Un percorso verso “l’oro nero” che porterà gli estimatori e gli appassionati a scoprire le origini del caffè e tutte le sue derivanti. Milan Coffee Festival torna per il secondo anno nel capoluogo lombardo per continuare il percorso italiano iniziato l’anno scorso, alla scoperta delle origini e del futuro del caffè artigianale.

 

Da sabato a lunedì prossimi, nella cornice del Superstudio Più in via Tortona, sarà ricco il calendario di eventi della manifestazione dedicata alla bevanda più amata dagli italiani, basata su un format internazionale ideato da Allegra Events, realtà già importante in città come Londra, Amsterdam, New York, Los Angeles e Cape Town.

The Milan Coffee Festival è rivolto agli amanti della bevanda simbolo italiana, a chi lavora in questo settore, come baristi professionisti, titolari di bar-caffetterie e anche opinion leader dell’ampio mondo dei chicchi dall’aroma inconfondibile, senza dimenticare i numerosi espositori presenti, fornitori di caffè, di cibo, macchinari e attrezzature.

«Il motivo principale per cui abbiamo dato vita al Milan Coffee Festival è che abbiamo realizzato che questa città era pronta a sperimentare il caffè da tutti i punti di vista – afferma Sara Trioni di Allegra Events -. Milano è un pò la città “alfa” d’Italia in cui tradizione e innovazione si mischiano continuamente in vari ambiti e anche sul tema del caffè».

Anche quest’anno saranno molte le esperienze e le attività in cui potranno cimentarsi i visitatori nelle diverse aree espositive del festival: tra queste degustazioni gratuite, workshop interattivi, performance di baristi, torrefattori e mixologist. Per chi ama la tradizione dell’espresso sarà d’obbligo la sosta al Cimbali & Faema Espresso Bar, dove oltre al caffè tradizionale all’italiana, sarà possibile sorseggiare deliziosi monorigine di alcuni dei torrefattori italiani più apprezzati e imparare da loro i segreti per la preparazione dell’espresso perfetto.

The Lab, powered by Lavazza, offrirà invece un programma interattivo di dimostrazioni, workshop, degustazioni, conferenze e dibattiti live su molti argomenti, dove interverranno i più autorevoli opinion leader del settore. La Marzocco True Artisan Cafè sarà il pop-up in cui si alterneranno le migliori caffetterie e torrefazioni indipendenti, italiane e non, che proporranno bevande e cocktail d’autore.

All’interno del The Milan Coffee Festival ci saranno molti spazi per i professionisti del settore in cui potranno mettersi in gioco in alcune competizioni di settore. Come Roast Masters, l’innovativo contest del mondo del caffè focalizzato sull’arte della tostatura degli “specialty coffee”. Tre giorni di competizione durante i quali quindici torrefattori italiani emergenti si sfideranno in due diverse discipline – con l’obiettivo di dimostrare l’eccellenza sia nella tostatura del caffè che nella miscelazione dell’espresso.

Non mancherà l’arte della decorazione con Latte Art Live, una serie di dimostrazioni e competizioni fra i maggiori esperti in tecniche di decorazione della superficie di espressi e cappuccini tramite l’uso del latte. Tra i rappresentanti più attesi Manuela Fensore (campionessa italiana e mondiale di Latte Art 2019), che svelerà sul palco i segreti che l’hanno portata alla vittoria della WCE Latte Art Championship.

Una delle novità dell’edizione 2019 della manifestazione, la creazione di The MCF Coffee Club, al quale sarà necessario iscriversi per poter partecipare al Festival; l’obiettivo è quello di creare una vera e propria community di appassionati del caffè.

The Milan Coffee Festival

Da sabato 30 novembre a lunedì 2 dicembre

Superstudio Più
Via Tortona 27, Milano

Ingresso libero con iscrizione sul sito milancoffeefestival.com

Ludovic Rossignol-Isanovic
Ludovic Rossignol-Isanovic

«Una città che innova anche l’espresso»
Rossignol-Isanovic (Allegra Events): «C’è una rivoluzione»

Il secondo anno a Milano del Coffee Festival arriva con una nuova sfida sul tema, tra tradizione e innovazione. «Dopo l’entusiasmante debutto dello scorso anno torniamo in un Paese che sta abbracciando un nuovo approccio al caffè – spiega Ludovic Rossignol-Isanovic, co fondatore di Allegra Events, organizzatrice della manifestazione -, Milano è la città “alfa” per l’arte, il design, l’architettura, la moda, il cibo, punto di riferimento per l’innovazione del tema caffè, che a volte prende spunto dalla tradizione dell’espresso italiano».

 

Cos’è il caffè fuori dall’Italia?
«Nel resto del mondo e d’Europa negli ultimi anni c’è stata una rivoluzione del caffè, dopo il primo approccio che fa riferimento alla tradizione italiana, ora è andata oltre il comune cappuccino o espresso bevuto velocemente. Il caffè è diventato un’arte raffinata da degustare lentamente, una scienza con i suoi cultori con una crescente comunità di intenditori».

E qui che ruolo ha?
«Se da un lato resta legata alla tradizione, dall’altro un numero crescente di caffetterie e baristi specializzati, torrefattori, professionisti e appassionati stanno guidando una vera e propria rivoluzione, chiamata anche Terza Onda del Caffè».

Aspetto che approfondirete al Milan Coffee Festival 2019?
«Quest’anno metteremo tutti questi protagonisti del settore sotto i riflettori. Daremo ai micro-roasters, italiani e non, un’occasione internazionale su cui confrontarsi, come il Roast Masters, una gara sulla tostatura, una delle novità di quest’anno. Altri mostreranno il loro stile inconfondibile al True Artisan Cafè o andranno contro il tempo presso La Marzocco “Crush the Rush” un altro arrivo di questa edizione».

Durante il festival quali saranno gli altri temi?
«Ci focalizzeremo su alcuni topic di rilievo per la coffee industry attraverso una serie di Panel Discussion di The Lab, sponsorizzati da Lavazza. Tra gli argomenti le difficoltà e i successi di chi apre una caffetteria “specialty”, oppure cosa significa essere una “donna del caffè”. Intrecceremo la tradizione italiana con l’innovazione internazionale della Terza Onda e invitiamo tutti i nostri visitatori, esperti e non, a immergersi pianamente in questa esperienza unica, la rivoluzione italiana del caffè celebrata proprio qui a Milano». MaS

Francesco Sanapo
Francesco Sanapo

«Quante sfide dietro una tazzina»
Sanapo (Ditta Artigianale): «Vi racconto il mio viaggio in Uganda»

Si inaugura oggi al Faema Flagship store Milano in via Forcella 7, la mostra fotografica The Coffee Hunter, un racconto attraverso immagini fotografiche dei viaggi all’origine del caffè di Francesco Sanapo, titolare di Ditta Artigianale e tra i protagonisti del Milan Coffee Festival: «Credo che il caffè abbia bisogno di essere raccontato, anche se è un prodotto molto consumato – afferma Sanapo a Mi-Tomorrow – è il secondo prodotto più bevuto al mondo dopo l’acqua e il secondo prodotto più venduto al mondo dopo il petrolio».

Cosa c’è dietro una tazzina di caffè?
«Si nascondono numerose sfide che un produttore oggi deve affrontare, tra cui il cambiamento climatico, le malattie che stanno affliggendo la pianta del caffè, oggi produrlo è sempre più difficile. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e fare formazione su quello che è il giusto valore della tazzina del caffè».

La mostra, aperta fino ad aprile, cosa racconta?
«Il mio viaggio in Uganda che è il progetto pilota per raccontare i vari paesi e raggruppare le esperienze alla fine in un libro. L’Uganda è uno dei maggiori produttori di caffè e anche uno dei più poveri. Il caffè è prodotto da famiglie e da piccoli produttori e che devono riunirsi in cooperative per poifare dei container da esportare il prodotto. Il prezzo del caffè venduto è più basso del costo di produzione, capite bene che stiamo rasentando lo scandalo».

Sarai presente al Milan Coffee Festival anche quest’anno?
«All’interno del Festival farò alcuni workshop per spiegare la mia visione del caffè “specialty” e avrò uno stand con la mia piccola torrefazione che si chiama Ditta Artigianale. Inoltre, sto creando anche lo spazio di Hario, una delle aziende giapponesi più innovative per la preparazione di caffè a casa e al bar. Sarò presente anche con dei laboratori per le ultime tendenze su come rinnovare le caffetteriee spiegherò anche come sta cambiando il caffè all’origine».

Come sta cambiando?
«Vent’anni fa c’era il semplice contadino, oggi c’è suo figlio a guidare l’azienda agricola e nella maggior parte dei casi è un agronomo; c’è un’evoluzione che ha portato a delle migliorie nelle tecniche agricole, che vanno a impattare in maniera importante nel gusto della bevanda».

Di che gusto si parla?
«Oggi i caffè sono molto più fruttati hanno un’acidità più importante, prima erano molto più piatti, ora invece abbiamo dei caffè più complessi. Questo è molto meglio, oggi si parla di una complessità quattro volte quella del vino come sentori gustativi».

Cosa ti aspetti quest’edizione del Milan Coffe Festival?
«C’è molto più interesse delle aziende del settore in Italia, si interessano per capire cos’è il caffè “specialty”, si impegnano nel raccontare la provenienza e la lavorazione, il cambiamento in atto pone più attenzione alla materia prima. Nella gente invece il cambiamento è poco visibile, il consumatore ancora non conosce il prodotto e per questo servono manifestazioni come questa».


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