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21. 06. 2021 06:18

Milano, tensione sociale alle stelle: gli “scontenti” del Dpcm scendono in piazza

Milano è il teatro di proteste di piazza quotidiane: la situazione

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Da quando il Dpcm è stato firmato, non c’è stato giorno a Milano senza che qualche categoria scendesse in piazza per manifestare il proprio dissenso. I primi erano stati i ristoratori già la scorsa settimana, seguiti via via, da tutti colori colpiti dalle nuove restrizioni.

Dagli ambulanti ai conducenti. La giornata di ieri ha visto prendersi la piazza al settore degli ambulanti, uno dei più colpiti dall’inizio della pandemia. Su circa 40.000 operatori in tutta Italia, 6.000 risiedono in Lombardia. «Gli ambulanti di fiere, sagre, manifestazioni sportive ed eventi di spettacolo ormai non lavorano da febbraio», ha dichiarato ieri Giacomo Errico, presidente dell’Apeca, l’associazione del commercio ambulante.

Alla protesta degli ambulanti si è aggiunta ieri sera quella dei tassisti. Circa settanta auto bianche hanno sfilato dal parcheggio di piazza Luigi di Savoia verso piazza Scala, per poi far ritorno in stazione centrale.

Oggi invece toccherà alle imprese di noleggio con con conducente ed ai bus turistici. Alla Regione, fa sapere il presidente onorario di Fai-trasporto persone Francesco Artusa, i manifestanti chiederanno un aiuto per arrivare a tre obiettivi: la cancellazione del bollo su tutti i veicoli fino a 9 posti per il 2020 e il 2021; l’utilizzo dei mezzi privati per dare manforte al trasporto pubblico; il sostegno in Conferenza Stato-Regioni per far sì che pure queste aziende vengano considerate “direttamente danneggiate” dalle nuove restrizioni.

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