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05. 12. 2020 10:42

Milano, il Giro d’Italia torna a casa: attenzione alle strade chiuse

Verso una grande anomala domenica che incoronerà il vincitore della corsa rosa: tutte le strade chiuse al traffico

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L’ultima frazione di questo “anomalo” Giro 2020 è la classica “corsa contro il tempo”, una cronometro individuale. I corridori in gara partiranno domenica da Cernusco sul Naviglio, attraverseranno la Padana Superiore passando per Vimodrone e quindi entreranno in Milano da via Palmanova.

Quindi proseguiranno su viale Padova (dove sarà fissato un rilevamento cronometrico intermedio) e da lì verso piazza Duomo lungo Corso Venezia e attraversando piazza San Babila. In totale correranno 15,7 chilometri spingendo a tutta.

Il percorso
Il percorso

La partenza del primo professionista (cioè l’ultimo della classifica generale provvisoria) è fissata a Cernusco alle 13.20. La maglia rosa dovrebbe tagliare il traguardo intorno alle 16.30. Da lì in avanti festeggiamenti sobri in totale sicurezza. E rigorosamente all’ombra della Madonnina.

Le strade chiuse al traffico

Il passaggio dei corridori determinerà la chiusura di alcune strade al traffico. L’ingresso a Milano avverrà da via Palmanova e la tappa proseguirà poi su via Cesana (contromano), largo Tel Aviv, via Anacreonte (contromano), via Padova, piazzale Loreto, corso Buenos Aires, piazza Oberdan, corso Venezia, piazza San Babila, corso Matteotti, piazza Meda, via San Paolo, corso Vittorio Emanuele II ed infine piazza Duomo.

Si chiude il primo Giro d’autunno della storia: tutte le curiosità

Quello che si sta correndo è il 103º Giro d’Italia. In 110 anni si è sempre corso tra maggio e giugno, eccezion fatta per l’edizione del 1946 che si disputò in luglio e per quella in corso, per la prima volta nella storia spostata in ottobre, in autunno.

Giro 2020
Giro 2020

Milano è la città simbolo del Giro. Per 142 volte la corsa è passata, partita o arrivata qui. il 13 maggio del 1909 è la data di nascita della competizione: era notte fonda quando 127 ciclisti si radunarono in piazzale Loreto per il via ufficiale della prima frazione.

Negli ultimi anni, però, il Duomo e la Madonnina non sono sempre stati lo sfondo dei festeggiamenti della maglia rosa. Andando a ritroso e analizzando solo l’ultimo decennio, scopriamo che diverse volte la corsa ha “snobbato” la sua città natale. Nel 2019 partì da Bologna e arrivò a Verona (come avvenne anche nell’edizione del 2010).

L’anno prima, il 2018, le prime 3 tappe si corsero a Gerusalemme mentre il traguardo finale fu a Roma. Nel 2016 l’ultima il Trofeo Senza Fine fu assegnato a Torino, mentre nel 2014 a Trieste e nel 2013 a Brescia.

4 domande a Ermanno Zacchetti, Sindaco di Cernusco S/N

«La sfida: connettere su due ruote la Grande Milano»

Non è del tutto un caso che l’ultima tappa del Giro d’Italia 2020 parta da Cernusco sul Naviglio: la città che diede i natali al grandissimo Gaetano Scirea è una delle più bike friendly della Grande Milano. E non a caso Cernusco detiene il “titolo” di Città Europea dello Sport.

Ermanno Zacchetti
Ermanno Zacchetti

Sindaco, al di là dell’evento sportivo, quale significato ha il passaggio del Giro per la città?
«Moltissimi studenti si spostano in bici per andare da casa a scuola, la ciclopedonale del Naviglio è un collegamento green e di grande bellezza paesaggistica. E, non ultimo, dalla nostra città sono partiti alla volta delle competizioni internazionali campioni del ciclismo come Mario Scirea. Per Cernusco il passaggio del Giro significa celebrare tutto questo».

Cernusco è Città Europea dello Sport: come vi siete guadagnati questo riconoscimento e quali i prossimi eventi?
«Nella nostra città lo sport è educazione, inclusione, spirito associativo, cultura e tanto altro, compresa una sana competizione. La commissione ci ha aggiudicato il titolo e lo ha confermato anche per il 2021, non avendo potuto realizzare nel 2020 tutto quello che avevamo in programma».

Siete stati anche premiati da Fiab. Sarete una città da vivere sempre più su due ruote?
«Ci sono attualmente poco meno di 80 chilometri di piste ciclabili su circa 110 chilometri di strade urbane. Stiamo procedendo con i lavori per due nuovi tratti che collegheranno ancora meglio le scuole alla stazione della metropolitana. Il nostro obiettivo rimane quello di poter ampliare sempre di più le “strade verdi” per sfruttarle con stili di vita che rendano felici i nostri cittadini».

Cosa la Grande Milano crede potrebbe imparare da Cernusco sul tema mobilità?
«La giunta Sala sta già ampiamente andando nella direzione di agevolare lo mobilità dolce, ancor più negli ultimi mesi. Cernusco si inserisce in questo percorso offrendo il proprio contributo a disegnare un’area metropolitana ugualmente attenta agli spostamenti su due ruote: la sfida per tutti sarà aumentare le interconnessioni infrastrutturate tra le reti di piste ciclabili cittadine».

In esclusiva per Mi-Tomorrow anche il punto di vista del campione italiano ed europeo Giacomo Nizzolo.

 

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