moncler genius
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La moda si apre alla città e svela luoghi insoliti da anni inaccessibili ai cittadini: si apre domani, con un progetto nato in collaborazione con il Comune di Milano, l’evento Moncler Genius che darà nuova vita ai Magazzini Raccordati.

In occasione della Settimana della Moda, Moncler ha deciso di aprire da domani gli spazi di via Ferrante Aporti per l’evento Moncler Genius. Il progetto, firmato da artisti e creativi internazionali, sarà straordinariamente aperto anche ai cittadini il 24 febbraio (dalle 10.00 alle 18.00) con l’esposizione delle collezioni. Moncler supporta così il piano di riqualificazione dell’area urbana a ridosso della Stazione Centrale, con la sistemazione e il restauro dei Raccordati.

L’iniziativa è stata presentata negli scorsi giorni nella suggestiva Sala dell’Orologio di Palazzo Marino dal sindaco Beppe Sala in compagnia del presidente e Ceo di Moncler Remo Ruffini, dell’assessore alle Attività produttive, Moda e Design Cristina Tajani, dal presidente della Camera nazionale della moda italiana Carlo Capasa e dall’ad di Grandi Stazioni Retail Alberto Baldan. A dimostrazione che la collaborazione tra pubblico e privato può generare innegabili benefici per tutta la comunità.

«Milano dimostra ancora una volta di essere sempre più inclusiva e aperta a realizzare progetti che coinvolgano il pubblico. Sono molto contento che Moncler partecipi alla riqualificazione di un’area urbana di Milano così significativa per riportarla a nuova vita perché credo che lo sviluppo di un’azienda non possa che avvenire in sintonia e nel pieno rispetto della comunità», le parole di Remo Ruffini.

In linea con la propria missione di ispirarsi al passato per costruire il futuro, Moncler ha scelto di coniugare il valore storico e culturale di un’area della città di grande fascino con le sue nuove potenzialità. Se nell’antichità si parlava di Genius Loci per definire lo spirito di un luogo, oggi si utilizza l’espressione per indicarne carattere e peculiarità sociali e culturali. Da qui l’idea, organizzata per il 24 febbraio, di aprire a tutta la cittadinanza i Magazzini allestiti con le collezioni Moncler Genius.

L’esperienza di fine mese, che contribuirà a riqualificare undici spazi in disuso, sarà replicata ancora più a larga scala ad aprile con il Fuorisalone, quando l’associazione Ventura Projects tornerà ad animare i Magazzini: dopo gli otto spazi del 2017 e i nove del 2018, si arriverà a ben 15 tunnel con esposizioni. Una pratica che diventerà sempre più prassi perché, come confermato dall’ad di Grandi Stazioni Retail Alberto Baldan, si privilegerà l’insediamento di realtà del tessuto produttivo e culturale al posto dell’apertura di negozi in batteria. Si sta dunque pensando a un nuovo modo di rivitalizzare la zona: dare vita a spazi abitati dai cittadini lavorando sul lungo termine. Sarà la ricetta vincente?

DOVE
Via Ferrante Aporti, Milano
M2 • M3 Centrale

COME
Ingresso libero con prenotazione sul sito ufficiale moncler.com

QUANDO
Da domani al 24 febbraio, giorno dell’apertura al pubblico, dalle 10.00 alle 18.00

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60
le sfilate previste per questa Fashion Week

173
le collezioni previste

13.000
le imprese del settore in città

91.000
gli addetti del settore in città

«Milanesi, la moda è anche vostra»
L’assessore alle Attività produttive, Moda e Design Cristina Tajani racconta a Mi-Tomorrow la progressiva democratizzazione del fashion in città e non manca di “richiamare all’ordine” il governo nazionale.

Com’è nata questa collaborazione tra Moncler e il Comune?
«Sono soci nel direttivo di Camera Moda, dunque stakeholder del Comune di Milano. Ci hanno presentato un progetto in sintonia con le nostre direttive: aprire gli eventi legati alla moda, solitamente circoscritti agli addetti ai lavori, a un pubblico più vasto».

Da qui l’idea dell’evento aperto del 24.
«Sì, è nata l’idea di costruire un momento particolare. Ci saranno giornate dedicate a giornalisti, buyer e addetti, ma ci sarà anche la giornata del 24 in cui le collezioni Moncler Genius saranno aperte su prenotazione anche ai cittadini».

Per questo evento sui generis è stato scelto un luogo molto particolare della città.
«Ci hanno proposto un luogo, i Magazzini Raccordati, già all’attenzione dell’amministrazione comunale e si sono attivati per una risistemazione e riqualificazione degli spazi. Ecco spiegato il patrocinio del Comune: la moda che si apre e il recupero di spazi in disuso».

Quest’area però non è comunale. Come vi rapportate con Grandi Stazioni Retail?
«Siamo in dialogo con loro. A febbraio c’è la moda, ad aprile sarà di nuovo la volta del design come lo scorso anno con il Fuorisalone. In prospettiva a medio termine ci sono delle idee interessanti».

Di cosa si tratta?
«Hanno l’idea, che noi condividiamo e apprezziamo, di non dedicare il tutto ad attività classiche commerciali ma di far sì che si insedino attività come botteghe di artigianato e creatività».

Democratizzazione della moda: può declinare il concetto?
«Un mondo che decenni fa era vissuto soltanto come esclusivo e aperto a una ristretta cerchia potrà costruire, nel tempo a venire, un maggior successo grazie all’interazione e al coinvolgimento della gente. Questo è quello che vorremmo».

I milanesi riconoscono come proprie le varie settimane della moda?
«I milanesi devono percepirle come qualcosa che riguarda anche loro e non solo come qualcosa che ostacola il traffico. Ne beneficiano tutti: sistema alberghiero, ristoratori, pubblicità, allestimenti. Spetta a noi generare consapevolezza e partecipazione».

Da qui l’idea di trasmettere video e contenuti da un maxischermo in piazza San Babila.
«Il progetto è stato voluto da noi e la Camera della Moda ha accolto la proposta. Lo schermo trasmetterà le sfilate per chi passa di lì e desidera capire che cosa succede all’interno del mondo della moda».

Il settore moda resta una certezza in un panorama nazionale economico scricchiolante. Il governo fa abbastanza?
«Noi sicuramente pensiamo che si possa fare di più, con una maggiore vicinanza al sistema del fashion. Il ministro Di Maio e il premier sono stati invitati a settembre e anche in quest’occasione: al momento non abbiamo segnali di accompagnamento all’altezza della sfida».

Raccordati a parte, sono aperti altri luoghi pubblici?
«La Sala delle Cariatidi aprirà per sfilate di giovani stilisti e designer che ancora non hanno mezzi o non sono abbastanza conosciuti da avere location proprie. Ci teniamo molto. O lo Spazio Cavallerizze al Museo della Scienza e della Tecnologia».

Non è comunale ma il principio è lo stesso?
«Esatto, perché l’idea è comunque quella di aprire spazi storici e conosciuti per valorizzare i marchi».

La moda è un ambiente meritocratico?
«Bella domanda. In passato si è detto che si facesse fatica a costruire un ricambio generazionale. Da un po’ di tempo c’è chi si sta facendo avanti, persone che si sono fatte da sole. Nonostante le difficoltà c’è e ci sarà sempre spazio per chi ha talento e capacità di conquistare il pubblico».

Un nome?
«Una delle firme emergenti, che ha potuto godere fin dall’inizio della disponibilità di spazi comunali, è Stella Jean».

Le scuole del territorio formano figure abbastanza articolate?
«Abbiamo riscontrato che c’è una mancanza di figure intermedie, cioè di professionalità legate al saper fare manuale e manifatturiero: modellisti, sarti eccetera. C’è molta domanda dalle aziende e poca offerta. Questo è da alcuni anni molto evidente».

Cosa si può fare per rimediare?
«Dobbiamo insistere e spiegare ai ragazzi che si tratta di professionalità altrettanto soddisfacenti e di buonissimi stipendi su cui orientare un progetto di vita. La moda non è solo lo stilista: c’è un intero sistema che si muove attorno a questa figura».


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