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23. 06. 2021 05:01

Una nuova università, il lockdown, la ripartenza, l’ombra di una “ricaduta”: la situazione nelle tradizionali sedi di Milano

Gli atenei stanno studiando formule che - non si esclude - potrebbero diventare definitive anche a fine pandemia proprio perché «più sostenibili»

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Il lockdown, la ripartenza, l’ombra di una “ricaduta”: Mi-Tomorrow ha fatto il punto della situazione nelle sedi delle università di Milano.

Una nuova università: il lockdown, la ripartenza, l’ombra di una “ricaduta”

Marisa Porrini, Prorettore della Statale

«Meno socialità, ma il paradigma funziona: ecco perché»

Il Covid ha segnato le università milanesi in modo radicale. Il nuovo anno accademico è stato organizzato studiando modalità – per rendere il virus inoffensivo – che potrebbero restare definitive nella vita universitaria: Marisa Porrini, prorettore alla didattica dell’Università Statale, prova a tracciare un bilancio dopo il primo mese.

Marisa Porrini
Marisa Porrini

Torniamo allo scorso marzo: come ha reagito la Statale al lockdown?
«Abbiamo deciso da subito di continuare la didattica con modalità a distanza: docenti a studenti hanno proseguito l’attività online, questi ultimi potevano intervenire o direttamente o attraverso le chat. Ci sono state anche lezioni con modalità asincrona: alcuni docenti hanno caricato le lezioni sul sito che potevano essere poi seguite dagli studenti da casa».

Quanti studenti è stato possibile collegare per ogni lezione?
«Sino a 300».

Quali difficoltà avete incontrato?
«All’inizio abbiamo dovuto familiarizzare, abbiamo organizzato corsi online per i docenti. Gli studenti hanno reagito bene, hanno lavorato in gruppo, si sono sentiti inclusi».

Quali sono stati gli aspetti negativi di questa esperienza?
«È mancato il rapporto diretto, come hanno spiegato gli stessi studenti. L’università non è solo un luogo di studio ma di confronto, di frequentazione delle biblioteche, di condivisione degli spazi: è mancata la socialità».

Come è organizzato il nuovo anno accademico?
«Con modalità nuove rispetto al passato considerando che la situazione sanitaria è in divenire. Abbiamo ripreso a fare lezioni e attività di gruppo in ateneo rispettando le distanze sociali».

Le lezioni sono riprese per tutti?
«Non per tutti, chi non può accedervi può seguirle online».

Quanti studenti possono seguire le lezioni in aula?
«Meno della metà, in presenza si è sul 30%: bisogna tenere presente che bisogna sanificare gli ambienti e che abbiamo dovuto rivedere la disponibilità dei posti a sedere».

Come avete programmato le lezioni in aula?
«Abbiamo privilegiato le attività pratiche: laboratori, lavori di gruppo, attività per le matricole».

Quindi avete privilegiato le facoltà scientifiche?
«No, abbiamo diversificato dando la priorità alle attività pratiche».

Dopo il prime mese, qual è il bilancio?
«È un po’ presto, aspettiamo ancora prima di dire come stanno andando le cose: bisogna essere prudenti, i timori legati alla sicurezza sono tanti».

Continuate a fare gli esami online?
«Sì, è il modo migliore per svolgerli in sicurezza».

Come si fa ad esaminare uno studente attraverso un computer?
«Spetta al docente avviare un ragionamento con lo studente che porta a verificarne la preparazione».

Non c’è il rischio di copiare o ascoltare suggerimenti da qualche persona vicina?
«Se si fanno domande secche c’è il rischio, ma se si procede nel modo che ho spiegato si possono evitare queste cose».

università milano
università milano

Come sono attrezzate le università di Milano?

STATALE
LE LEZIONI SI PRENOTANO CON L’APP

Si possono seguire le lezioni all’Università Statale, ma bisogna prenotarsi con una app, stesso discorso vale per chi vuole frequentare le biblioteche. Sono le misure stabilite per rendere sicure le presenze nell’ateneo più grande della città con 62mila iscritti. Da segnalare che la presenza dei fuori sede di aggira sul 17%. Per stabilire un raffronto con il numero di iscritti dello scorso anno bisognerà aspettare il 15 ottobre, termine fissato per le iscrizioni.

POLITECNICO
ATTREZZATO PER UN NUOVO LOCKDOWN

Gli immatricolati al Politecnico sono in lieve aumento rispetto allo scorso anno, a conferma di una tendenza ormai stabile degli ultimi anni. Anche analizzando l’andamento delle immatricolazioni divise per Ingegneria/Architettura e Design, i dati sono in linea con lo scorso anno. Per quanto riguarda gli studenti stranieri, si registra un +10% di immatricolazioni alle Lauree Magistrali. Da un punto di vista didattico, l’ateneo è pronto a riprendere integralmente la didattica da remoto per tutti in caso di lockdown e garantire anche le sessioni di Laurea e gli esami.

BICOCCA
TUTTE LE LEZIONI IN STREAMING

Crescono gli immatricolati ai corsi di laurea magistrale di Milano-Bicocca. Il confronto pari data con quelli alle magistrali dello scorso anno segna una crescita che va oltre il 20%. Tra i corsi di laurea magistrale che registrano una forte crescita, c’è Applied experimental psychological sciences: più che raddoppiati gli iscritti. Boom di iscritti anche per le magistrali a ciclo unico (5 anni) che segnano un più 32%. Tutte le lezioni sono in streaming, nelle aule la precedenza è data a matricole e laboratori.

CATTOLICA
#ECATT: UN MODELLO IBRIDO

L’Università Cattolica riapre le porte adottando un modello “ibrido” tra presenza e distanza: a settembre sono riprese le lezioni in presenza in base alle modalità stabilite da ciascuna facoltà, nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale, compatibilmente con gli spazi disponibili. In caso di nuovo lockdown si attuerà il piano #eCatt definito dalla filosofia «tutto il possibile in presenza e tutto il necessario da remoto», nel senso che tutta la programmazione dell’attività didattica delle 12 Facoltà può essere sostenuta da remoto da subito.

BOCCONI
ONLINE O A CASA: NESSUN BLOCCO

In Bocconi, al tempo del Covid, gli studenti possono decidere di seguire le lezioni in aula o online. Da marzo si è attivata la didattica online non facendo perdere nessun giorno agli studenti: nel caso di un possibile nuovo lockdown, si procederà allo stesso modo. L’ateneo è a numero chiuso e i posti a disposizione sono 2.700. Lo stesso numero di posti dello scorso anno accademico. Ma, rispetto ad allora, si è registrato un aumento anche delle domande al test di selezione da parte degli stranieri confermando il trend degli ultimi anni.

Due positivi: è fuga dal campus

di Fabio Implicito

Dopo aver individuato due studenti positivi nella residenza “Castiglioni” del campus Bocconi è scattata la quarantena per i circa duecento studenti presenti nello studentato.

Così è iniziato immediatamente il tracciamento dei contatti, operazione resa però difficile dalla fuga di alcuni studenti fuori sede verso i Paesi d’origine. La Bocconi ha consigliato «a tutti gli studenti di restare all’interno degli appartamenti e seguire le lezioni online fino al termine dell’indagine», ma tanti, appena hanno saputo del rischio quarantena, sono andati via.

La preoccupazione maggiore è che, dato l’inizio dei corsi, il virus si sia già esteso a tanti altri universitari. «Sono i primi casi negli atenei – sottolinea Marino Faccini, direttore Malattie infettive dell’Ats –. Ci aspettiamo che all’interno dell’università, con studenti adulti, le misure di sicurezza siano state rispettate».

bocconi
bocconi

In arrivo IULM 7

Centri ricerca, area break e un quartiere ormai “colonizzato”

di Yuri Benaglio

Più spazi per gli studenti a tutela delle norme anti-covid: questo il mantra in occasione del semestre accademico appena avviato. Gli spazi di Iulm 2, precedentemente occupati dagli uffici dei docenti, sono stati adeguati e adattati ad aule e laboratori.

In aggiunta, a distanza di cinque anni dall’ultima inaugurazione di Iulm 6, ecco un nuovo spazio: Iulm 7, in via Filargo 38, proprio di fronte all’uscita della metropolitana. Un nuovo edificio che prevede anche uffici, sale riunioni condivise, un’area break, centri di ricerca e il laboratorio di neuromarketing ampliato per l’occasione.

La presenza del campus Iulm, negli anni, ha progressivamente modificato l’aspetto (e la percezione) di questa zona, nonché la qualità della vita di chi ci abita. Via Carlo Bo, pedonale dalla scorsa primavera, ha collegato in maniera fluida i suoi vari edifici. Da anni, inoltre, direzione generale e rettorato sono impegnati in un progetto inclusivo della cittadinanza.

L’Auditorium ospita infatti spettacoli teatrali e conferenze a ingresso libero. C’è poi un ciclo di lezioni, Iulm for the City, aperto alla cittadinanza e che verrà riproposto nel secondo semestre di quest’anno accademico. Gli iscritti all’università terranno anche l’esame, per gli altri sarà una piacevole opportunità di scoperta.

IULM
IULM

3 domande a Guido Ferilli, docente e ricercatore IULM

«Ora gli atenei hanno una terza missione»

Guido Ferilli
Guido Ferilli

In che cosa consiste il suo laboratorio di quartiere?
«Nasce da una presa di coscienza: i ragazzi percorrevano solo il tratto tra la fermata di Romolo e l’università. Ma tutto il quartiere è un’esplosione di street art. Ho proposto ai ragazzi, tre anni fa, di dividerci in gruppi e di esplorare il quartiere Barona perché chi vuole fare arte deve conoscere la geografia dei luoghi. E poi volevamo capire come lo Iulm fosse visto all’esterno. Il laboratorio è proseguito l’anno successivo e si è interrotto solo quest’anno per ovvi motivi. Ma sono pronto a ricominciare».

Un altro progetto a cui è particolarmente legato?
«Nel 2018 ho conosciuto padre Francesco della vicina chiesa di Santa Rita, una persona straordinaria. La chiesa ha ospitato, nel 2019, il Giubileo. Ne abbiamo approfittato per creare un video di racconto della sua storia e adesso puntiamo a recuperare i bollettini trimestrali della chiesa dal 1939 a oggi per trasformare questo straordinario patrimonio nel racconto del tempo che passa».

Ha avuto riscontri positivi?
«Comune, negozi e ristoranti hanno dimostrato di aver capito il nostro lavoro. Adesso si parla di terza missione dell’università: aprirla alla comunità, farla vivere. È una cosa che piace molto anche alla nostra governance».

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