Milano, il nuovo business dei tamponi: servono nuove regole?

Un fiorente business nella città colpita dal Covid: ecco quanto costa sottoporsi ad un test privatamente

foto ipp clemente marmorino - milano 01 09 2020 - coronavirus post covid19 - sanita - ospedale san paolo - tamponi drive- infermieri

La storia insegna che dalle situazioni di emergenza c’è sempre qualcuno che trae profitto. In tempo di Covid indubbiamente uno dei business più redditizi è quello dei tamponi privati. Con l’inizio della seconda ondata il sistema Ats è andato in difficoltà e spesso i tempi d’attesa per sottoporsi ad un tampone si allungano tra i 6 e 10 giorni. Certo, ora il nuovo Drive Through contribuirà al miglioramento della situazione, ma il tampone “drive in” non è certamente agevole per tutti.

La situazione. Altro problema che complica il quadro è la decisione di Ats di non sottoporre più a tampone i contatti stretti dei contagiati. In questi casi sono spesso i medici di base a consigliare ai propri utenti di rivolgersi ai centri privati.

business tamponi milano

Ma quale sono i costi medi per un tampone? Per il tampone naso faringeo, quello più affidabile, si va dai 75 euro chiesti all’ospedale Humanitas ai 125 euro di MultiMedica (presso l’Ospedale San Giuseppe, l’Irccs MultiMedica di Sesto San Giovanni e l’ambulatorio di via San Barnaba).

In mezzo, le alternative sono molte: al Centro medico Santagostino il tampone costa 80 euro, stessa cifra all’Istituto Clinico Città Studi (che però lo esegue solo su pazienti risultati positivi al test sierologico eseguito presso il centro), 90 euro all’Auxologico, 90-92 presso le strutture del Gruppo San Donato (come l’Irccs San Raffaele, l’Istituto clinico Sant’Ambrogio o l’Istituto clinico San Siro); 95 presso i punti prelievo Synlab. A salire: 100 euro al Cardiologico Monzino, 102 al centro Unisalus, 120 al Centro Diagnostico Italiano.

Per il tampone antigienico rapido il prezzo è invece piuttosto omogeneo: circa 30euro nei principali centri. La cifra invece raddoppia se si desidera che venga effettuato a domicilio.

Tuttavia in questo periodo di crisi certi costi non sono per tutti sostenibili. «Per favorire i medici di medicina generale che non riescono più a prenotare tamponi per i pazienti che ne hanno bisogno, la Regione dovrebbe chiedere ai privati accreditati degli slot a carico del pubblico — propone allora Isa Guarnieri, segretaria Fp Cgil Milano — questo per favorire tracciabilità e sostenibilità del costo per i cittadini. Regione Lombardia potrebbe imporre un costo massimo dei tamponi ai privati accreditati».

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