Olimpiadi 2026, il Cio “minaccia” l’Italia
Olimpiadi 2026, il Cio “minaccia” l’Italia

Potenziale tegola sulle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Oggi, infatti, è arrivata al presidente del Coni, Giovanni Malagò, una lettera del Cio in cui si esprime «seria preoccupazione» per alcune disposizioni della legge sullo sport attualmente in approvazione in Parlamento.

 

Nella lettera si segnala che la legge «intaccherebbe chiaramente l’autonomia del Coni» in sei punti. Il Cio chiarisce di poter adottare «la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico».

LA LETTERA • Tra i principi fondamentali ricordati dal Cio si scrive che «le organizzazioni sportive aderenti al movimento olimpico devono essere politicamente neutrali. Hanno il diritto e l’obbligo di autonomia, comprese la libera determinazione e il controllo delle regole dello sport, la definizione della struttura e della governance delle loro organizzazioni, il diritto di elezioni libere da qualsiasi influenza esterna e la responsabilità di assicurare che siano applicati i principi di buona governance».

E ancora: «Il Coni non dovrebbe essere riorganizzato mediante decisioni unilaterali da parte del Governo. La sua governance interna e le sue attività devono essere stabilite e decise nell’ambito del proprio statuto, e la legge non dovrebbe avere per obiettivo un “micromanaging” della sua organizzazione interna e delle sue attività». Nella lettera si chiede a Malagò di «portare queste serie preoccupazioni all’attenzione urgente delle più alte autorità di Governo e lavorare insieme con loro per perfezionare il Disegno di Legge e renderlo compatibili con i principi fondamentali e le regole che governano il movimento Olimpico, prima che il testo definitivo sia presentato alle autorità competenti per l’approvazione».

VERSO IL 2026 • Gli esponenti del mondo olimpico hanno ricordato che a Losanna prima della cerimonia in cui è stata annunciata la vittoria di Milano-Cortina 2026, il presidente Thomas Bach aveva incontrato il premier italiano Giuseppe Conte e in quella circostanza aveva chiesto di intervenire sulla legge perché così non andava bene.

E la lettera inviata al Coni da Losanna è stata fatta recapitare alle più alte cariche dello Stato: è stata infatti mandata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a quello del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, al premier Giuseppe Conte, ai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, al sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti, al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, ai presidenti di partito e ai capigruppo in Senato (non ai rappresentanti della Camera dove la legge è già passata).

In pratica se la legge venisse approvata così com’è senza le necessarie correzioni l’Italia sarebbe fuori dallo sport, non potrebbe partecipare alle olimpiadi di Tokyo del 2020 e ovviamente il nostro Paese non potrebbe organizzare le Olimpiadi invernali del 2026.