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26. 07. 2021 04:28

Lombardia, variante inglese e boom di ricoveri: si teme la zona rossa

La zona rossa è una possibilità sempre più concreta

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Due mesi dopo per la Lombardia torna lo spettro della zona rossa. Questa volta, però, a decretarla potrebbe essere proprio la Regione come una sorta di intervento preventivo a partire da lunedì 8 marzo. Ai piani alti di Palazzo Lombardia – come verificato ieri sera da Mi-Tomorrow – l’ipotesi inizia a circolare con insistenza, visto il progressivo peggioramento dell’andamento della pandemia. E d’altronde le zone arancioni “rafforzate”, che entreranno in vigore a partire da oggi, riguardano vaste porzioni di territorio: una cinquantina di Comuni del Milanese, del Comasco, della Bergamasca e del Cremonese.

Effetti. Se davvero da lunedì prossimo si entrerà in zona rossa, per effetto del nuovo Dpcm annunciato stasera, in tutta la Lombardia scatterebbe la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Non solo. Sarebbero costretti alla chiusura tutti i negozi non essenziali e stavolta dovrebbero abbassare le saracinesche anche parrucchieri e barbieri.

Variante inglese. In Lombardia, tra l’altro, la variante inglese ormai riguarda il 64% nei nuovi contagi rispetto al 54% del dato nazionale riferito oggi dal presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

A darne conferma anche l’assessore al Welfare Letizia Moratti attraverso una comunicazione al Consiglio Regionale. «Dall’ultimo survey, che si è concluso il primo marzo – ha dichiarato Moratti -, dalle analisi delle varianti su tamponi positivi estratti causalmente realizzate dai laboratori lombardi, si evidenzia che la variante inglese è pari al 64% del campionamento su base regionale. Tra i vari laboratori che hanno partecipato si osserve un range che varia dal 43% all’86%».

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