quindi dal piano urbanistico nel suo insieme che ha previsto questo grande cuore verde».

Come sarà Milano dopo questo nuovo parco?
«Il parco completa un’area di importante sviluppo e rinnovo urbano, soprattutto in una zona di altissima possibilità di accesso e frequentazione, con il sistema del trasporto pubblico che raggiunge quasi il massimo delle possibilità. Anche grazie a questo nuovo parco Milano sarà una città migliore».

Quanto è importante avere del verde in città?
«E’ assolutamente importantissimo sotto molti profili, che non riguardano solamente il benessere pubblico, ma anche per il grande risparmio energetico che ne deriva, per l’abbassamento delle temperature estive, per il miglioramento dell’aria. Ed è d’importanza enorme anche per la bellezza della città. A Milano ci fu il primo grande progetto importante al mondo di una città verde, quello sviluppato tra la fine del ‘700 e l’inizio del ‘800 da Maria Teresa d’Austria».

Come finì?
«Fu completato in epoca napoleonica in cui hanno non solo idearono ma realizzarono, per la prima volta al mondo, un sistema urbano straordinario, grande il doppio della città esistente, con tutto il sistema dei Bastioni alberati di cui Sthendal ne ha lasciato memoria. I concetto di una città verde nacque proprio a Milano».

Cosa possiamo fare ancora per una Milano più verde?
«Tanto , veramente tanto. Purtroppo è finito nel nulla il progetto lanciato dal Maestro Abbado e Renzo Piano dei 90mila alberi per le strade. L’idea era quella di portare gli alberi nelle strade che oggi non hanno questo grande beneficio. Ahimè l’opinione pubblica è poco informata: pochi sanno che gli alberi in città hanno una vita relativamente breve, 50/60 anni al massimo. Ogni occasione per rinnovare il patrimonio arborio è un’occasione eccellente. Nuovi alberi sono un nuovo futuro».

In breve

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