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Gio, 09 Lug 2020 20:12:47

Che cos’è cambiato un anno dopo l’assegnazione di Milano-Cortina 2026? Il punto

Domani, un anno fa, la conquista delle Olimpiadi 2026 col “brivido” finale: cosa è cambiato in un anno, cosa cambierà nei prossimi

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Una vittoria da favoriti, ma la scaramanzia è sempre d’obbligo. Non era passato poi molto da quando Milano aveva perso Ema e quella ferita bruciava ancora sulla pelle di Giuseppe Sala, che non a caso risulta da video e foto come uno dei più solerti e “rumorosi” nel festeggiare l’assegnazione dei Giochi 2026 al capoluogo lombardo e a Cortina.

 

Milano-Cortina 2026, racconto di un successo

Una lunga rincorsa, suggellata nel giorno della proclamazione con un lavoro di squadra non privo di qualche neo ma lodevole in diversi aspetti. La gioventù e l’improvvisazione di Michela Moioli e Sofia Goggia, che si cimentano in uno sketch sul palco a favore della platea, la sicurezza della 17enne Elisa Confortola, il carisma di Arianna Fontana. Armi vincenti, selezionate con cura dal presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Milano-Cortina 2026, il caso Scaroni

Per non far mancare un pizzico di suspence, proprio a poche ore dall’arrivo al sospirato traguardo si rischia una collisione sul nodo Meazza per una dichiarazione di Paolo Scaroni, presidente del Milan. L’impianto di San Siro è infatti la sede della cerimonia di apertura, ma per allora i rossoneri e l’Inter sperano di averne costruito un altro.

Malagò fa da pompiere, ricordando che in sette anni molte cose possono cambiare rispetto al dossier e che poco cambierebbe per il Cio se nel 2026 ci sarà un nuovo impianto, magari meno iconico ma più orientato al futuro.

Alla fine la vittoria arriva per 47 voti a 34, magari non la classica incollatura ma nemmeno una scampagnata. Resta a bocca asciutta la Svezia, incredibilmente ancora a secco di organizzazioni olimpiche a livello invernale. Decisiva l’instabilità a livello governativo: alle immagini di festa della delegazione tricolore fanno da contraltare le braccia allargate in segno di reso della controparte scandinava.

Milano-Cortina 2026, intervista ad Antonio Rossi:
«Ora il decreto sulle infrastrutture»

Braccia alzate, urla di giubilo. Il sindaco Giuseppe Sala che urla «Italia, Italia». Una vittoria olimpica, l’assegnazione di Milano-Cortina 2026 che compie oggi un anno esatto. Tra chi ha festeggiato quel giorno c’era anche Antonio Rossi, olimpionico di canoa e oggi sottosegretario con delega ai grandi eventi sportivi in Regione Lombardia.

Come ricorda quel giorno?
«L’emozione è indimenticabile. Quasi come una vittoria olimpica di quando gareggiavo. Un lavoro di squadra che mi ha lasciato tantissimo».

Cosa è successo in questo anno che ci siamo lasciati alle spalle?
«Siamo andati avanti, non è certo stato un anno fortunato».

Intende solo per la pandemia?
«Beh, poi è cambiato il governo, le difficoltà sono state molte. Ciò nonostante abbiamo rispettato i termini imposti dal Cio per creare la Fondazione e il Comitato Organizzatore, così come per la legge olimpica».

Quali saranno i prossimi passi?
«Stiamo aspettando il decreto legge della ministra De Micheli per le infrastrutture. Penso e spero arrivi a breve. Stiamo parlando di opere che erano state finanziate con la legge del dicembre 2019 sulle infrastrutture. Sono strade e tratti ferroviari necessari per l’evento olimpico, anche se non connesse strettamente con le gare».

Per capirci: senza Milano-Cortina, sarebbero state previste lo stesso entro il 2026?
«Erano già previste, ma avrebbero seguito un normale iter e si sarebbe andati per le lunghe. Opere come la Lecco-Bergamo sono da completare da tempo».

Vuol dire avere delle migliorie enormi.
«Sì. E senza i Giochi non è detto che ci sarebbero state le risorse governative pronte».

In cosa vi ha rallentato la pandemia?
«Le difficoltà sono state soprattutto nel trovarsi. Gli incontri col Cio, però, si sono fatti in videoconferenza».

Da ex atleta: oggi chi punta ai Giochi pensa già a Milano-Cortina?
«Un atleta pensa sempre all’edizione successiva, quindi a Pechino per gli sport invernali, ma averne una in Italia ti ci fa pensare. È anche un bel modo per smettere, se anagraficamente sei vicino a farlo».

L’agenda 2020 ci protegge un po’ da casi di sprechi come Italia ’90 o i Mondiali di nuoto a Roma?
«Assolutamente sì perché non vengono costruiti nuovi impianti come accaduto in altre edizioni, se non quello di Santa Giulia. I villaggi olimpici hanno già una legacy post-olimpica. Porta Romana diventerà uno studentato».

E Livigno?
«Per il 20% sarà una foresteria per gli atleti per allenarsi in quota o sennò verrà messo a disposizione del Comune per insegnanti e medici del posto. I restanti posti saranno delle casettine che verranno date alla Protezione Civile».

Milano-Cortina 2026, un’intesa da un miliardo di euro

L’assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi ha assicurato il sostegno del governo in vista dei Giochi di Milano-Cortina 2026.

«Alla Lombardia spetteranno 473 milioni di euro dei fondi per le opere pubbliche delle Olimpiadi 2026. L’elenco delle opere sarà definito a breve in accordo col ministero – ha detto a margine della riunione con il ministro Paola De Micheli e i rappresentanti della Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano per la ripartizione dei fondi che finanzieranno le opere pubbliche in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina del 2026 –. Non dobbiamo perdere l’occasione per sviluppare le infrastrutture dei nostri territori. Abbiamo raggiunto un’intesa in ordine del miliardo di euro previsto per il finanziamento degli interventi. Ci auguriamo che l’iter si riveli rapido e adeguato. Portando a compimento le opere per l’appuntamento olimpico».

Un’ulteriore richiesta all’esecutivo è stata quella di «semplificare le normative per evitare di vedere infrastrutture incompiute».

Milano-Cortina 2026, la comunicazione nelle mani di Monti

La notizia era nell’aria e giusto pochi giorni fa è arrivata la conferma. Da ieri, Andrea Monti è il nuovo Communications Director della Fondazione Milano Cortina 2026. Lascia La Gazzetta dello Sport, di cui è stato direttore per dieci anni, nelle mani di Stefano Barigelli.

«L’arrivo di un professionista con la competenza, l’esperienza e l’autorevolezza di Andrea Monti arricchisce enormemente la nostra squadra in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026. Lo ringrazio per aver accettato una sfida fuori dal comune come quella di partecipare, da protagonista, a un progetto ancora più centrale per il Paese dopo l’emergenza pandemica», è l’accoglienza riservata a Monti dall’amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina, Vincenzo Novari.

Cortina 2021, si decide il 1° luglio
La Federsci ha chiesto di spostare la manifestazione di un anno

Dovrebbe arrivare la prossima settimana, il primo luglio, la risposta della Federazione Internazionale di sci in merito alla richiesta avanzata dal Comitato Organizzatore di Cortina 2021 di spostare di un anno i Mondiali di sci alpino.

«L’auspicio italiano è che si prenda la decisione di rinviare il Mondiale – ha commentato il Presidente della Fisi, Flavio Roda –. Sponsor e pubblico si aspettano che Cortina presenti un Mondiale di altissimo livello. Penso che spostando in avanti l’appuntamento con il Mondiale sia possibile mettere in atto quanto di meglio la tradizione e l’esperienza organizzativa italiane sanno fare e lanciare nel migliore dei modi la strada verso Milano-Cortina 2026».

15
le discipline olimpiche

14
le sedi di gara

3
i villaggi olimpici

1,3 miliardi
l’investimento previsto in euro

25mila
i posti di lavoro

In breve

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