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Se non è il giorno decisivo, poco ci manca: oggi, infatti, si scrive il domani dello stadio Meazza di Milano.

 

Già, perché il consiglio comunale di Milano si riunisce per discutere mozioni e ordini del giorno presentati dai partiti sul tema del nuovo stadio che Inter e Milan vorrebbero realizzare sull’area di San Siro, con relativo abbattimento della attuale struttura. Ergo: da Palazzo Marino usciranno le linee guide che poi permetteranno alla giunta di dichiarare o meno il parere di pubblico interesse.

Il canone. I nodi non sono pochi. Tra i punti che andranno approfonditi, c’è anche quello del canone che le squadre pagheranno al Comune dopo 32 anni dalla realizzazione del nuovo stadio, anni calcolati per il rientro dall’investimento. Dal 33esimo anno le squadre, come si legge nel documento della Conferenza dei servizi, corrisponderanno al Comune un canone annuo di 5,31 milioni di euro, per totali 478 milioni di euro nell’arco di 60 anni.

Negli ultimi giorni diversi esponenti della maggioranza hanno palesato malumori, chiedendosi legittimamente perché le squadre dovrebbero pagare al Comune la metà del canone attuale, che è di circa 10 milioni di euro, metà dei quali servono per la manutenzione del Meazza.

La demolizione. Il punto cruciale riguarda il futuro dell’attuale impianto. La Conferenza dei Servizi ha sottolineato come «il tema del mantenimento e/o della riconversione del Meazza è senz’altro da esplorare e sviluppare, anche in funzione di alcuni elementi portanti della stessa proposta, che prevede l’insediamento di molteplici funzioni urbane e di interesse pubblico, la cui dislocazione può essere valutata anche nell’ambito dell’impianto esistente, opportunamente riadattato e valorizzato».

C’è da considerare anche la possibilità di una richiesta per la concessione del vicolo paesaggistico del Meazza da parte della Soprintendenza: in questa direzione sta lavorando, ad esempio, il “Gruppo Verde San Siro”.

Il sindaco. Dal canto suo, Giuseppe Sala, ha aperto all’ipotesi del doppio stadio: «Tecnicamente lo spazio per due stadi c’è, però bisogna capire se ci si sta e se ce lo possiamo permettere. Noi diamo ampia disponibilità e vediamo cosa succede, noi non siamo ostili rispetto a un nuovo stadio, ma vogliamo capire se in qualche forma il vecchio San Siro potrà essere salvato e recuperato».

L’advisor. Non è di poco conto il parere reso dal Politecnico sull’operazione. Secondo gli esperti dell’ateneo milanese, che hanno inviato ai consiglieri comunali un report di 233 pagine intitolato “Sport è città”, la ristrutturazione dell’attuale stadio «non consentirebbe di raggiungere gli elevati standard di comfort, di sicurezza e prestazionali oggi richiesti». «Il nuovo impianto – si legge – è imprescindibile, Milano si doterebbe di una nuova infrastruttura di eccellenza».

La ricerca. Ma cosa pensano i milanesi? Un sondaggio Ipsos, realizzato su un campione di duemila interviste, dice che il 64% dei milanesi è a favore della costruzione del nuovo San Siro e della riqualificazione dell’intera area. I progetti di Populous (“La Cattedrale”) e Manica/Sportium (“Gli anelli di Milano”) piacciono molto entrambi, senza una netta preferenza per l’una o per l’altra opzione.

E gli oltre mille voti sulla pagina Facebook di Mi-Tomorrow confermano la tendenza emersa negli ultimi giorni: il 67 per cento dei nostri lettori ritiene possibile che possano co-esistere due impianti nel quartiere di San Siro.

IL SONDAGGIO

Secondo Ipsos, sei milanesi su dieci sono favorevoli ad un nuovo stadio nell’area di San Siro. Intanto avanza l’ipotesi…

Posted by Mi-Tomorrow on Friday, 25 October 2019

LE CIFRE IN BALLO

5,31 milioni di euro,
il canone annuo che Inter e Milan verserebbero al Comune dal 33esimo anno

478 milioni di euro,
l’affitto complessivo nell’arco di 60 anni.

9,9 milioni di euro,
l’attuale canone annuo versato dalle due società per il Meazza

1,2 miliardi di euro,
l’investimento complessivo dei club per nuovo stadio e strutture nell’area

Marco V.
Marco V.

«San Siro nella storia»
Marco V.
35 anni, libero professionista
«Penso sia un’ottima idea quella di costruire un altro stadio oltre al Meazza, anche uno vicino all’altro, nella stessa zona. San Siro non si può abbattere, fa parte della storia di Milano e penso anche sia necessario ripartire da una nuova struttura per il bene delle due società. Milan e Inter devono seguire l’esempio della Juventus, bisogna svoltare senza però dimenticare San Siro e la sua storia che non può essere cancellata da Milano».

Pietro A.
Pietro A.

«Svolta per il business»
Pietro A.
31 anni, impiegato
«È stato abbattuto lo stadio di Wembley, quindi anche Milano potrà sopravvivere senza San Siro. Serve un nuovo stadio perché il business è la base dello sviluppo di ogni società di calcio, quindi bisogna fare questo passo, doloroso ma necessario. Non credo sia possibile mantenere San Siro e costruire anche un nuovo stadio, ci sarebbe un problema di spazi. O passato o futuro, serve una svolta decisiva senza poi tornare indietro».

Marco S.
Marco S.

«Non perdiamo l’anima»
Marco S.
75 anni, pensionato
«Le alternative sono due: mantenere San Siro o costruire uno stadio molto simile a quello di adesso. Penso sia fattibile la presenza di uno stadio nuovo e moderno vicino a San Siro. È importante non perdere la storia e le caratteristiche di questa struttura che fa parte della città. In qualche modo le sue caratteristiche e la sua bellezza devono restare per le nuove generazioni, ma anche per il futuro della città. Non possiamo perdere la storia».

Fabio C.
Fabio C.

«Via i sentimenti»
Fabio C.
45 anni, libero professionista
«Siamo ormai nel 2020 e per la città è importante guardare avanti. Per Milan e Inter un nuovo stadio significherebbe molto: sono favorevole all’abbattimento di San Siro per voltare pagina e modernizzare anche il volto della città. Sicuramente è un pezzo di storia e da cittadino mi dispiace, ma credo sia arrivato il momento di mettere da parte i sentimenti per il bene del business, come ha già fatto un’altra società di calcio. A Milano non servono due strutture, ne basta una: moderna per il futuro».

Marco M.
Marco M.

«Avanti senza cancellare»
Marco M.
19 anni, studente
«Non riesco ad immaginare Milano senza San Siro, fa parte della storia e del cuore di questa città. Penso sia un’ottima idea quella di costruire uno stadio vicino a San Siro, mi sembra la soluzione migliore. Un passo in avanti senza archiviare o abbattere il passato: è ciò di cui hanno bisogno la città e i cittadini che hanno vissuto diversi successi in questo stadio che resta uno dei più belli al mondo. È giusto andare avanti, ma non è corretto cancellare ciò che ha scritto il presente di questa città».

Mario G.
Mario G.

«Un solo stadio»
Mario G.
47 anni, commercialista
«San Siro resterà per sempre San Siro, nessun nuovo stadio potrà sostituirlo. Per i più romantici, sarà difficile dire addio ad una struttura del genere. La necessità dei due club è quella di costruire un nuovo stadio, però non penso sia possibile avere due strutture di questo tipo. O San Siro o un nuovo stadio, uno è di troppo e l’altro rischia di finire in ombra. Milano deve avere un solo stadio e costruire un nuovo San Siro non sarà facile perché nella storia ci sarà sempre e solo l’attuale stadio».

Jorge M.
Jorge M.

«C’è solo il Meazza»
Jorge M.
55 anni, disoccupato
«Non può esistere un altro stadio al di fuori di San Siro, per questo non può condividere la città con un’altra struttura. All’estero, è considerato un punto fisso della città, un’icona. Non dovrebbe esistere stadio che non sia questo in una città come Milano. Mi auguro si possa ristrutturare per ripartire ancora da questo stadio, soprattutto per le nuove generazioni. È troppo bello per non avere un ruolo di primissimo piano. Non può e non dev’essere il secondo stadio di Milano: è stato il primo per troppi anni».

Miriam
Miriam

«Sì a due impianti»
Miriam
26 anni, studentessa
«Sono favorevole al doppio stadio a Milano, è un’idea che potrebbe far svoltare in positivo l’economia ma anche l’immagine. La città ne ha bisogno e se lo merita: due strutture di primo livello per eventi e sport. San Siro deve lasciare spazio ad una struttura moderna, quindi è necessario un nuovo stadio senza però cancellare il passato glorioso e magnifico. Per questo, penso che il doppio stadio possa essere la soluzione ideale per mixare presente e passato di un monumento che ha scritto la storia di questa città».


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