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Pedonalizzazione di via Ascanio Sforza, sul Naviglio Pavese, da via Scoglio di Quarto a via Conchetta. E in prospettiva una Zona a Traffico Limitato su corso San Gottardo, da piazza XXIV Maggio a via Pavia, in via Lagrange, via Bertacchi e di un pezzo di via Gentilino.

Da ottobre, inoltre, il primo tratto di via Ascanio Sforza — dalla Darsena fino a via Darwin e via Conchetta — sarebbe diventato totalmente pedonale. È la proposta che l’assessore alla Mobilità del Comune, Marco Granelli, presentò lo scorso luglio in consiglio di Municipio 5, durante una commissione aperta ai cittadini.

Il pacchetto di misure, anche se non condivise del tutto, suscitarono apprezzamento nel Municipio 5 e nei residenti del Naviglio Pavese: forse era davvero la volta buona per dismettere i parenti del parente povero. Uno status che in queste prime giornate di caldo emerge in tutta la sua evidenza: via Lodovico il Moro e l’Alzaia Naviglio Grande sono brulicanti di turisti sin dalle prima ore dell’aperitivo occupando tutti i dehors. Ben altra situazione a pochi metri di distanza con i locali poco affollati e le vie quasi sgombre di passanti.

Il progetto del Comune per ora è rimasto sulla carta. Le lamentale dei commercianti sono forti ma non si concentrano solo sulla mancata pedonalizzazione. Per rilanciare il Naviglio Pavese, è l’opinione diffusa, serve un intervento a 360 gradi: «Il problema vero sono i ragazzi delle gang dell’hinterland che vengono il sabato sera – spiega Pablo Morell, titolare di un locale in via Sforza -, hanno dai 13 ai 18 anni e sono attirati da locali in cui si può consumare con pochi spiccioli. Va bene la pedonalizzazione ma non basta, occorrono interventi multifattoriali se vogliamo davvero fare rivivere questa zona».

Interpellato sul tema, lo staff dell’assessore Granelli ha preferito non intervenire. Ma è evidente che dalle parti dei “Navigli scontenti” si attendono urgenti risposte.

«Rispetto alla Darsena qui è Serie B»
Bramati (Municipio 5): «Granelli non risponde nemmeno a me»
Via Ascanio Sforza al momento si trova in una impasse. Lo sostiene Alessandro Bramati, presidente del Municipio 5, che spiega a Mi-Tomorrow come non sia sufficiente un’operazione per la via, ma sia necessaria una soluzione complessiva per la viabilità di tutto il quartiere.

A che punto è il piano di pedonalizzazione in via Sforza?
«Non ho aggiornamenti, francamente non so a che punto sia».

Ci sono difficoltà d’interlocuzione con Palazzo Marino?
«L’assessore Granelli non mi risponde o è evasivo. L’ultima volta che ne abbiamo parlato mi aveva detto che stava verificando il sistema di incanalamento del traffico in piazza Cantore per poi fare un ragionamento definitivo».

C’è stato un seguito?
«No, quel progetto non è mai iniziato».

Qual è la sua opinione?
«Ci siamo espressi come Municipio con una delibera con cui abbiamo dato parere positivo alla pedonalizzazione in via Sforza. Con una precisazione: avevamo chiesto di fare una sperimentazione annuale, al termine avremmo valutato gli impatti».

E’ sufficiente per rilanciare via Sforza?
«No, chiedevamo anche un progetto di riqualificazione che prevedesse, tra le altre cose, di ridisegnare la pavimentazione e il rifacimento di alcune parti delle sponde. Sottolineo che si è trattata di una posizione accettata trasversalmente da tutte le forze presenti nel Municipio».

Granelli, nel progetto per i Navigli, pensava anche ad una Ztl in corso San Gottardo. Cosa ne pensa?
«Ci siamo espressi contro nella delibera perché non è possibile accostare una Ztl accanto ad una pedonalizzazione. Il punto è che è necessaria una strategia di largo respiro, che affronti il tema nella sua complessità».

Il progetto di Granelli non lo fa?
«Quel progetto prevede anche la pedonalizzazione di via Sarfatti, all’università Bocconi: noi siamo contrari, è una prospettiva irrealistica chiudere tre strade della stessa area».

I commercianti del Naviglio Pavese si lamentano anche della scarsa sicurezza.
«E’ vero, esiste un problema legato alle gang di ragazzi stranieri. Siamo in contatto con la Polizia di Stato, cerchiamo di capire, come facciamo per ogni estate, come intervenire per governare i vari locali di chiringuito: abbiamo chiesto al Comune più impegno, maggiori controlli da parte dell’Annonaria».

Serve una riqualificazione complessiva del Naviglio Pavese?
«Certo, è necessario un intervento più ampio con migliorie per la via, ci vogliono interventi strutturali per rivitalizzarla».

In confronto all’altro Naviglio quello Pavese sembra di Serie B…
«Purtroppo è così, ma devo dire che non tutto è stato fatto al meglio nel sistema Navigli: i processi vanno governati, con la Darsena si è dato il via ad una situazione che è diventata incontrollata».

Da qui all’estate potrebbe cambiare qualcosa?
«Premesso che non so quali intenzioni abbia Granelli, è sempre possibile la chiusura temporanea di via Ascanio Sforza nel periodo estivo, anche se l’anno scorso non è stata fatta».

Per quale motivo?
«Per i commercianti ha un costo, bisogna pagare la vigilanza». GS

Sul Grande è un’altra storia
Locali pieni e movida al massimo
Nell’altro Naviglio si respira un’aria diversa. Locali sempre pieni, movida vissuta al massimo tutte le sere con una crescita che avanza anno per anno: «La riqualificazione della via – spiega il presidente del Municipio 6, Santo Minniti – ha trasformato il Naviglio, oggi è un altro pianeta rispetto a com’era 10 anni fa».

Il problema da affrontare si chiama crescita eccessiva, non sempre facile da governare: «La sera c’è un eccesso di presenze sull’area pedonale – continua Minniti – e questo porta a problemi di convivenza tra i residenti e il popolo della notte. Credo che vada rivisto il sistema delle concessioni esterne, ci vuole una programmazione complessiva perché non pochi locali non rispettano le indicazioni: occupano più spazio del consentito e non intervengono quando la loro clientela disturba».

Altro problema è la sicurezza. Lo spaccio esiste, come conferma il presidente del Municipio 6: «La repressione spetta alla polizia, il loro intervento è necessario soprattutto negli orari notturni. Non va bene, invece, impegnare i vigili perché si occupano già della mobilità».

Un altro aspetto problematico del Naviglio Grande è rappresentato dalla spaccatura tra la realtà notturna e quella giornaliera, a tutto favore della prima: «La crescita degli ultimi anni è avvenuta in modo squilibrato – afferma Giovanni Nizzola, presidente dell’Associazione Naviglio Grande – per cui adesso è necessario riequilibrarla con attività e manifestazioni che implementino le presenze anche di giorno».

In caso contrario si rischia di radicalizzare la trasformazione sociale e economica: «Sino agli anni ’80 questa era storicamente una zona di artigiani e artisti – prosegue -, due categorie che stanno venendo meno a tutto vantaggio dei locali che fanno food e vivono di notte».

Il rimedio, per il presidente, consiste nelle politiche di impulso e sostegno delle attività storiche: «Va sostenuto il commercio di vicinato – afferma – e vanno aiutate le manifestazioni che ancora si svolgono nei Navigli: ci troviamo, invece, con un aumento dei costi di vigilanza stabilito dal Comune che non le agevola». Ma da Nizzola arriva anche un primo sostegno verbale ai “colleghi” del Naviglio Pavese: «Da parte nostra c’è assoluta apertura ad organizzare in concerto eventi e fiere all’aperto».

Hanza Laabid
28 anni, commerciante

Non si lavora più
In via Sforza le attività continuano a chiudere, non si lavora più. E’ stato fatto un intervento importante alla Darsena ma non basta, assieme ad altri colleghi stiamo chiedendo al Comune di intervenire qui perché non abbiamo avuto le risposte desiderate a partire dalla pedonalizzazione. Ci faremo sentire con più forza.

Giovanni Favero
53 anni, commerciante

Ci faremo sentire
Il paragone con il Naviglio Grande non si può fare, lì è tutta un’altra cosa. In quello Pavese ci sono tante cose che non vanno, ad esempio i parcheggi non si trovano per cui o sei disposto a pagare ogni giorno o rischi le multe. Cercheremo di fare sentire di più la nostra voce, tanti colleghi la pensano come me.

Valentina Lebribri
25 anni, cameriera

Serve pulizia
Lavoro solo di mattina, conosco i Navigli solo in questo momento della giornata e dico che mi trovo bene, la zona è ben servita dai mezzi, gira gente molto diversa. Ci vorrebbe più pulizia e maggiore educazione, c’è gente che continua a gettare le biciclette dentro i Navigli.

Filippo Ferrari
40 anni commerciante

Problema traffico
Il trasporto resta un problema, il sabato già alle 23.00 non si riesce più a trovare un taxi libero. Se non si viene con i mezzi l’alternativa è l’auto ma non ci sono molti posti a disposizione: c’è il parcheggio di Porta Genova oppure si va in via Argelati ma anche lì non è affatto facile trovare posto.


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